Cresce l’opposizione in Confcommercio

12/12/2005
    venerdì9 dicembre 2005

      Pagina 12 Economia & Lavoro

      Cresce l’opposizione in Confcommercio,
      Billè verso l’autosospensione

        Si sta lavorando a un documento di sfiducia da presentare all’assemblea del 21 dicembre. Subito il nuovo successore o creazione di un triumvirato

          di Roberto Rossi / Roma

            POLTRONA È una questione di giorni e Confcommercio potrebbe avere un nuovo presidente. Il regno di Sergio Billè sta volgendo al termine. Il fronte di opposizione interno, che in queste ore sta preparando un documento di sfiducia da presentare alla prossima assemblea del 21 dicembre, si sta gonfiando sempre più. La notifica dell’avviso di garanzia da parte della magistratura di Roma per appropriazione indebita e malagestione del “fondo del presidente” è stato il collante dell’ultima ora.
            Fonti interne alla Confcommercio prospettano lo scenario di un abbandono, con auto sospensione, del presidente la prossima settimana.

            Una mossa non confermata dagli uomini vicini a Billè ma che potrebbe avere una sua logica visto il largo fronte (le associazioni di Milano, Bologna, di Roma, quelle del Veneto e del Trentino) che si sta coalizzando. La logica sarebbe quella di evitare alla prossima assemblea forti lacerazioni proprio sul suo nome. E vista l’impossibilità di ricucire Billè sarebbe disposto a fare un passo indietro prima, evitando, inoltre, un processo interno ancora più dannoso alla sua già deficitaria immagine.
            Nell’ipotesi di un’auto sospensione le strade che si prospettano sono due.

            La prima, quella istituzionale, vorrebbe la creazione di un triumvirato. Questo in ossequio a una vecchia delibera assembleare voluta proprio da Billè qualche mese fa quando il suo ingresso in politica sembrava certo. Il triumvirato sarebbe composto da Carlo Sangalli, presidente dei commercianti di Milano, da Aldo Poli, presidente dell’associazione di Pavia, e dal cuneese Ferruccio Dardanelli.

              Questa via d’uscita però non piace a tutti. Rappresenterebbe una linea di continuità con la precedente gestione, Dardanelli è considerato uomo vicino a Billè, e in questa fase, sostengono fonti interne a Confcommercio, «sarebbe meglio evitare alchimie di palazzo».

                In che modo? Trovando una candidatura alternativa comune. Che ancora non esiste. Perché un conto è coalizzarsi contro Billè un altro è di trovare un sostituto che possa rimpiazzarlo. I nomi circolati finora non hanno trovato un gradimento collettivo. Sangalli, che pure rappresenta l’associazione più forte e con un notevole peso politico specifico, difficilmente si esporrà. Pietro Blondi, presidente dei commercianti emiliani, quello che finora si è esposto di più nella crociata contro Billè, è apprezzato per la sua figura morale ma non ha grande esperienza politica. Poca esperienza anche per il romano Cesare Pambianchi da soli due anni in confederazione.

                  C’è anche la possibilità che Billè resista alle pressioni e non si dimetta. A quel punto la battaglia si sposterebbe in assemblea (che riunisce 110 organizzazioni e 170 federazioni). L’opposizione chiederà, per la prima volta dopo anni, il voto segreto cercando di affossare il bilancio e costringendo Billè alle dimissioni.