“CosìÈ” Il re degli infissi ha pugnalato Silvio

12/04/2006
    mercoled� 12 aprile 2006

    Pagina 7 – LE ELEZIONI

    DUELLO A NORDEST- GIORGIO PANTO TROMBATO AL SENATO. MA HA SOTTRATTO 95 MILA VOTI ALLA CDL

      Cos� il re degli infissi ha pugnalato Silvio

        Fabio Poletti
        inviato a S. BIAGIO DI CALLALTA (Treviso)

          Il buco nero che ha inghiottito i voti mancati a Silvio Berlusconi per papparsi almeno il Senato si trova tra il Piave e Treviso. L’uomo che li ha risucchiati � un imprenditore di 64 anni con tre televisioni, capelli tutti suoi, alto un bel po’ anche senza tacchi, niente cravatta ma girocollo crema e il turbo nelle arterie. �Sono sceso in campo due anni fa per salvare il mio paese, il mio Veneto. Questa volta mi voleva anche Berlusconi. Gli ho detto di no perch� non volevo fare solo l’alzapaletta in Parlamento, quello che non conta niente e vota come dice il partito�. E allora Giorgio Panto, re degli infissi, negli anni Ottanta sponsor delle prime tette catodiche presentate da Umberto Smaila a �Colpo grosso�, leader di un partito che si � fatto da solo e con il senso della misura ha voluto chiamare Progetto Nord Est, due consiglieri alla Regione Veneto da quando nelle amministrative di un anno fa ha ramazzato a sorpresa il 5,4% dei voti, � ridisceso in campo con qualche amico, un paio di collaboratori e una pattuglia di ex leghisti, per correre alla Camera nella circoscrizione di Treviso e al Senato nei collegi Veneto Uno, Veneto due e Friuli Venezia Giulia.

            Alla fine lo hanno trombato. Ma quei 95 mila voti che ha incassato alla Camera e poi anche al Senato, se li � conquistati uno ad uno togliendoli alla Lega, a Forza Italia, alla Casa delle libert� e quindi a Silvio Berlusconi rimasto a bocca asciutta. �Me lo aspettavo che non ce l’avrei fatta. I miei concittadini hanno avuto paura di perdere i Bot, si sono fatti tentare dalle promesse del Cavaliere sull’Ici. Berlusconi con la sua campagna elettorale ha neutralizzato tutti i satelliti, dalla Lega a Giorgio Panto�, dice di s� parlando in terza persona – ricorda qualcuno? – ma con un fair play che farebbe invidia al barone De Coubertin. �Berlusconi � stato bravo. Un pescecane eccezionale…�, dice del Caimano. �Una volta l’ho anche votato. Mi sembrava la Thatcher. Mi sembrava l’uomo giusto per fare piazza pulita dei parassiti di questo Paese. Poi ho visto quello che ha fatto… Abbassava le tasse e alzava i pedaggi autostradali, parlava di globalizzazione e si teneva un Sud come questo che � una palla al piede… E poi si lamentava. Ma guarda che ci sei tu al governo, non io…�.

              Uno cos�, Giorgio Panto. Uno che qualcuno chiama �Berluschino� solo perch� ha tre tv, Antenna 3, Tele Nord Est e Tele Alto Veneto che fanno concorrenza alla Rai e a Mediaset in questo angolo di Nord. Uno che con il Cavaliere condivide l’odio per i comunisti: �Ai tempi del Muro andavo di l� per respirare quell’aria puzzolente ma quando tornavo ero pi� anticomunista di prima�. Uno che con il Caimano condivide il fiuto per gli affari. Dalla falegnameria di famiglia ha creato un impero con 500 dipendenti, 90 milioni di euro di fatturato, il 30% all’estero. �Idee e marketing sono il mio motto�, spiega Giorgio Panto che dodici anni fa se ne � andato dalla Confindustria sbattendo la porta – �Odio la concertazione. Odio lo statuto dei lavoratori. Mai sopportato gli Agnelli� – e dice che non � pentito.

                Da liberista odia la politica dei dazi: �Se non vuoi farti mangiare dai cinesi alza la qualit�. Da imprenditore punterebbe tutto sulla ricerca: �Universit�, tecnologia, da noi parole sconosciute�. Da veneto dice che non ha potuto fare altro che scendere in campo: �Bossi non l’ho mai conosciuto, all’inizio mi piaceva la Lega. Ma cosa c’entrano l’ampolla e il Dio Po? Quando poi hanno mollato i "Serenissimi" di piazza San Marco mi sono spoetizzato. Adesso che hanno fatto l’accordo con il Movimento per l’Autonomia di Lombardo non potevano che perdere. Cosa c’entra quella gente l� con la devolution?�. Meglio fare tutto da soli. Meglio fare come ha fatto il suo partito in Regione: riduzione del 50% dello stipendio ai consiglieri, i lasciti al Comune se non ci sono eredi, abolizione della tassa sui consorzi agrari, autonomia totale. �Tutte proposte per far grande il Veneto. Se fossi andato a Roma avrei messo un nido di vespe in Senato. Non lo facevo per la poltrona, ho nel sangue il Dna della mia terra. Due anni e poi sarei tornato a casa, come Cincinnato a lavorar di aratro�.

                  Invece i 90 mila e passa voti non sono serviti a niente – a parte azzoppare il Cavaliere – e lui sta qui in questa fabbrichetta lungo la provinciale con le paraboliche delle sue tv sul tetto e il volto di Romano Prodi che buca i telegiornali. �Un ex dc ma dei peggiori. Qui da noi c’erano quelli di razza come Bernini, Rumor, Piccoli e il mio maestro Bisaglia. Prodi non mi piace. All’Iri ha fatto disastri. E’ un incapace�. Giudizio tagliente da questo self made man tutto casa e fabbrichetta. �Per vincere ci vogliono le idee. Ci vuole il rischio di impresa. Non basta tirare fuori i coglioni�. E anche lui tira in ballo gli attributi. Gi� sentita, no?