Cremaschi-Patta, duello nella Cgil

17/02/2005

    lunedì 14 febbraio 2005 / Anno IX – Numero 6

    Diario sindacale di Enrico Marro

    Cremaschi-Patta, duello nella Cgil
    Maria Grazia Fabrizio lascia la Cisl per candidarsi con la Margherita. E Savino Pezzotta…

    Duello nella Cgil tra Gian Paolo Patta e Giorgio Cremaschi , che si contendono la guida della sinistra interna. Il primo è nella segreteria confederale e, dopo otto anni, sta per decadere. Il suo successore dovrebbe essere deciso nella riunione del direttivo Cgil del 9 marzo. Il battagliero Cremaschi, segretario nazionale della Fiom (metalmeccanici), aspira da tempo a entrare nell’esecutivo di Corso Italia guidato da Guglielmo Epifani . O ci riesce adesso o difficilmente il treno passerà un’altra volta. Ma Patta è deciso a sdraiarsi sui binari e a portare invece in segreteria un suo fedelissimo, Nicola Nicolosi , attualmente nella segreteria della Cgil Lombardia.

    Tra Patta e Cremaschi non corre buon sangue. Non è soltanto questione di rivalità sindacale, ma anche politica. Patta non è mai andato d’accordo con il leader di Rifondazione Fausto Bertinotti (che quando stava nella Cgil fondò la minoranza di sinistra di Essere sindacato) ed è un senza tessera, mentre Cremaschi è iscritto proprio a Rifondazione e c’è chi dice che se dovesse fallire il salto nella segreteria Cgil potrebbe correre per succedere a Bertinotti. L’ultimo episodio del duello ha avuto come teatro la Fiom, dove una decina di giorni fa, per iniziativa di Augustin Breda , è rinata l’area «LavoroSocietà-CambiareRotta», quella che nella Cgil fa capo allo stesso Patta, e che era stata sciolta nella Fiom dopo le conclusioni unitarie del congresso del 2004. Cremaschi e i cremaschiani della Fiom non vi hanno aderito, ma la mossa di Breda, che certamente non dispiace a Patta, punta a dimostrare che l’esuberante Cremaschi non controlla tutta la sinistra Fiom. E quindi come può rappresentare quella Cgil nella segreteria confederale?
    Ora si attende la contromossa di Giorgio l’irriducibile.


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    Le elezioni, amministrative o politiche che siano, hanno sempre rappresentato per diversi sindacalisti l’occasione per tentare il gran salto, sicuramente vantaggioso dal punto di vista economico, anche se il più delle volte avere successo in politica si rivela più difficile che nei sindacati. Le liste per il voto alle regionali del 3 e 4 aprile non sono ancora chiuse, ma qualche candidatura dal mondo sindacale è già arrivata. E altre seguiranno. Per il momento qualche nome di spicco arriva dalla Cisl.
    Maria Grazia Fabrizio , segretaria generale a Milano, lascia per candidarsi con la Margherita. Esce dunque dalla Cisl la prima donna al vertice di una grande struttura. Del resto, il suo mandato, dopo 8 anni, era in scadenza e la possibilità di andare a Roma per entrare nella segreteria confederale, per la quale avrebbe avuto tutte le carte in regola, era preclusa, dopo che Savino Pezzotta ha annunciato che al congresso della Cisl proporrà la rielezione in blocco di se stesso e di tutta la segreteria. E questo spiegherebbe anche il no di Pezzotta alla Margherita e ad altre forze politiche che gli avrebbero chiesto di candidarsi. Mai dire mai, però, perché nel 2006 ci sono le ben più importanti elezioni politiche. Al posto della Fabrizio è arrivato Fulvio Giacomassi , già segretario della Fistel-Cisl (telefonici), che, a sua volta, lascerà il posto al fratello Armando, finora responsabile organizzativo della stessa Fistel: della serie tutto in famiglia. Candidatura quasi certa è quella di Luigi Canali , segretario della Fps-Cisl Lazio, che gode di un forte seguito fra gli statali romani e dovrebbe entrare nella lista Marrazzo del centrosinistra. In questo modo, fra l’altro, Canali metterebbe fine al contenzioso che lo oppone al collegio dei probiviri e a parte della stessa segreteria Cisl che altrimenti potrebbe sospenderlo per irregolarità amministrative da lui sempre negate.

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    Dalla Cgil, per ora, arrivano solo candidature di ex. Di spicco quella di
    Mario Agostinelli , già segretario generale della Cgil Lombardia, che guiderà la lista di Rifondazione comunista a Milano come indipendente. A Brescia, invece, sempre il simbolo di Bertinotti avrà come capolista Osvaldo Squassina , ex leader della Fiom cittadina. Un po’ poco: solo due posti disponibili e per giunta di ex sindacalisti nel partito che più di tutti in questi anni ha sostenuto le battaglie della Fiom. Infine, per la Uil sono per ora usciti allo scoperto Dino Fasciani , fino ai ieri alla guida del sindacato in Abruzzo, che si candiderà nello Sdi di Enrico Borselli , e Benedetto Di Iacovo , che dalla Uil di Cosenza tenterà di conquistare un seggio in Calabria correndo con la lista locale dei socialisti che stanno nel centrosinistra. Se non spunteranno nomi di peso, è proprio il caso di dire che le quotazioni dei sindacalisti scendono anche nei partiti.