Cremonini oltre la carne: porta Marr in Borsa

22/02/2005

    SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA di lunedi 21 Febbraio 2005

      ATTUALITA pag. 12

      Cremonini oltre la carne: porta Marr in Borsa


      GIORGIO LONARDI


      Sapete chi è il numero uno italiano nel settore della fornitura di pesce a ristoranti, alberghi e grandi comunità? E’ il gruppo Cremonini con circa 300 milioni di euro di fatturato. Si, avete capito benissimo, è lo stesso Cremonini conosciuto ovunque come «il re della carne». Ed è sempre quel Cremonini ad aver appena vinto una gara con le ferrovie francesi per la ristorazione nei nuovi treni superveloci IDTV che dal 1 febbraio collegano Parigi con Marsiglia e Tolone. Ma non basta. Perché Cremonini su quei treni vende e noleggia lettori Dvd con i film più recenti, oltre a commerciare giochi di società, bende per gli occhi, tappi per dormire, cuscini. Insomma, l’azienda fondata 40 anni fa da Luigi Cremonini che ne è tuttora il presidente e guidata dal figlio Vincenzo oggi fa un mucchio di cose diverse. Tanto è vero che la produzione di carne rappresenta circa il 50% dei 2 miliardi di euro fatturati nel 2004. In ogni caso i Cremonini, da modenesi pratici e con i piedi per terra, hanno venduto da tempo una serie di business accessori come l’acqua minerale, il vino o il fast food (marchio Burghy) ceduto a MacDonalds. E si sono concentrati in tre aree: i rifornimenti «chiavi in mano» per hotel e ristoranti; la ristorazione per chi viaggia (treni, stazioni, autostrade) e ovviamente la carne.

      Per capire dove va il gruppo Cremonini diamo un’occhiata ai singoli settori. E teniamo a mente due elementi di fondo. 1) Dalla quotazione avvenuta nel ’98 ad oggi la società modenese ha quasi raddoppiato il fatturato (+11,6% nel 2004) passando da poco più di un miliardo a 2 miliardi di euro, una performance straordinaria per il settore alimentare; 2) I risultati finanziari, invece, pur di segno positivo e in sensibile miglioramento (l’utile ante imposte 2004 è a 41,8 milioni contro i 20,2 milioni del 2003, depurati da una plusvalenza straordinaria di 34,2 milioni) sono ancora in linea con il comparto alimentare tradizionalmente non molto redditizio. Perciò l’aumento della profittabilità è uno degli scopi principali di Vincenzo Cremonini.


      La Marr, cioè la società Cremonini che si occupa della distribuzione a hotel e ristoranti (cibi freschi e surgelati ma anche tovaglie, posate e pentolame) è uno dei punti di forza del gruppo. Lo conferma l’ingresso nel capitale dei fondi Arca e Barclays Private Equity che hanno acquistato il 33,33% della società per 100 milioni di euro. E lo certifica la decisione, presa la scorsa settimana, di quotare in Borsa la stessa Marr. La scommessa dei Cremonini e dei loro soci, infatti, non si basa solo sulla storia di un’azienda passata dai 438 milioni di ricavi del ’98 ai quasi 795 dell’anno scorso. Bensì sul confronto con quanto è già avvenuto in Europa.


      Oggi Marr ha 22 magazzini, 520 autocarri e 30 mila clienti ma soprattutto è il numero uno di un settore polverizzato: la società dei Cremonini controlla il 72% del segmento industriale di questo comparto, composto da distributori moderni che offrono un servizio di tipo nazionale. La parte avanzata del settore, però, copre solo il 6,1% del mercato complessivo. Il resto è in mano a grossisti locali e a strutture di tipo artigianale. Al contrario in Europa i distributori moderni controllano oltre il 20% del comparto con punte del 40% in Gran Bretagna e del 30% in Francia. Insomma per Cremonini ci sono buone possibilità di crescita sia dei ricavi sia della redditività.


      Stessa musica per il settore della ristorazione per chi viaggia cresciuta nel 2004 di oltre il 14% fino a 268 milioni di euro. Da alcuni, anni, infatti, il catering sta vincendo un sacco di gare indette dalle ferrovie di 7 paesi europei. Risultato: ogni giorno 630 treni ad alta velocità mangiano e bevono Cremonini. Intanto prosegue lo sviluppo della ristorazione all’interno delle stazioni dove i marchi del gruppo (Bar Chef Express, Gusto Ristorante, etc) assieme ai ristoranti presi in franchising da grandi catene internazionali controllano il 35% dei consumi. Un terzo segmento in rapida crescita è quello delle aree di ristoro autostradali. Siglata nel 2003 la jointventure Moto con il colosso inglese Compass oggi Cremonini controlla 30 ristoranti in autostrada ma l’obiettivo è di arrivare a 4550.


      Quanto alla carne (1 miliardo di ricavi) l’aumento della redditività dovrebbe essere garantito da un meccanismo molto semplice. Da una parte Cremonini controlla già il 22,5% del mercato italiano mentre i suoi stabilimenti marciano solo al 75%. Dall’altra il Bel Paese ha ancora 4mila macelli mentre negli altri paesi europei se ne contano 400500. L’obiettivo è quindi di saturare gli impianti senza forti investimenti conquistando poco a poco fino al 2728% dei consumi.