Costano care le violazioni nell’apprendistato

06/09/2004

    sabato 4 settembre 2004

    Il testo del decreto / Correzioni in 21 articoli

      Costano care le violazioni nell’apprendistato

        Pubblichiamo il decreto legi-slativo
        recante disposizioni
        modificative e correttive del
        decreto legislativo 10 settem-bre
        2003, n. 276 (attuativo del-la
        riforma Biagi), approvato
        ieri definitivamente dal Consi-glio
        dei ministri

        ARTICOLO 1
        1. All’articolo 5, comma 2, lette-ra
        c), del decreto legislativo 10 set-tembre
        2003, n. 276, di seguito de-nominato:
        «decreto legislativo», do-po
        le parole: «fideiussione bancaria
        o assicurativa» sono aggiunte le se-guenti:
        «o rilasciata da intermediari
        iscritti nell’elenco speciale di cui
        all’articolo 107 del decreto legislati-vo
        1° settembre 1993, n. 385, che
        svolgono in via prevalente o esclu-siva
        attività di rilascio di garanzie,
        a ciò autorizzati dal ministero
        dell’Economia e delle finanze,».
        2. All’articolo 5, comma 3, lette-ra
        b), del decreto legislativo, dopo
        le parole: «fideiussione bancaria o
        assicurativa» sono aggiunte le se-guenti:
        «o rilasciata da intermediari
        iscritti nell’elenco speciale di cui
        all’articolo 107 del decreto legislati-vo
        1° settembre 1993, n. 385, che
        svolgono in via prevalente o esclu-siva
        attività di rilascio di garanzie,
        a ciò autorizzati dal ministero
        dell’Economia e delle finanze,».

          ARTICOLO 2
          1. All’articolo 6 del decreto legi-slativo,
          il comma 2, è sostituito dal
          seguente: «2. Sono altresì autoriz-zati
          allo svolgimento dell’attività
          di intermediazione, secondo le pro-cedure
          di cui al comma 6 del pre-sente
          articolo, i comuni singoli o
          associati nelle forme delle unioni
          di comuni e delle comunità monta-ne,
          le camere di commercio e gli
          istituti di scuola secondaria di se-condo
          grado, statali e paritari, a
          condizione che svolgano la predet-ta
          attività senza finalità di lucro e
          che siano rispettati i requisiti di cui
          alle lettere c), f) e g) di cui all’arti-colo
          5, comma 1, nonché l’invio di
          ogni informazione relativa al fun-zionamento
          del mercato del lavoro
          ai sensi di quanto disposto dall’arti-colo
          17.».
          2. All’articolo 6 del decreto legi-slativo,
          il comma 8, è sostituito dal
          seguente: «8. Le procedure di auto-rizzazione
          di cui ai commi 6 e 7
          sono disciplinate dalle regioni nel
          rispetto dei livelli essenziali delle
          prestazioni e dei principi fondamen-tali
          desumibili in materia dal pre-sente
          decreto. In attesa delle norma-tive
          regionali, i soggetti autorizzati
          ai sensi della disciplina previgente
          allo svolgimento dell’attività di in-termediazione,
          nonché i soggetti di
          cui al comma 3, che non intendono
          richiedere l’autorizzazione a livello
          nazionale possono continuare a
          svolgere, in via provvisoria e pre-via
          comunicazione al ministero del
          Lavoro e delle politiche sociali
          dell’ambito regionale, le attività og-getto
          di autorizzazione con esclusi-vo
          riferimento a una singola regio-ne.
          Il ministero del Lavoro e delle
          politiche sociali provvede alla iscri-zione
          dei predetti soggetti, in via
          provvisoria e previa verifica che
          l’attività si sia svolta nel rispetto
          della normativa all’epoca vigente,
          nella sezione regionale dell’albo di
          cui all’articolo 4, comma 1.».
          3. All’articolo 6 del decreto legi-slativo,
          dopo il comma 8, è aggiun-to
          il seguente comma:
          «8-bis. I soggetti autorizzati ai
          sensi del presente articolo non pos-sono
          in ogni caso svolgere l’attività
          di intermediazione nella forma del
          consorzio. I soggetti autorizzati da
          un singola regione, ai sensi dei com-mi
          6, 7 e 8, non possono operare a
          favore di imprese con sede legale
          in altre regioni.».

            ARTICOLO 3
            1. All’articolo 12 del decreto le-gislativo,
            il comma 6 è sostituito
            dal seguente: «6. Restano in ogni
            caso salve le clausole dei contratti
            collettivi nazionali di lavoro stipula-te
            ai sensi dell’articolo 1, comma 3,
            della legge 24 giugno 1997, n.
            196.».

              ARTICOLO 4
              1. La rubrica dell’articolo 18 del
              decreto legislativo, è sostituita dal-la
              seguente: "Sanzioni".
              2. L’articolo 18, comma 1, del
              decreto legislativo, è sostituito dal
              seguente:
              «1. L’esercizio non autorizzato
              delle attività di cui all’articolo 4,
              comma 1, lettere a) e b) è punito
              con la pena dell’ammenda di euro
              50 per ogni lavoratore occupato e
              per ogni giornata di lavoro. Se vi è
              sfruttamento dei minori la pena è
              dell’arresto fino a 18 mesi e l’am-menda
              è aumentata fino al sestu-plo.
              L’esercizio non autorizzato del-le
              attività di cui all’articolo 4, lette-ra
              c), è punito con la pena dell’arre-sto
              fino a sei mesi e dell’ammenda
              da euro 1.500 a euro 7.500. Se non
              vi è scopo di lucro la pena è
              dell’ammenda da euro 500 a euro
              2.500. Se vi è sfruttamento dei mi-nori
              la pena è dell’arresto fino a 18
              mesi e l’ammenda è aumentata fino
              al sestuplo. L’esercizio non autoriz-zato
              delle attività di cui all’articolo
              4, comma 1, lettere d) ed e) è puni-to
              con l’ammenda da euro 750 ad
              euro 3.750. Se non vi è scopo di
              lucro la pena è dell’ammenda da
              euro 250 a euro 1.250. Nel caso di
              condanna è disposta, in ogni caso,
              la confisca del mezzo di trasporto
              eventualmente adoperato per l’eser-cizio
              delle attività di cui al presente
              comma.».
              3. L’articolo 18, comma 2, del
              decreto legislativo è sostituito dal
              seguente:
              «2. Nei confronti dell’utilizzato-re
              che ricorra alla somministrazio-ne
              di prestatori di lavoro da parte di
              soggetti diversi da quelli di cui
              all’articolo 4, comma 1, lettera a),
              ovvero da parte di soggetti diversi
              da quelli di cui all’articolo 4, com-ma
              1, lettera b), o comunque al di
              fuori dei limiti ivi previsti, si appli-ca
              la pena dell’ammenda di euro 50
              per ogni lavoratore occupato e per
              ogni giornata di occupazione. Se vi
              è sfruttamento dei minori, la pena è
              dell’arresto fino a diciotto mesi e
              l’ammenda è aumentata fino al se-stuplo.».
              4. L’articolo 18, comma 3, del
              decreto legislativo, è sostituito dal
              seguente:
              «3. La violazione degli obblighi
              e dei divieti di cui all’articolo 20
              commi 3, 4 e 5 e articolo 21, com-mi
              1 e 2, nonché, per il solo sommi-nistratore,
              la violazione del dispo-sto
              di cui al comma 3 del medesi-mo
              articolo 21, è puni-ta
              con la sanzione am-ministrativa
              pecuniaria
              da euro 250 a euro
              1.250.».
              5. All’articolo 18,
              del decreto legislativo
              dopo il comma 5, è ag-giunto
              il seguente:
              «5-bis. Nei casi di
              appalto privo dei requisiti di cui
              all’articolo 29, comma 1, e di di-stacco
              privo dei requisiti di cui
              all’articolo 30, comma 1, l’utilizza-tore
              e il somministratore sono puni-ti
              con la pena della ammenda di
              euro 50 per ogni lavoratore occupa-to
              e per ogni giornata di occupazio-ne.
              Se vi è sfruttamento dei minori,
              la pena è dell’arresto fino a diciotto
              mesi e l’ammenda è aumentata fino
              al sestuplo.».

                ARTICOLO 5
                1. All’articolo 21, comma 4, del
                decreto legislativo, sono soppresse
                le seguenti parole: «con indicazio-ne
                degli elementi di cui alle lettere
                a), b), c), d) ed e) del comma 1».

                  ARTICOLO 6
                  1. All’articolo 29 del decreto le-gislativo
                  il comma 2, è sostituito
                  dal seguente: «2. Salvo diverse pre-visioni
                  dei contratti collettivi nazio-nali
                  di lavoro stipulati da associa-zioni
                  dei datori e prestatori di lavo-ro
                  comparativamente più rappresen-tative,
                  in caso di appalto di opere o
                  di servizi il committente imprendi-tore
                  o datore di lavoro è obbligato
                  in solido con l’appaltatore, entro il
                  limite di un anno dalla cessazione
                  dell’appalto, a corrispondere ai la-
                  voratori i trattamenti retributivi e i
                  contributi previdenziali dovuti».
                  2. All’articolo 29 del decreto le-gislativo,
                  dopo il comma 3, sono
                  aggiunti i seguenti commi:
                  «3-bis. Quando il contratto di
                  appalto sia stipulato in violazione
                  di quanto disposto dal comma 1, il
                  lavoratore interessato può chiedere,
                  mediante ricorso giudiziale a nor-ma
                  dell’articolo 414 del Codice di
                  procedura civile, notificato anche
                  soltanto al soggetto che ne ha utiliz-zato
                  la prestazione, la costituzione
                  di un rapporto di lavoro alle dipen-denze
                  di quest’ultimo. In tale ipote-si
                  si applica il disposto dell’articolo
                  27, comma 2.
                  3-ter. Fermo restando quando
                  previsto dagli articoli 18 e 19, le
                  disposizioni di cui al comma 2 del
                  presente articolo non trovano ap-plicazione
                  qualora il committente
                  sia una persona fisica che non eser-cita
                  attività di impresa o professio-nale.».

                    ARTICOLO 7
                    1. All’articolo 30 del decreto le-gislativo,
                    dopo il comma 4 è ag-giunto
                    il seguente: «4-bis. Quando
                    il distacco avvenga in violazione di
                    quanto disposto dal comma 1, il
                    lavoratore interessato può chiedere,
                    mediante ricorso giudiziale a nor-ma
                    dell’articolo 414 del Codice di
                    procedura civile, notificato anche
                    soltanto al soggetto che ne ha utiliz-zato
                    la prestazione, la costituzione
                    di un rapporto di lavoro alle dipen-denze
                    di quest’ultimo. In tale ipote-si
                    si applica il disposto dell’articolo
                    27, comma 2.».

                      ARTICOLO 8
                      1. All’articolo 31 del decreto le-gislativo,
                      il comma 2, è sostituito
                      dal seguente: «2. I consorzi di socie-tà
                      cooperative costituiti ai sensi
                      dell’articolo 27 del decreto legislati-vo
                      del Capo provvisorio dello Stato
                      14 dicembre 1947, n. 1577, posso-no
                      svolgere gli adempimenti di cui
                      all’articolo 1 della legge 11 genna-io
                      1979, n. 12, per conto delle socie-tà
                      consorziate o delegarne l’esecu-zione
                      a una società consorziata. Ta-li
                      servizi possono essere organizza-ti
                      per il tramite dei consulenti del
                      lavoro, anche se dipendenti dai pre-detti
                      consorzi, così come previsto
                      dall’articolo 1, comma 4, della leg-ge
                      11 gennaio 1979, n. 12».

                        ARTICOLO 9
                        1. All’articolo 32, comma 2,
                        del decreto legislativo, le parole:
                        «di cui all’articolo 1676» sono so-stituite
                        dalle seguenti: «di cui
                        all’articolo 29, comma 2, del pre-sente
                        decreto».

                          ARTICOLO 10
                          1. All’articolo 34 del decreto le-gislativo,
                          il comma 1 è sostituito
                          dal seguente: «1. Il contratto di la-voro
                          intermittente può essere con-cluso
                          per lo svolgimento di presta-
                          zioni di carattere discontinuo o in-termittente
                          secondo le esigenze in-dividuate
                          dai contratti collettivi sti-pulati
                          da associazioni dei datori e
                          prestatori di lavoro comparativa-mente
                          più rappresentative sul piano
                          nazionale o territoriale ovvero per
                          periodi predeterminati nell’arco del-la
                          settimana, del mese o dell’anno
                          ai sensi dell’articolo 37.».

                            ARTICOLO 11
                            1. All’articolo 53, comma 3, del
                            decreto legislativo il secondo perio-do
                            è sostituito dai seguenti: «In
                            caso di inadempimento nella eroga-zione
                            della formazione di cui sia
                            esclusivamente responsabile il dato-re
                            di lavoro e che sia tale da impedi-re
                            la realizzazione delle finalità di
                            cui agli articoli 48, comma 2, 49,
                            comma 1, e 50, comma 1, il datore
                            di lavoro è tenuto a versare la diffe-renza
                            tra la contribuzione versata e
                            quella dovuta con riferimento al li-vello
                            di inquadramento contrattuale
                            superiore che sarebbe stato raggiun-to
                            dal lavoratore al termine del peri-odo
                            di apprendistato, maggiorata
                            del 100 per cento. La maggiorazio-ne
                            così stabilita esclude l’applica-zione
                            di qualsiasi altra sanzione pre-vista
                            in caso di omessa contribuzio-ne».

                              ARTICOLO 12
                              1. All’articolo 55, del decreto le-gislativo
                              il comma 5 è sostituito dal
                              seguente: «5. In caso di gravi ina-dempienze
                              nella realizzazione del
                              progetto individuale di inserimento
                              di cui sia esclusivamente responsa-bile
                              il datore di lavoro e che siano
                              tali da impedire la realizzazione del-la
                              finalità di cui all’articolo 54,
                              comma 1, il datore di lavoro è tenu-to
                              a versare la differenza tra la
                              contribuzione versata e quella dovu-ta
                              con riferimento al livello di in-quadramento
                              contrattuale superiore
                              che sarebbe stato raggiunto dal la-voratore
                              al termine del periodo di
                              inserimento, maggiorata del 100
                              per cento. La maggiorazione così
                              stabilita esclude l’applicazione di
                              qualsiasi altra sanzione prevista in
                              caso di omessa contribuzione».

                                ARTICOLO 13
                                1. All’articolo 59, comma 3, do-po
                                le parole "lettere b), c), d) e) ed
                                f)" sono aggiunte le seguenti paro-le:
                                «nel rispetto del regolamento
                                (CE) n. 2204/2002 della Commis-sione
                                del 5 dicembre 2002, pubbli-cato
                                sulla Gazzetta Ufficiale delle
                                Comunità europee il 13 dicembre
                                2002».

                                  ARTICOLO 14
                                  1. Dopo l’articolo 59 del decreto
                                  legislativo è aggiunto il seguente:
                                  «Articolo 59-bis
                                  Disciplina transitoria dei contrat-ti
                                  di formazione e lavoro
                                  1. Ai contratti di formazione e
                                  lavoro stipulati dal 24 ottobre 2003
                                  e fino al 31 ottobre 2004, sulla base
                                  di progetti autorizzati entro il 23
                                  ottobre 2003, si applica la discipli-na
                                  vigente prima della data di entra-ta
                                  in vigore del decreto legislativo
                                  10 settembre 2003, n. 276, ad ecce-zione
                                  dei benefici economici previ-sti
                                  in materia di contratti di forma-zione
                                  e lavoro, per i quali si applica
                                  la disciplina di cui al comma 2.
                                  2. Per poter accedere ai benefici
                                  economici previsti dalla disciplina
                                  vigente prima della data del 24 otto-bre
                                  2003 in materia di contratti di
                                  formazione e lavoro, nel limite mas-simo
                                  complessivo di 16.000 lavora-tori,
                                  i datori di lavoro, che abbiano
                                  stipulato i contratti di cui al comma
                                  1, devono presentare, entro 30 gior-ni
                                  dalla stipula, domanda all’Inps
                                  contenente l’indicazione del nume-ro
                                  dei contratti stipulati. Alla do-manda
                                  va allegata copia delle ri-spettive
                                  autorizzazioni.
                                  3. L’Inps ammette, entro il 30
                                  novembre 2004 e nel limite numeri-co
                                  di cui al comma 2, l’accesso ai
                                  benefici economici di cui allo stes-so
                                  comma 2 secondo il criterio del-la
                                  priorità della data della stipula
                                  del contratto di formazione e lavo-ro.
                                  L’accesso ai benefici è comun-que
                                  concesso in via prioritaria ai
                                  contratti di formazione e lavoro sti-pulati
                                  nell’ambito di contratti
                                  d’area o patti territoriali».
                                  2. Per i contratti di
                                  formazione e lavoro
                                  già stipulati, il termi-ne
                                  della presentazione
                                  delle domande di cui
                                  al comma 2, dell’arti-colo
                                  59-bis del decre-to
                                  legislativo 10 set-tembre
                                  2003, n. 276,
                                  decorre dalla data di
                                  entrata in vigore del presente de-creto
                                  legislativo.

                                    ARTICOLO 15
                                    1. L’articolo 68 del decreto legi-slativo,
                                    è sostituito da seguente:
                                    «Nella riconduzione a un progetto,
                                    programma di lavoro o fase di esso
                                    dei contratti di cui all’articolo 61,
                                    comma 1, i diritti derivanti da un
                                    rapporto di lavoro già in essere pos-sono
                                    essere oggetto di rinunzie o
                                    transazioni tra le parti in sede di
                                    certificazione del rapporto di lavo-ro
                                    di cui al Titolo VIII del presente
                                    decreto legislativo secondo lo sche-ma
                                    dell’articolo 2113 del Codice
                                    civile.».

                                      ARTICOLO 16
                                      1. All’articolo 70, comma 2, del
                                      decreto legislativo, le parole: «a 3
                                      mila euro» sono sostituite dalle se-guenti:
                                      «a 5mila euro».

                                        ARTICOLO 17
                                        1. L’articolo 72 del decreto legi-slativo,
                                        è sostituito da seguente:
                                        «Articolo 72
                                        Disciplina del lavoro accessorio
                                        1. Per ricorrere a prestazioni di
                                        lavoro accessorio, i beneficiari ac-quistano
                                        presso le rivendite autoriz-
                                        zate uno o più carnet di buoni per
                                        prestazioni di lavoro accessorio il
                                        cui valore nominale è fissato con
                                        decreto del ministro del Lavoro e
                                        delle politiche sociali da emanarsi
                                        entro trenta giorni dalla entrata in
                                        vigore del presente decreto e perio-dicamente
                                        aggiornato.
                                        2. Tale valore nominale è stabili-to
                                        tenendo conto della media delle
                                        retribuzioni rilevate per le attività
                                        lavorative affini a quelle di cui
                                        all’articolo 70, comma 1, nonché
                                        del costo di gestione del servizio.
                                        3. Il prestatore di lavoro accesso-rio
                                        percepisce il proprio compenso
                                        presso il concessionario, di cui al
                                        comma 5, all’atto della restituzione
                                        dei buoni ricevuti dal beneficiario
                                        della prestazione di lavoro accesso-rio.
                                        Tale compenso è esente da qual-siasi
                                        imposizione fiscale e non inci-de
                                        sullo stato di disoccupato o inoc-cupato
                                        del prestatore di lavoro ac-cessorio.
                                        4. Il concessionario provvede al
                                        pagamento delle spettanze alla per-sona
                                        che presenta i buoni, registran-done
                                        i dati anagrafici e il codice
                                        fiscale, effettua il versamento per
                                        suo conto dei contributi per fini
                                        previdenziali all’Inps, alla gestione
                                        separata di cui all’articolo 2, com-ma
                                        26 della legge 335 del 1995, in
                                        misura pari al 13 per cento del
                                        valore nominale del buono e per
                                        fini assicurativi contro gli infortuni
                                        all’Inail, in misura pari al 7 per
                                        cento del valore nominale del buo-no
                                        e trattiene l’importo autorizzato
                                        dal decreto, di cui al comma 1, a
                                        titolo di rimborso spese.
                                        5. Il ministro del Lavoro e delle
                                        politiche sociali, con proprio decre-to,
                                        individua le aree metropolitane
                                        e il concessionario del servizio at-traverso
                                        cui avviare una prima fase
                                        di sperimentazione delle prestazio-ni
                                        di lavoro accessorio e regolamen-ta
                                        criteri e modalità per il versamen-to
                                        dei contributi di cui al comma 4
                                        e delle relative coperture assicurati-ve
                                        e previdenziali.».

                                          ARTICOLO 18
                                          1. L’articolo 75, comma 1, del
                                          decreto legislativo, è sostituito dal
                                          seguente: «Al fine di ridurre il con-tenzioso
                                          in materia di qualificazio-ne
                                          dei contratti di lavoro le parti
                                          possono ottenere la certificazione
                                          del contratto secondo la procedura
                                          volontaria stabilita nel presente Ti-tolo.».

                                            ARTICOLO 19
                                            1. All’articolo 85, comma 1, del
                                            decreto legislativo, la lettera b) è
                                            sostituita dalla seguente: «b) l’arti-
                                            colo 2, comma 2, l’articolo 3 e
                                            l’articolo 11, lettera l), della legge
                                            19 gennaio 1955, n. 25».

                                              ARTICOLO 20
                                              1. All’articolo 86, comma 1, del
                                              decreto legislativo le parole «termi-ni
                                              diversi, anche superiori all’anno,
                                              di efficacia» sono sostituite dalle
                                              seguenti: «termini diversi, comun-que
                                              non superiori al 24 ottobre
                                              2005, di efficacia».
                                              2. All’articolo 86, comma 10, let-tera
                                              b), del decreto legislativo, la
                                              lettera b-ter), è sostituita dalla se-guente:
                                              «b-ter) trasmette all’ammi-nistrazione
                                              concedente prima
                                              dell’inizio dei lavori, oggetto del
                                              permesso di costruire o della denun-cia
                                              di inizio di attività, il nominati-vo
                                              delle imprese esecutrici dei lavo-ri
                                              unitamente alla documentazione
                                              di cui alle lettere b) e b-bis). In
                                              assenza della certificazione della re-golarità
                                              contributiva, anche in caso
                                              di variazione dell’impresa esecutri-ce
                                              dei lavori, è sospesa l’efficacia
                                              del titolo abilitativo.».
                                              3. All’articolo 86, del decreto le-gislativo
                                              dopo il comma 10, sono
                                              aggiunti i seguenti:
                                              «10-bis. Nei casi di instaurazio-ne
                                              di rapporti di lavoro nel settore
                                              edile, i datori di lavoro sono tenuti
                                              a dare la comunicazione di cui
                                              all’articolo 9-bis, comma 2, del de-creto
                                              legge 1° ottobre 1996, n. 510,
                                              convertito, con modificazioni, dalla
                                              legge 28 novembre 1996, n. 608,
                                              così come sostituito dall’articolo 6,
                                              comma 3, del decreto legislativo n.
                                              297 del 19 dicembre 2002, il gior-no
                                              antecedente alla data di instaura-zione
                                              dei rapporti. Il presente com-ma
                                              si applica a decorrere dalla data
                                              stabilita dal decreto di cui al com-ma
                                              7 dell’articolo 4-bis, del decreto
                                              legislativo 21 aprile 2000, n. 181,
                                              introdotto dall’articolo 6, comma 1,
                                              del decreto legislativo 19 dicembre
                                              2002, n. 297.
                                              10-ter. La violazione degli obbli-ghi
                                              di cui al comma 10-bis è punita
                                              con la sanzione amministrativa pe-cuniaria
                                              di cui all’articolo 19, com-ma
                                              3.».

                                                ARTICOLO 21
                                                1. I dirigenti, o i funzionari da
                                                essi delegati, delle Direzioni provin-ciali
                                                del lavoro, incaricati della rap-presentanza
                                                nei giudizi di opposi-zione
                                                ai sensi degli articoli 22 e 23
                                                della legge 24 novembre 1981, n.
                                                689, rappresentano e difendono,
                                                nell’ambito delle attività istituziona-li
                                                dell’Amministrazione e senza
                                                nuovi o maggiori oneri per il bilan-cio
                                                dello Stato, il ministero del La-voro
                                                e delle politiche sociali nei
                                                giudizi di cui all’articolo 80 del
                                                decreto legislativo 10 settembre
                                                2003, n. 276.