Covip, a rischio le pensioni più basse

28/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
074, pag. 5 del 28/3/2003
di Teresa Pittelli

Covip, a rischio le pensioni più basse

L’adesione obbligatoria ai fondi pensione prevista dalla delega può mettere in pericolo le future pensioni dei lavoratori, soprattutto a basso reddito, se non si adottano strategie per contrastare il rischio mercato. È l’allarme degli esperti lanciato ieri a Roma nel corso di un convegno organizzato dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, e dall’Iila, l’Istituto italo-latino americano. ´Basta pensare che i fondi pensionistici nel 2002 hanno perso 230 miliardi di dollari solo in Usa, e 65 miliardi di sterline in Gran Bretagna’, spiega Bruno Mangiatordi, commissario Covip, ´per capire che il problema dell’impatto del rischio mercato sulla previdenza coinvolge anche l’Italia, anche se qui i fondi pensione sono in una fase iniziale, e dunque di crescita’. In effetti, nonostante la crisi economica, il mercato ha dato una buona prestazione nel 2002, sia per la crescita degli aderenti che per i rendimenti, negativi ma al di sopra della media. I 139 fondi pensione di nuova istituzione (negoziali e aperti) hanno infatti superato, a fine 2002, 1.350.000 iscritti, con una crescita del 6,8% sul 2001. L’attivo netto ha raggiunto i 4,5 miliardi di euro (+40%), grazie ai contributi affluiti nel corso dell’anno (circa 1,65 miliardi di euro). A causa della difficile congiuntura dei mercati finanziari, il rendimento aggregato degli otto fondi, che già a inizio anno avevano conferito le risorse in gestione, è risultato però negativo (-3,4%), anche se superiore alla media (-4%). Da qui il pericolo per le pensioni. ´L’adesione automatica proposta dalla delega obbliga i lavoratori, anche a basso reddito, a investire in capitale di rischio’, insiste Mangiatordi, ´quindi occorrono politiche in grado di compensare questo rischio, anche guardando all’esperienza latino-americana’. Un’idea emersa dal convegno è l’investimento in titoli di stato indicizzati all’inflazione, in modo da mettere al sicuro almeno una parte del portafoglio investito. Ma strategico è anche il ruolo della Covip, sia in termini di vigilanza sugli operatori del mercato che di garanzia e consulenza per gli iscritti ai fondi.