Costo lavoro, il Tesoro apre

14/04/2005
    giovedì 14 aprile 2005

    sezione: PRIMO PIANO – pagina 4

      Vegas: puntare sull’Irap Nuove priorità nella Cdl
      Costo lavoro, il Tesoro apre

        LINA PALMERINI

          ROMA • Nella crisi politica del Governo, ha un ruolo di primo piano anche la revisione dell’agenda economica. Il « meno tasse per tutti » , slogan coniato dal premier e scritto nel contratto con gli italiani, sembra aver perso il suo appeal nella maggioranza. Cresce, invece, lo schieramento a favore di un taglio del costo del lavoro — a partire dall’Irap e dal cuneo fiscale — e delle agevolazioni per le famiglie. Una delle ipotesi è che la « svolta programmatica » nell’economia produca un’accelerazione delle tappe clou: dal Dpef alla Finanziaria.

          Ma si parla anche di un maxiemendamento al decreto legge sulla competitività per dare immediata attuazione a nuovi interventi: dal Sud, alle imprese alle famiglie. Interventi su cui c’è stato il pressing di tutti i partiti della Cdl: la Lega, An e i centristi, si sono infatti già pronunciati a favore di un cambio delle priorità. E, ieri, anche il Tesoro ha detto la sua.

          È stato il sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas, a uscire allo scoperto al Senato, in occasione della discussione sul Dl competitività: in questo momento — ha detto — è meglio un intervento sul costo del lavoro. Insomma, il dibattito sulla riduzione fiscale è aperto nel Governo ma come ha sottolineato Vegas « in questa situazione economica, meglio sarebbe concentrarsi sull’offerta riducendo il cuneo fiscale previdenziale » . Tra la condizione dei conti pubblici e la difficile congiuntura — ieri il dato sulla produzione industriale è stato nuovamente negativo ( 3,2%) — il Governo è a un bivio.

          « Occorre valutare — ha chiarito Vegas ai senatori — se sia preferibile operare la riduzione fiscale mediante interventi sull’imposta sulle persone fisiche, cioè l’Ire, oppure concentrandosi sulle attività produttive e quindi sull’Irap » . Ma Vegas ha subito aggiunto che « mentre in una fase iniziale di domanda calante è stato opportuno concentrare gli sforzi sul sostegno alla domanda, intervenendo quindi mediante sgravi fiscali sull’Ire, in questa fase si potrebbe incidere con misure a sostegno dell’offerta, riducendo il cuneo fiscale » .

          Ormai anche la Lega — dopo l’iniziativa di Maroni di aprire un tavolo con le parti sociali sul costo del lavoro — è schierata a favore di tagli sull’Irap piuttosto che sull’Ire ( la vecchia Irpef). Si tratta di fare i conti e vedere quante risorse ci sono a disposizione. Se è possibile ancora utilizzare quei 12 miliardi di euro che il premier aveva " impegnato" sul terzo modulo della riforma fiscale, allora si potrà ridurre l’Irap sulla parte che riguarda tutto il monte salari. Se, invece, la cifra sarà più bassa, allora si pensa a un intervento per la sola parte che riguarda gli oneri contributivi ( la spesa da coprire prevista è di circa 4,5 miliardi di euro).

          In realtà — al di là dell’opportunità economica di optare per una riduzione sull’Irap piuttosto che sull’Ire — è la Corte di Giustizia europea che renderà necessario un intervento.

          L’imposta regionale è infatti finita sotto la lente dell’Unione e ora si aspetta la sentenza definitiva anche per capire quali punti bisogna correggere. Pensare all’abolizione tout court dell’Irap è un assurdo — dà un gettito di 30 miliardi di euro — mentre il Governo già fa prime simulazioni di spesa per interventi di riduzione sull’aspetto che riguarda il lavoro.

          In attesa di schiarite politiche e, quindi, di nuove convocazioni da Maroni, le associazioni d’impresa cominciano a mettere a punto le loro proposte. Per la Confesercenti l’obiettivo principale è l’eliminazione degli oneri impropri, quelle aliquote contributive che si versano all’Inps per assegni al nucleo familiare, maternità e malattia. Voci, che dal loro punto di vista, dovrebbero essere spostate sulla fiscalità generale.
          Inoltre, l’associazione chiede di rivedere la distribuzione dei premi Inail visto che le aziende associate sono tutte a basso rischio. Poi, c’è l’Irap, ma si aspetta la sentenza della Corte di Giustizia Ue prima di formulare una proposta. Anche la Confcommercio vuole sconti all’imposta regionale perchè il settore del commercio è labour intensive e, quindi, il monte salari imponibile ai fini Irap è molto alto. Sul tavolo, le imprese mettono anche l’eliminazione degli oneri impropri che si aggirano intorno al 3% sul costo del lavoro.

            Anche il sindacato è favorevole a una riduzione del costo del lavoro a patto, però, di benefici reciproci: più salario netto per il lavoratore oltre che oneri più leggeri per le imprese.