Crescita, Cgil punta sull’unità sindacale

11/05/2004

      martedì 11 maggio 2004

      Contro il declino del Paese il leader rilancerà
      «la programmazione democratica»
      Crescita, Cgil punta sull’unità sindacale Mano tesa di Epifani a Confindustria
      Giovedì si riuniranno i delegati della principale confederazione. Aperture verso Cisl e Uil sulla rappresentanza

      ROMA – Rilancio in grande stile dell’unità sindacale; mano tesa alla Confindustria di Luca Cordero di Montezemolo; invocazione di una «nuova politica di programmazione democratica», rispolverando la formula cara a Giorgio Ruffolo e ai socialisti del primo centrosinistra, a metà degli anni Sessanta. Saranno i temi al centro della relazione con la quale il segretario Guglielmo Epifani aprirà giovedì a Chianciano l’assemblea dei quadri e delegati della Cgil (5 milioni 458 mila iscritti). Una sorta di conferenza di programma che cade a metà tra un congresso e l’altro (il prossimo nel 2006). Una tappa che sancirà il consolidamento della leadership di Epifani, ormai liberatosi, dopo un anno e mezzo, dall’ingombrante eredità di Sergio Cofferati.

      Gli ultimi fatti, dall’accordo col governo sull’Alitalia all’intesa con la Fiat sulla vertenza dello stabilimento di Melfi, suonano come altrettanti successi per la linea del segretario generale, che ha progressivamente riportato la Cgil su un terreno più sindacale che politico e anteposto la ricerca dell’unità con Cisl e Uil alla lotta al governo Berlusconi.

      Epifani è stato aiutato anche dalle circostanze: l’esecutivo che ha buttato via il Patto per l’Italia (2002) firmato con Savino Pezzotta (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil), l’eclisse dell’era D’Amato alla Confindustria. E oggi, a un mese dalle elezioni, il fronte sindacale si ritrova dalla stessa parte, fatalmente avversa al governo. L’ultima assemblea dei quadri si era tenuta nel 2001 e in quell’occasione la Cgil, per prima, lanciò l’allarme sul declino del Paese. Oggi Cgil, Cisl e Uil si ritrovano su una piattaforma (varata nell’assemblea unitaria di marzo) che rivendica la politica per lo sviluppo.


      Epifani, illustrando ieri nella riunione della sua segreteria le linee della relazione, ha parlato della necessità di una «nuova politica di programmazione democratica», che non significa intervento diretto del pubblico nell’economia, ma il recupero da parte delle istituzioni della capacità di indirizzo dell’economia di mercato verso un obiettivo di sviluppo sociale. In altri termini, per uscire dalle secche della crisi c’è bisogno di puntare su ricerca, innovazione e formazione. E il mercato, da solo, non può farcela.


      A partire da questa analisi la Cgil cercherà di coinvolgere Cisl e Uil nella ricerca di un «patto tra i produttori» col quale incalzare il governo, mettendolo di fronte alle sue responsabilità e omissioni. Un messaggio rivolto a Pezzotta, Angeletti e Montezemolo.


      Ai segretari di Cisl e Uil, che risponderanno dalla stessa tribuna di Chianciano, Epifani tenderà la mano anche sulle questioni della rappresentanza, suggerendo una commissione unitaria di studio, e sulle politiche contrattuali, proponendo la ricerca di una posizione comune come condizione per affrontare la trattativa con la Confindustria. Insomma, un ventaglio di proposte per riprendere un cammino unitario che guardi lontano, al di là degli scioperi generali e delle battaglie contingenti. Se poi, alle elezioni, il centrodestra dovesse perdere, per Epifani sarebbe il massimo.

      Enrico Marro