Cremonini sotto pressione in Borsa

21/01/2004



      Mercoledí 21 Gennaio 2004

      FINANZA E MERCATI


      Cremonini sotto pressione in Borsa
      NICOLA BORZI


      MILANO – Il titolo Cremonini ieri ha lasciato sul terreno l’8,59% a Piazza Affari, terminando la seduta con un prezzo ufficiale di 1,295 euro. Titolo in tensione anche per le notizie diffuse ieri dal Sole-24 Ore sul ruolo dello studio legale Zini and Associates nell’operazione di cartolarizzazione del luglio 2002. Molto intensi gli scambi, che hanno interessato 6.595.526 titoli (venti volte la media delle ultime 30 sedute), pari al 4,7% circa del capitale. Secondo alcuni trader, il mercato non ha apprezzato il ruolo di advisor svolto nell’ambito dell’operazione dallo studio di Gian Paolo Zini – attualmente agli arresti per ipotesi di coinvolgimento nel crack Parmalat – per conto del gruppo leader italiano nella trasformazione delle carni bovine. In avvio di contrattazioni il titolo aveva aperto in deciso calo, sino a venire sospeso per eccesso di ribasso. In mattinata, il gruppo alimentare di Castelvetro (Modena) aveva emesso un comunicato in cui precisava che «tutte le notizie inerenti l’operazione di cartolarizzazione (Securitization), che da anni rientra tra le usuali politiche di finanziamento del circolante del Gruppo, sono state a suo tempo ampiamente diffuse e rese note al mercato in ogni dettaglio. La società precisava inoltre che la documentazione contrattuale della Securitization è stata curata dallo studio legale inglese Clifford Chance Londra e non dallo Studio Zini & Associates». Il comunicato terminava affermando che «la società conferma il trend positivo dei risultati 2003 in tutti i settori di attività del Gruppo, sia in termini di fatturato sia di marginalità, con una significativa riduzione dell’indebitamento a livello consolidato rispetto all’esercizio precedente». Nel pomeriggio, dopo le richieste della Consob, una seconda nota di Cremonini ha integrato il comunicato diffuso in mattinata specificando che «lo studio legale Zini & Associates, attraverso un suo partner, la dottoressa Andrioli, ha agito unicamente in qualitá di "advisor" di Cremonini nella negoziazione della documentazione legale», mentre la ristrutturazione della contrattualistica è stata «predisposta e definita dallo studio legale Clifford Chance. L’operazione è stata strutturata da Bank of America e Abaxbank che hanno inoltre agito in qualità di manager e bookrunner». La conferma del ruolo dello studio Zini & Associates nell’operazione di cartolarizzazione della Cremonini Sec Srl è contenuta in tre distinti documenti. Il primo è il prospetto dell’operazione, depositato a luglio 2002 alla Financial Services Authority, la "Consob" del Regno Unito, dove sono quotate le obbligazioni per 120 milioni di euro emesse da Cremonini Sec Srl. Al termine delle 130 pagine della comunicazione ufficiale, che vedeva come auditor dell’emittente PricewaterhouseCoopers, come advisor legali dei lead manager compariva la sede milanese della Clifford Chance, mentre per i venditori i consulenti erano la sede milanese dello studio legale Zini and Associates. La casa madre britannica di Clifford Chance aveva prestato la propria consulenza ai lead managers e al "trustee", la Deutsche Trustee Company Ltd. Il secondo documento che conferma la notizia del «Sole-24 Ore» è la pagina 12 della stessa presentazione agli analisti dell’operazione di "securitization" di Cremonini Sec Srl, pubblicata sul sito Internet del gruppo modenese, dove Zini and Associates è indicato quale «Advisor di Cremonini». L’ultima conferma, infine, è contenuta nella nota stampa dello studio legale, datata 29 luglio 2002.