Così Violante vuole completare la legge Biagi

18/04/2006
    marted� 18 aprile 2006

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      CONVERSAZIONE. �UN DIALOGO AD AMPIO RAGGIO SENZA GRANDI COALIZIONI�

        Cos� Violante vuole completare la legge Biagi

          Richiesto di un parere su come il centrosinistra possa riuscire a governare il paese con una maggioranza tanto risicata e un’opposizione che non sembra disposta a fare sconti, Luciano Violante cita le parole di un suo amico sacerdote: �Vivi come se dovessi morire domani e come se non dovessi morire mai�. Un consiglio che il capogruppo ds uscente parafrasa cos�: �Dobbiamo governare come se si dovesse votare domani e insieme come se si dovesse solo tra cinque anni. Dobbiamo avere visione strategica, ma anche preoccuparci di dare subito un segnale di svolta, con alcuni provvedimenti che abbiano un forte valore simbolico, da prendere prima dell’estate. Come la cancellazione delle leggi vergogna sulla giustizia e la riduzione del cuneo fiscale�.

          Sulla legge Biagi – al centro di animate polemiche anche all’interno del sindacato – Violante si mostra pi� pragmatico: �Prima di impantanarci in una discussione ideologica su abrogazione, modifica o superamento, cominciamo inserendo subito gli ammortizzatori sociali che nel libro bianco di Biagi erano previsti e che il governo di centrodestra non ha mai realizzato�. Altrettanto pragmatica � la sua posizione sull’argomento del giorno, dopo l’intervista di D’Alema e la replica di Berlusconi a proposito di dialogo e grande coalizione. �D’Alema non ha mai proposto la grande coalizione, ma un rapporto leale e trasparente tra maggioranza e opposizione. E questa � la strada giusta. Le riforme costituzionali ed elettorali vanno discusse con l’opposizione, devono essere frutto di un dialogo e della ricerca di un’intesa che vada oltre l’ordinario confronto parlamentare. Non per una questione di numeri pi� o meno risicati, ma per una questione di principio�. Prima, per�, occorre sgomberare il campo dagli equivoci.

          Primo: �L’unico governo possibile � di centrosinistra, non ce ne sono altri�. Secondo: �L’idea di una grande coalizione � da scartare perch� oggi non c’� un progetto comune tra maggioranza e opposizione, ma anche perch� davvero sarebbe una scelta che spaccherebbe il paese. Lo dico io che non credo alla retorica delle due Italie, all’idea di una divisione civile del paese. Quando c’� un voto bipolare, necessariamente il paese si divide, ma si tratta di una divisione politica. E’ un errore, commesso per la verit� soprattutto da commentatori di destra, trasformare una simile divisione politica in una spaccatura di carattere civile�. Spaccatura che si avrebbe davvero, invece, se si tentasse la strada della grande coalizione. �Perch� parti significative del centrodestra e del centrosinistra farebbero, del tutto legittimamente, una battaglia politica nel parlamento e nel paese contro questa ipotesi�.

          Resta il fatto che l’Unione non gode certo di una maggioranza schiacciante. �Non sempre i grandi numeri garantiscono la governabilit�. Nella scorsa legislatura il centrodestra � stato battuto novantanove volte alla Camera. E ha dovuto approvare tre manovre finanziarie con decreto legge e fiducia. Se lo si pu� fare con cento voti di scarto, a maggior ragione � legittimato a farlo chi ne ha due�.

          Scartata la grande coalizione, resta il tema del dialogo, che non riguarda solo le riforme costituzionali ed elettorali. Ma le presidenze delle Camere, i giudici costituzionali, il Csm. �Tutte cariche su cui la maggioranza deve dialogare con l’opposizione. E viceversa�. Per le presidenze delle Camere non bisogner� attendere molto. �L� si vedranno le possibilit� di dialogo. Io posso dire per esperienza che il ruolo dei presidenti delle Camere non � un ruolo esclusivamente di garanzia, com’� quello del capo dello Stato, ma anche un ruolo di governo. Naturalmente non voglio dire di parte, ma nemmeno notarile. Parliamo di competenze quali la stesura dell’ordine dei lavori o il giudizio sull’ammissibilit� degli emendamenti�. Diverso il discorso sul capo dello Stato. �Qui davvero vale il metodo Ciampi. Occorre sforzarsi il pi� possibile di individuare una soluzione di quel tipo�.

            Poi c’� il tema della vita ordinaria del parlamento, che con una maggioranza di quattro seggi garantita anche da parlamentari residenti in Australia non � questione di poco conto. �Anche su questo, nella scorsa legislatura, abbiamo visto un costante rifiuto del dialogo da parte della maggioranza. In pi� occasioni, dopo che si erano passati mesi a discutere un testo di legge in commissione, all’ultimo minuto la Casa delle libert� ha presentato in aula come subemendamento un testo completamente diverso, in modo da impedire ogni confronto. Ecco, questo � esattamente quello che noi non faremo�.