Cremonini, per fine anno completata vendita Marr

24/09/2002



              24 settembre 2002


              FINANZA E MERCATI


              Cremonini, per fine anno completata vendita Marr
              A.Me.


              (DAL NOSTRO INVIATO)
              LONDRA – Il gruppo alimentare modenese Cremonini conta di completare entro la fine dell’anno il collocamento privato del 30% della Marr, la società interamente controllata che opera nella distribuzione, e ha allo studio la possibilità di ripetere l’operazione in altre società del gruppo. «Il private placement sta procedendo molto bene», dice Vincenzo Cremonini, amministratore delegato e figlio del fondatore, Luigi, che in questi giorni a Londra ha incontrato una serie di investitori. L’operazione, da 125 milioni di euro, verrà destinata all’aumento di capitale della Marr, che rappresenta oggi poco meno della metà del fatturato del gruppo, con l’obiettivo di investire nella crescita internazionale della società. In prospettiva («ma non prima di 4­5 anni», sostiene Cremonini), l’ipotesi è quella di quotare la Marr. L’operazione, secondo Cremonini, consentirà di abbassare l’indebitamento e di estrarre valore dalle società controllate. «Stiamo considerando seriamente – afferma – la possibilità di ripetere l’operazione nel settore della ristorazione, dove tutti vogliono fare alleanze con noi. In questo caso, a fianco di investitori istituzionali, potrebbe entrare un partner industriale». Distribuzione e ristorazione hanno segnato una crescita continua, mentre la produzione di carne bovina, il nucleo originario del gruppo, si è lasciata definitivamente alle spalle, secondo l’imprenditore modenese, la crisi della mucca pazza. «Anzi – dichiara – si può dire che alla fine abbia rappresentato un’opportunità, modificando radicalmente lo scenario competitivo e costringendo molti all’uscita dal mercato. Nell’ultimo anno abbiamo conquistato quote in Europa». Cremonini è ottimista sulle prospettive del secondo semestre, dopo l’aumento del fatturato del 16% e il ritorno all’utile ante imposte nei primi sei mesi. «Luglio e agosto sono andati molto bene – afferma – e prevediamo un secondo semestre molto positivo».