“Costi” Il «miracolo» di Palazzo Chigi: sono quindici (Rizzo/Stella)

03/11/2006
    venerd� 3 novembre 2006

      Pagina 13 – Primo Piano

      CONTI PUBBLICI
      IL CASO.

      I costi della POLITICA

      Il �miracolo� di Palazzo Chigi: sono quindici

        Nell’ultima legislatura le �d�pendance� sono costate 156 milioni di euro

          Sergio Rizzo
          Gian Antonio Stella

          Dice Flavia Prodi che l’appartamento presidenziale a Palazzo Chigi � un posto �che toglie il fiato� e tra marmi, arazzi e stucchi �sembra una prefettura�. Al punto che lei, donna pratica, preferiva quello di Bruxelles �arredato con mobili Ikea�. Si rassegni: se anche volesse dar una sistematina, non c’� pi� un centesimo: le gestioni di questi ultimi cinque anni, dai fiori al catering, dalla tappezzeria alle tende, sono gi� costate ai cittadini italiani una tombola: 1.143.877 euro. E nel bilancio 2006, al capitolo 185 (�Spese di varia natura relative alla conduzione degli alloggi e alle esigenze istituzionali del presidente del consiglio dei ministri e delle autorit� politiche aventi sede a palazzo Chigi�) c’� scritto: 0,0. Detta alla romana: zero carbonella. Se si crepa un battiscopa, prego pazientare.

          Ma � meglio partire allargando la prospettiva: �Palazzo Chigi�, cornice di tutti i ministeri senza portafoglio, dalla Funzione Pubblica ai Rapporti col Parlamento, � in realt� un arcipelago di palazzi. Ce ne sono 15 nel centro di Roma pi� un deposito a Ciampino pi� l’autoparco al quartiere Portuense dove stanno le 115 autoblu di cui scrivevamo giorni fa. Certo, dall’alto dei suoi sette governi Giulio Andreotti ha buoni motivi per abbozzare una risatina.

          Quando cominci� a bazzicare la presidenza del Consiglio come sottosegretario, nel 1947, il governo non aveva neppure una casa tutta sua: �A Palazzo Chigi stavano gli Esteri e noi dividevamo il Viminale con gli Interni. Quali edifici avevamo? Fatemi pensare… Forse non ne avevamo manco uno�.

          Per carit�, era un’altra Italia. Ma � mai possibile che la popolazione da allora sia aumentata di circa il venti per cento e il cuore operativo dello Stato si sia dilatato cos� smisuratamente? � normale che le due Camere pi� la presidenza del Consiglio occupino insieme (il calcolo esatto � impossibile: i palazzi talora sono stati uniti e talora sdoppiati) almeno 46 edifici? E meno male che il �complesso� Palazzo Chigi, per numero di immobili se non di metri quadrati, si � ridotto: nel 2001 erano 24.

          Dei quali 17 erano in affitto. Spesso a cifre da capogiro. Come palazzo Sciarra, che apparteneva alla Banca di Roma ed era un tale affare per l’istituto che quando la presidenza decise di dare la disdetta fin� quasi in un contenzioso. Totale delle spese di affitto: 27.343.564 euro. Oltre cinquanta miliardi di lire. Uno spreco tale da obbligare il governo: o riduceva gli uffici o comprava nuovi palazzi. Scelse di comprare nuovi palazzi. A partire da un pezzo della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi), a pochi passi da palazzo Chigi. Un investimento massiccio: 9 milioni di lire, cio� 4.500 euro al metro quadro. Ma fortunato, dicono: oggi vale il doppio. Fatto sta che la presidenza spese 67 miliardi di lire. Ai quali, stando ai bilanci che per� non sono chiarissimi, fu necessario aggiungerne 15 per opere di ristrutturazione e manutenzione straordinaria.

          Era solo l’inizio. L’anno dopo, palazzo Chigi si allargava ancora comprando (25,3 milioni di euro) un altro immobile in via della Mercede. Dove avrebbe speso, per risanarlo, sistemarlo e adattarlo alle nuove esigenze, altri 16 milioni. Con grandi brindisi, c’� da supporre, di imprese edili, falegnami, elettricisti, idraulici. Impegnati anche l’anno successivo, un po’ qua e un po’ l�, in lavori di ristrutturazione e manutenzione straordinaria per altri 26,5 milioni di euro, saliti nel 2004 a 30 milioni con una coda nel 2005 di ulteriori 16,1 milioni. Facciamo le somme? Il salasso degli affitti si � drasticamente ridotto da 27 e passa milioni di euro a poco pi� di dieci. Il conto finale, per�, � salato: dal 2001 al 2005 la presidenza del Consiglio ha speso 60 milioni di euro per acquistare immobili e 96 per restauri, aggiustamenti e manutenzioni varie. Totale: 156 milioni di euro.

          Ai quali vanno aggiunte le spese per la manutenzione ordinaria (in burocratese �manutenzione, conduzione e riparazione degli immobili�) e la cura dei giardini: 5.403.571 euro nel 2001, 11.750.600 (quasi 23 miliardi di lire) nel 2005, con un aumento del 99,8% oltre l’inflazione. O le altre �spese di casa�: 5.414.475 euro (quasi un milione in pi� rispetto al 2001) per l’acqua, la luce, il gas, il telefono e la spazzatura. Ben 3.819.455 (il 30,1% reale in pi� rispetto a cinque anni fa) per le pulizie e lo �smaltimento dei rifiuti speciali�. Addirittura 1.663.000 euro (con un ricarico del 35,2% sul 2001) per facchinaggio e trasporto beni mobili.
          Fatevi due conti: se il trasloco di un appartamento medio costa 1.500 euro, � come se a palazzo Chigi facessero tre traslochi al giorno.

          Le cose pi� curiose per�, come dicevamo, sono quelle intorno all’appartamento presidenziale. Berlusconi, racconta il suo arredatore di fiducia Giorgio Pes, che dall’augusto committente si � visto delegare nell’ultima legislatura la sistemazione non solo di palazzo Grazioli (propriet� sua: del Cavaliere) ma anche del palazzo del Viminale, della palazzina dell’Algardi e di villa Madama (propriet� pubblica) rest� inorridito, la prima volta che ci mise piede: �L� dentro c’era il peggio del peggio�. Mobili �di cattiva qualit�, ottoni da fiera paesana, stupendi affreschi abbinati con parquet a spina di pesce, lampade di plexigas… E poi lo sporco, il sudiciume, la moquette color topo…�. Insopportabile.

          E Berlusconi disse, ricorda un titolo: �Architetto, mi rifaccia palazzo Chigi�. Che Pes sia architetto in senso stretto, stando agli elenchi dell’Ordine, non sarebbe del tutto vero. Che gli abbia rifatto palazzo Chigi, invece, � verissimo. Compreso il famoso appartamento del presidente, di cui raccont� a Sette ogni dettaglio: qui il Cavaliere aveva �chiesto una grande specchiera�, l� aveva fatto togliere �un brutto parquet a spina di pesce sostituendolo con un pavimento di marmo�, qui aveva portato �una sua grande scrivania dell’Ottocento da due metri e 40�, l� aveva fatto stravolgere il bagno (�La maiolica in stile campagnolo marinaro � stata sostituita con marmi giallo di Siena�) e abolire la vasca: �Lui non sosta nella vasca, fa la doccia e parte in quarta�.

          Quanto alla camera, volle �un letto antico, grande �. Quante notti ci abbia dormito poi Sua Emittenza, visto che preferiva lavorare a palazzo Grazioli, dove Giorgio Pes gli aveva costruito anche un parlamentino, non si sa. C’� chi dice mai. Si sa invece cosa ne pensi Flavia Prodi, nel libro Insieme ha scritto di una casa �sostanzialmente assurda �, con un salotto �cos� grande da scoraggiarne un uso normale� e una sola camera sterminata che la costringeva a far dormire i figli sulle brande. Chi abbia ragione, in fatto di buon gusto, non � poi cos� importante. Ci� che � certo � che a i contribuenti quel pied-�-terre di 300 metri quadri, � costato una buona parte dei tre milioni e mezzo di euro pagati per quella sistemazione di palazzo Chigi.

          Una sistemazione che evidentemente non � bastata sui tempi lunghi: non si finisce mai di fare e rifare, signora mia… Negli ultimi anni il capitolo 185 su citato (�Spese di varia natura relative alla conduzione degli alloggi…�) ha inghiottito infatti 155 mila euro nel 2001, 167 mila nel 2002, 314 nel 2003, 294 mila nel 2004 e 214 mila nel 2005. Per un totale in cinque anni, come dicevamo, di 1.143.877 euro. Pari a due miliardi e passa di lire. Basta, deve aver detto Berlusconi. E prima di andarsene ha deciso per il 2006 un taglio drastico. Era in arrivo Prodi? Zero euro a bilancio. Ci pensasse lui, adesso, al pied-�-terre…