“Costi” Sicilia: gli assessori guadagnano più dei ministri

16/04/2007
    sabato 14 aprile 2007

    Pagina 9 – Economia

      il caso
      Un milione di euro al giorno per mantenere un esercito di 11mila persone

        Sicilia al top, qui gli assessori
        guadagnano più dei ministri

          PALERMO – Un milione di euro al giorno. È il costo della politica in Sicilia, la somma necessaria a mantenere quell´esercito di 11 mila persone che nell´isola possono vantare una carica in un´istituzione grande e piccola: dall´Assemblea regionale siciliana alle circoscrizioni. Indennità, gettoni di presenza, missioni e rimborsi spese costano in tutto 362 milioni l´anno: dato che risulta dalla lettura dei bilanci. È come se ogni siciliano – minorenni compresi – pagasse alla politica una tassa di 72 euro l´anno. L´Ars, che si picca di essere il parlamento più antico d´Europa, è sicuramente il più "caro": da solo, incide sulle casse pubbliche per 156 milioni, più o meno le risorse occorrenti per il personale politico dei 390 Comuni siciliani. L´Ars è l´unico consiglio regionale d´Italia dove gli stipendi sono pari al 100 per cento di quello dei parlamentari nazionali – dei senatori, per l´esattezza – e dove gli assessori, con i loro 14.500 euro netti al mese, guadagnano più dei ministri.

          I sindaci siciliani se la passano meglio dei colleghi del resto d´Italia: Diego Cammarata, primo cittadino di Palermo, vanta un introito mensile lordo di 9.475 euro. Guadagna 352 euro al mese in più (4.200 l´anno) rispetto al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, E ben al di sotto si ferma il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, che ha uno stipendio mensile lordo di 7.580,70 euro. L´austerity, d´altronde, non varca facilmente lo Stretto. La Finanziaria nazionale del 2006 ha stabilito un taglio del 10 per cento delle indennità di sindaci e consiglieri. Ma la norma non è mai stata recepita dall´Ars e la riduzione è stata lasciata alla volontà autonoma dei singoli Comuni. Risultato? Nella maggior parte delle amministrazioni, fra cui Palermo, i compensi non sono stati toccati.

        (emanuele lauria)