Cresce la voglia di terme

31/05/2005
    martedì 31 maggio 2005

      Turismo pagina 21

        La regione al primo posto in Italia per l’offerta di cure e di benessere
        Cresce la voglia di terme
        Nel 2004 +4% i fatturati in Emilia Romagna

        di Carlo Russo

        Quasi l’1,5% in più di arrivi e il 4% in più del fatturato, lo scorso anno, per le 24 stazioni termali dell’Emilia Romagna. Scende l’età media dei clienti (42 anni), aumenta la richiesta di wellness, magari da affiancare alle tradizionali cure, si restringe il periodo del soggiorno.

        ´Alla concorrenza’, dice Tiziano Tanzi, coordinatore dell’Unione di prodotto Terme, salute e benessere dell’Emilia Romagna, ´rispondiamo con lo sforzo di turisticizzare il territorio e con la garanzia della qualità. Così, da un lato il cliente trova attorno alle terme un territorio accogliente e con molti stimoli da esplorare, dall’altro è certo della professionalità degli operatori termali tanto che stiamo chiedendo, sia a livello regionale sia nazionale, una definizione di centro benessere’.

          Il Rapporto sul sistema termale emiliano-romagnolo sottolinea che la regione si colloca al primo posto in Italia per questo segmento turistico, che ha fatturato (nel 2004) 92,3 milioni di euro (con 316.500 clienti) e dà lavoro a 2.500 persone. Le previsioni per quest’anno indicano una conferma del trend del 2004: la crisi dei consumi inciderà meno su questo turismo di nicchia, che su quello generalista. Anche perché spesso il vacanziere termale gode di un aiuto pubblico, trattandosi di cure: il 38% delle entrate delle terme dell’Emilia Romagna proviene da rimborsi di prestazioni da parte delle aziende sanitarie.

            Il punto debole è lo scarso appeal verso la clientela estera. Meno dello 0,5% degli arrivi riguarda stranieri e per molti di loro si tratta di un optional in una vacanza più articolata.

              Qualcuno incomincia a scommettere sull’innovazione. A Tabiano (Parma) è stato inaugurato un padiglione in stile orientale, dove si praticano massaggi shiatzu e ayurvedici, a Rimini propongono l’utilizzo congiunto di acqua salsobromoiodica e marina, alla Salvarola (Modena) hanno ideato un ciclo di trattamenti-benessere con prodotti a base di vinacce e di aceto balsamico. L’investimento nel miglioramento e innovazione delle strutture è ammontato lo scorso anno a 30 milioni di euro. Quanto all’assetto sociale delle terme, in cinque casi i comuni sono gli azionisti di riferimento, negli altri sono i privati. Non è andata in porto invece la privatizzazione di Salsomaggiore (l’asta è andata deserta forse per le condizioni troppo onerose) mentre Rimini sta avviando ora l’iter per l’eventuale passaggio ai privati. (riproduzione riservata)