Covip accusa: fondi assicurativi troppo cari

17/10/2005
    sabato 15 ottobre 2005

    Pagina 31- Economia

    Scimia: polizze individuali e «aperti» costano fino a quattro volte di più

      Covip accusa: fondi assicurativi troppo cari

        ROMA – Mentre c’ è incertezza sulle sorti della riforma del Tfr (trattamento di fine rapporto), Luigi Scimia, presidente della Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione integrativa, denuncia gli alti costi dei prodotti offerti dalle assicurazioni. Sulla base del «regolare monitoraggio dell’ intero settore» dei fondi pensione, ha detto ieri in un convegno organizzato da Montepaschi Vita, si notano forti differenze nei costi a carico degli iscritti. Nel Regno Unito «viene fissato un tetto ai costi applicabili all’ aderente, massimo dell’ 1,5% del valore della posizione previdenziale».

          In Italia, invece, non ci sono limiti ed «emerge la maggiore efficienza dei fondi pensione negoziali», quelli istituiti con accordi tra imprese e sindacati, con costi «inferiori allo 0,5%». I fondi aperti, offerti da banche e assicurazioni, hanno infatti un costo medio minimo di 1,3% (considerando una partecipazione al fondo di 35 anni). Ma è con le polizze individuali che i costi schizzano: 2,3% per periodi di 35 anni, 3,2% per 10 anni, 8,1% per 3 anni. Colpa, dice Scimia, del sistema del "preconto", «consistente nel caricare sul primo premio versato i costi di collocamento della polizza», fino all’ 80% del primo versamento.

          Mettendo a confronto i diversi fondi, si vede, dice la Covip, che per avere la stessa prestazione nei fondi aperti bisogna mediamente versare 4 anni di contributi in più che nei fondi chiusi e nelle polizze individuali ben 7 anni in più.

            Enrico Marro

              1,5%
              è il tetto sui costi dei fondi in Gran Bretagna.
              In Italia non ci sono limiti: i fondi negoziali pagano meno dello 0,5%, quelli aperti un minimo dell’ 1,3%, le polizze individuali il 2,3%