Crac Confcommercio: chiudiamo in 2 anni

16/04/2014

Roma – Una crisi che si è acuita nella fase del dopo Pambianchi, l`ex presidente Cesare, finito nei pasticci giudiziari 4 anni fa per vicende che riguardavano consulenze fiscali del suo studio commercialista.
I numeri dell`associazione, oggi presieduta da Giuseppe Roscioli, parlano di cassa integrazione per l`80% dei dipendenti. L`ultimo verbale d`accordo per la proroga della Cig fino al 30 giugno è stato firmato il 2 aprile in Regione. Ultimo atto in ordine di tempo di una serie di tagli che hanno ridotto il numero del personale. Dei 120 dipendenti che Confcommercio Roma aveva nel 2012 ne sono rimasti 80. <Una ristrutturazione necessaria, come accade in qualsiasi azienda di questi tempi>, dice Roscioli che spiega la necessità di ottimizzare i costi in funzione di un mercato che è cambiato. <La crisi è cominciata proprio nel 2012 – spiega Vittorio Pezzotti rappresentante sindacaleFilcams Cgil-Daquel momento l`associazione dei commercianti si è trovata a fronteggiare un calo delle iscrizioni dovuta alla moria dei negozi e alla morosità degli associati. Si sono perciò dovute compiere le scelte di ridurre il costo del lavoro per più un milione di euro, di riorganizzare la presenza sul territorio romano e provinciale per cercare di mettere in sicurezza l`associazione e proseguire nella attività di servizio e rappresentanza delle imprese del terziario, servizi e distribuzione>.
La quota che gli associati pagano alla Confcommercio si aggira intorno ai 3400 euro all`anno. E in momenti di vacche magre in cui gli incassi sono al lumicino è facile immaginare come questa sia una delle prime voci a venire tagliata. <Così, prima c`è stata la cassa integrazione per una trentina di lavoratori continua Pezzotti – poi una decina sono stati messi in mobilità. Dal 2013 una parte consistente dei dipendenti è in regime di Cig in deroga chi al 100, 50, chi al 30, chi al 20 per cento. E a fine giugno la deroga scade>. Licenziamenti all`orizzonte? <Stiamo lavorando per evitare questo epilogo – afferma Roscioli – Stiamo facendo di tutto per mantenere, nel possibile, l`occupazione. I tagli e la organizzazione servono proprio a questo. Bisogna abbattere le spese. Io nel mio piccolo, ad esempio, non ho auto aziendali ma giro per Roma con la mia macchinetta elettrica>.
Ma nei corridoi della nuova sede invia Marco e Marcellino all`Eur – palazzo preso in affitto a un prezzo di favore dalla Confcommercio nazionale che per contro ha acquistato la sede di via Properzio – l`aria che si respira è tesa. C`è chi parla di un buco di bilancio da 10 milioni di euro <eredità delle passate amministrazioni>. E qualcuno teme il default. <Seva avanti di questo passo, duriamo al massimo due anni>. Ma il presidente stoppa. <Non c`è nessun bilancio in rosso. I tagli sono necessari e riguardano la nostra come tante altre associazioni o aziende alle prese con un periodo storico complicatissimo. E non è vero che c`è un calo degli iscritti. Certo, molte aziende chiudono… specialmente i negozi, ma nel settore del turismo e dei servizi le cose vanno bene>. Di un periodo complicato parla anche Rosario Cerra, presidente di Confcommercio Lazio: <Stiamo attraversando, economicamente, una terza guerra mondiale e il processo di risanamento non può non passare attraverso un ridimensionamento>. Ma intanto non si vedono schiarite. Se è vero che nel piano di rientro approvato in consiglio ci sono altre sforbiciate da
qui alla fine dell`anno. C`è chi è pronto a scommettere che resteranno nella sede dell`Eur solo una quarantina di dipendenti. E la scure sembra aver assottigliato, negli ultimi mesi anche lo stipendio di alcuni dirigenti.