“Costi” Il volo infinito degli «aerei blu» (Rizzo/Stella)

10/11/2006
    venerd� 10 novembre 2006

    Pagina 13 – Economia

      I costi della politica

        Nello stesso anno l’intero Parlamento ha speso un terzo della somma di Palazzo Chigi. Il solo esecutivo pu� contare su tredici velivoli

          Il volo infinito degli �aerei blu�
          Nel 2005 biglietto da 65 milioni

          La flotta del governo ha navigato trentasette ore al giorno

            Sergio Rizzo
            Gian Antonio Stella

              Su e gi� dalla scaletta, dove lo trovavano il tempo per governare? Ecco la prima cosa che viene in mente, a leggere i conti di palazzo Chigi sugli �aereiblu�. Dove certi numeri fanno pensare a spiritate girandole di decolli e atterraggi e pazze corse a sirene urlanti per piombare in nuovi aeroporti per nuovi decolli e nuovi atterraggi. Tutti privati, si capisce: i ministri non si mischiano coi passeggeri comuni. Questione di sicurezza. Questione di status.

              Basti dire che la Presidenza del Consiglio aveva fino a pochi mesi fa 14 aereiblu. Ridotti a 13, a dispetto della scaramanzia (Giovanni Leone o Enrico De Nicola non l’avrebbero mai fatto) grazie alla decisione berlusconiana di �tagliare� uno dei quattro Airbus per cederlo al collega turco Recep Tayyip Erdogan. Una flotta che basterebbe a fare la fortuna di una media compagnia. Eppure, ahi ahi, insufficiente a supportare la frenesia aviatoria dei nostri ministri. Al punto di costringere il governo a spendere un altro pacco di soldi per prendere altri aerei a noleggio. Fino a sborsare complessivamente, stando ai rendiconti del 2005, la bellezza di 65 milioni e mezzo di euro. Pari al costo medio di 818 mila voli andata e ritorno Milano-Londra della Ryan-air. Direte: mica i ministri e i sottosegretari possono viaggiare con i gruppi low-cost! Benissimo: con la stessa cifra, a met� del 2005, potevi comprare 274.058 biglietti Milano-Londra della British Airwais. Andata e ritorno.

              Quanto alla Camera e al Senato, hanno speso insieme nel 2005 meno di un terzo. Ma si tratta comunque di una somma sostenuta: 20.255.000 euro. Oltre il triplo di quello che abbiamo destinato alle 280 mila vittime dello tsunami nell’Estremo oriente del Natale 2004. Per la precisione: 10.455.000 euro sono stati spesi dai deputati, 9.800.000 euro dai senatori. Facciamo due conti? Ogni deputato, compresi quelli che vivono a Roma o nel Lazio e non hanno la necessit� di raggiungere tutte le settimane la famiglia o il collegio elettorale, � costato mediamente di soli voli (i biglietti sui treni sono gratis, fatta eccezione solo per la prenotazione del posto) 16.595 euro. Quasi tre milioni di lire al mese.

              Molto, ma non in confronto ai colleghi di palazzo Madama. Dove i senatori eletti nel Lazio, in Toscana, in Umbria, nelle Marche, in Abruzzo, nel Molise o in Campania, sono complessivamente 99 dei quali non pi� di una trentina, a stare larghi, hanno interesse a rientrare a casa con un volo per Pisa, Ancona o Pescara. Il che vale anche per i senatori a vita, che da molto tempo fanno quasi tutti base nella capitale. Risultato: ogni senatore �volante� spende in ticket aerei 40 mila euro l’anno. Molto pi� del doppio di un deputato medio. Domanda: come � possibile? D’accordo: ci sono un po’ di missioni e riunioni �europee� e importantissimi convegni qua e l�. Ma bastano davvero a giustificare una media cos� alta?

              Torniamo alla flotta di palazzo Chigi. Facendo un passo indietro fino al giorno in cui il capo del governo Massimo D’Alema ebbe finalmente a disposizione il primo dei due Airbus A319 che un paio di anni prima Romano Prodi aveva comprato a 100 miliardi di lire l’uno per sostituire i vecchi Dc9 della presidenza del Consiglio. Una scelta �europeista�: al posto dei McDonnell Douglas americani ecco finalmente i velivoli costruiti dal consorzio europeo Airbus. Peccato solo che noi italiani ci fossimo chiamati fuori. E peccato per la moquette: quella iniziale era bianca come il vestito di una sposa. Ideale per il vecchio �GeiAr� di Dallas o qualche miliardario cowboy di �Flamingo Road�. Meno per noi.

              Era il 7 marzo 2000. Da allora, compra oggi e compra domani, gli Airbus A319 della presidenza erano aumentati fino a diventare (prima della saggia cessione di un esemplare al governo turco) addirittura quattro. Per capirci, non parliamo di Piper o mini-jet: l’A319 � un bestione di 34 metri di larghezza e 34 di apertura alare che raggiunge gli 837 chilometri l’ora di velocit� di crociera, ha un’autonomia massima di 6.845 chilometri e pu� portare fino a 124 passeggeri. Nella versione commerciale, s’intende. Quelli della presidenza sono tutt’altra cosa: c’� anche, per dire, una camera da letto con il bagno per i lunghi voli transcontinentali.

              I tre Airbus fanno parte del 31˚Stormo dell’Aeronautica militare. E non sono gli unici aerei in dotazione alla presidenza del Consiglio. Quello stormo, che si fa carico pure delle esigenze umanitarie, pu‗ contare infatti anche su 3 Falcon 900 Ex (un trireattore con autonomia intercontinentale per trasporto passeggeri prodotto dalla francese Dassault Aviation), due Falcon 900 Easy e due Falcon 50. Tutti jet da 9 a 16 posti. Pi� due elicotteri Agusta Sh3d da 10 posti. Ma non basta. Sono a disposizione infatti anche i velivoli della C.A.I., la Compagnia aeronautica italiana: servizi segreti. La quale conta su due Falcon 900 A, un Falcon 900 Ex e due Falcon 50.

              Una flotta di tutto rispetto, o no? Macch�: la presidenza del Consiglio risulta avere avvertito la necessit� di prendere altri aerei a noleggio. Tanto da firmare un contratto biennale (2005 e 2006) con la societ� Servizi aerei spa, dell’Eni, per 300 ore di volo annue e un impegno per quest’anno di 2.079.000 euro. Pi� un secondo contratto per il periodo marzo- dicembre 2005, con la Eurofly service di Torino, di propriet� di Rodolfo Baviera e di sua moglie. Impegno finanziario: altri 2 milioni 100 mila euro, per 300 ore di volo totalmente esaurite.

              Riassunto: 50 milioni per gli aerei del 31˚ Stormo pi� 11 milioni 500 mila per quelli della C.A.I. pi� un milione e 900 mila euro per gli aerei dell’Eni pi� 2 milioni e 100 mila per quelli di Eurofly. Totale, come dicevamo: 65 milioni e 500 mila euro. Pari a 13.761 ore di volo. Una enormit�. Tanto pi� che, nel bilancio di palazzo Chigi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale al capitolo 132 (�Noleggio aeromobili per esigenze di Stato, di Governo e per ragioni umanitarie, spese connesse con l’utilizzo dell’aereo presidenziale╗: come se fosse solo uno) le previsioni finali per il 2005 erano di appena due milioni e 152 mila euro. La met� dei soli contratti di noleggio.

              I nuovi inquilini di palazzo Chigi, davanti a quella massa di spostamenti, avrebbero prospettato a Prodi la possibilit� di tagliare, prendendo ad esempio proprio il 2005, la bellezza di 5.243 ore di volo. Una riduzione del 38%. Con un risparmio di 23.886.000 euro. Ci riusciranno? Ci� che viene dato per scontato � un brusco ridimensionamento dei voli Roma- Olbia, la tratta prediletta dal Cavaliere che aveva fatto della Certosa, come certific� mettendo il segreto di Stato sulla villa, una specie di residenza secondaria della presidenza del Consiglio. Baster�? Vedremo. Certo, una svolta appare quanto meno opportuna. Avete presente il mito dell’U2, il grande aereo nero che volava a 25 mila metri d’altezza e poteva essere rifornito in volo senza avere (teoricamente) la necessit� di atterrare mai? Bene: gli aerei di palazzo Chigi hanno volato nel 2005 per 37 ore al giorno.