Crac Giacomelli: arresto e sequestri

01/12/2006
    venerd� 1 dicembre 2006

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

      Crac Giacomelli
      arresto e sequestri

        In carcere l’imprenditore Giumelli
        La bancarotta stimata a 750 milioni

        di Stefania Parmeggiani/ Rimini

        Un nuovo nome si aggiunge al lungo elenco d’indagati per il crack Giacomelli: Aurezio Giumelli, imprenditore cinquantaduenne di Parma, � stato arrestato con l’accusa di avere giocato un ruolo di spicco nella bancarotta fraudolenta, stimata in circa 750milioni, del gruppo riminese. Da ieri l’imprenditore � a disposizione dei magistrati nel carcere di Rimini mentre la sua abitazione, una villa chiamata �La Corte� del valore di 7 milioni e mezzo, � posta sotto sequestro. La residenza, dotata di palestra, piscine, campi da tennis e calcetto, oltre che di un lago di 4mila metri quadrati, sarebbe stata costruita con i fondi distratti dal gruppo Giacomelli attraverso una struttura di 20 societ� usata per permettere ai coniugi Giacomelli-Spada e agli altri indagati di dissipare il patrimonio del gruppo e nel quale centinaia di cittadini avevano investito i loro risparmi.

        Infatti, secondo gli accertamenti del nucleo di polizia tributaria di Bologna, il gruppo dal 1997 e fino alla quotazione in borsa, nel 2001, aveva occultato ingenti perdite, indicando falsi elementi di reddito nei bilanci, attraverso la contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Le operazioni, assieme al ricorso fraudolento al credito, sulla scorta di dati alterati di bilancio, avevano provocato il dissesto patrimoniale del gruppo, con danni irreparabili per i creditori (le insinuazioni al passivo davanti al tribunale di Rimini sono 2.100 per 624 milioni, pari all’86% del totale delle richieste), obbligazionisti (scade nel 2007 il bond-spazzatura da 100 milioni di euro in mano a 6.500 investitori la gran parte �istituzionali�) e azionisti (il titolo pass� da un prezzo iniziale di 2,25 euro a 0,18 prima di essere sospeso e poi definitivamente cancellato il 21 maggio 2004).

        All’imprenditore parmense sono stati sequestrati anche partecipazioni e quote societarie del valore complessivo di 3,5 milioni di euro. La complessa indagine delle fiamme gialle, approfondita e portata avanti anche dopo che nel 2003 Giumelli aveva fatto ricorso allo scudo fiscale per circa 14,5 milioni, � servita a ricostruire una serie di complessi meccanismi che hanno consentito di distrarre ai bilanci milioni di euro, dei quali 4,5 si riferiscono a doppi pagamenti effettuati per l’allestimento dei punti vendita della Giacomelli in Polonia e Ungheria. Il Gruppo di Aurezio Giumelli, infatti, ha allestito tutti gli oltre 150 punti-vendita del gruppo in Italia e all’estero a un prezzo gonfiato e a volte raddoppiato.