Cresce lo shopping sui binari

24/04/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Grandi stazioni (60% Fs) archivia il 2000 con 185 miliardi di ricavi e 20,8 di utile d’esercizio

    Cresce lo shopping sui binari
    I 110 negozi di Roma Termini trainano le vendite della società che gestisce le aree commerciali
    Giorgio Pogliotti
    ROMA Per Grandi stazioni del gruppo Fs il bilancio 2000 si è chiuso con una forte crescita dell’utile d’esercizio, passato da 3,6 a 20,8 miliardi di lire. Sulla performance della società guidata da Massimo Caputi ha pesato l’operazione di recupero e rilancio della stazione Termini, il primo degli interventi di ristrutturazione che riguardano i 13 principali nodi ferroviari italiani, decollato in occasione del Giubileo.
    Nel bilancio 2000, approvato ieri dall’assemblea dei soci, il fatturato ha raggiunto quota 184,9 miliardi, rispetto ai 59,1 miliardi del precedente esercizio. Contemporaneamente il valore della produzione è salito da 74,6 a 200,1 miliardi e il valore aggiunto è passato da 11,8 a 37,2 miliardi. Un aumento è stato registrato anche per il costo del lavoro, più che raddoppiato: nell’esercizio 1999 pesava per 3,6 miliardi sui conti della società, mentre lo scorso anno ha toccato quota 8,9 miliardi. Positivo anche il dato relativo al margine operativo lordo che è triplicato da 8,2 a 28,2 miliardi, mentre il risultato operativo è passato da 6,3 a 22,2 miliardi. Quanto al risultato ante imposte, è quadruplicato dai 7,9 miliardi del ’99 ai 33,5 miliardi del 2000.
    Per l’esercizio 2000 il canone annuale corrisposto da Grandi stazioni alla Divisione infrastrutture delle Fs, è stato pari a 29 miliardi, una cifra che corrisponde al 40% dei ricavi lordi ottenuti attraverso lo sfruttamento commerciale dei principali nodi ferroviari. Un comunicato delle Ferrovie dello Stato sottolinea che il risultato è stato «nettamente superiore alle aspettative di budget».
    Nelle comunicazioni ai soci — Grandi stazioni è controllata per il 60% da Fs e per la quota rimanente da Schema 24, di cui fanno parte Edizioni Holding (Benetton), Milano Centrale (Pirelli), Vianini Lavori (Caltagirone) e le ferrovie francesi Sncf — è stato dato risalto ai risultati di Roma Termini: i 110 punti vendita del Centro forum hanno generato 500 nuovi posti di lavoro, fatturando oltre 200 miliardi di lire. «Roma Termini, i cui ambienti sono diventati una meta frequentata non solo dai viaggiatori — si legge nel comunicato delle Fs — appare sempre più avviata ad un’integrazione con la città». Proprio in direzione di una maggiore integrazione tra la stazione e il contorno urbano, la legge 21 del 2001 con le misure per ridurre il disagio abitativo, ha previsto un programma di interventi di riqualificazione dei quartieri e delle infrastrutture circostanti i grandi complessi ferroviari. Secondo le stime serviranno circa 600 miliardi di investimenti, da reperire anche con il coinvolgimento di capitali privati.
    Ma l’operazione "Roma Termini" può essere considerata un progetto pilota nell’ambito del maxi-intervento che riguarda altri 12 nodi ferroviari italiani, per 800 miliardi di investimenti: un anno fa è stato firmato il contratto che ha individuato in Grandi stazioni il gestore unico dei grandi complessi ferroviari (Bari, Bologna, Firenze Santa Maria Novella, Genova Brignole e Genova Principe, Milano Centrale, Napoli, Palermo, Torino, Venezia Mestre e Venezia Santa Lucia, Verona). A novembre è stato presentato il master plan per la ristrutturazione e il rilancio dei 12 scali. A maggio saranno completati i progetti preliminari, per arrivare a settembre con la prequalifica da parte delle imprese che intendono candidarsi a realizzare gli interventi. Entro la fine del 2001 dovranno partire i cantieri, in modo di arrivare puntuali alla scadenza del 2003, quando l’intera operazione dovrà essere conclusa.
    Martedì 24 Aprile 2001
 
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