Crac Gama, vertice a Roma

06/02/2004

Giovedì 5 Febbraio 2004


SAN GIOVANNI LUPATOTO. Cresce la preoccupazione per il futuro dei dipendenti dell’azienda in crisi
Crac Gama, vertice a Roma
Il Comune controlla la qualità dei pasti forniti alle mense scolastiche

San Giovanni Lupatoto. Si presenta ancora più grigio il futuro delle ditta Gama, la grande azienda lupatotina per la fornitura di pasti cotti che sta vivendo una gravissima crisi finanziaria. Domani i sindacati si incontreranno a Roma con la direzione della Gama e con il ministero del Lavoro per un aggiornamento sullo stato di avanzamento della crisi e delle possibili vie d’uscita. Per quanto riguarda la fornitura di pasti al Comune, i legali del Municipio stanno poi verificando la possibilità legale che la nuova ditta subentri al precedente assegnatario, che appunto era la Gama. Il Comune ha intanto dato incarico a una ditta specializzata per la verifica della qualità del cibo fornito alle scuole medie ed elementari.
Per quanto riguarda la salvaguardia dell’aspetto occupazionale, l’amministrazione comunale non sembra disporre di validi ed efficaci strumenti di tutela e, per il momento, attende le decisioni del giudice previste per il prossimo 10 febbraio. L’assessore comunale alle attività produttive Marco Ballini, che per conto dell’amministrazione comunale sta seguendo la complicata vicenda, ha partecipato all’assemblea dei lavoratori convocata dalle rappresentanze sindacali per fare il punto della situazione. Dice Ballini: «Dall’incontro è emersa tutta la preoccupazione dei lavoratori e del sindacato per il mantenimento dei posti di lavoro e per il futuro dell’azienda. C’erano anche i legali del sindacato che hanno precisato i termini della questione. La sopravvivenza dell’azienda è un fatto assai complicato e dipende soprattutto dalle decisioni che adotterà il Tribunale a fronte della richiesta di fallimento presentata da alcuni creditori della Gama».
«La richiesta», dice l’assesesore, «sarà analizzata martedì 10 dal Tribunale di Verona, al quale si sono rivolti i creditori, ma lo stesso Tribunale potrebbe dichiararsi incompetente in quanto la sede legale della società è stata spostata a Roma. Il giudice, veronese o romano che sia, sarà tra l’altro chiamato a decidere sull’ammissibilità della richiesta di pagare al 40 per cento i creditori della Gama».
C’è poi il problema del subentro della ditta che dovrebbe rilevare i lavoratori Gama del Nord est.
«Anche qui ci sono dei problemi», dice Ballini. «I dirigenti Gama ci avevano dato tutto per avviato e concluso entro il primo febbraio ma il nome della nuova ditta, almeno per quanto riguarda il Comune di San Giovanni Lupatoto, non è stato ancora reso noto. Inoltre per il passaggio delle maestranze alla nuova società occorre il consenso delle rappresentanze sindacali, che non è ancora stato espresso».
«I sindacati, da quanto si è appreso», conclude Ballini, «vorrebbero dal Tribunale alcune garanzie circa la composizione societaria e la capacità finanziaria dei soci di questa nuova società. Da parte dei lavoratori c’è meno preoccupazione per quanto riguarda il pagamento del trattamento di fine rapporto che sarebbe comunque assicurato dall’Inps».


Renzo Gastaldo