“Così mi sbattete la porta in faccia”

26/06/2002


MERCOLEDÌ, 26 GIUGNO 2002
 
Pagina 8 – Interni
 
IL RETROSCENA
 
Dall´altro ieri sera, tra telefonate e precisazioni, i Ds provano a ricucire. Ma la rabbia di Cofferati non si placa
 
"Così mi sbattete la porta in faccia"
 
 
 
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – Uno l´ha inviato a Gloria Buffo, pasionaria della sinistra ds, prima firma sotto l´ordine del giorno filo-Cinese bocciato in direzione. Scherzandoci su, nonostante la tempesta. L´altro bigliettino, Sergio Cofferati lo ha spedito a Fabio Mussi, uno dei leader del correntone, per ringraziarlo. Ma con Fassino, no, niente, neanche una telefonata. Anzi, il segretario della Cgil si fa negare. Da due giorni non risponde al capo del suo partito, che da lunedì sera – ad incidente appena esploso – tenta inutilmente di spiegargli come sono andate le cose. Cofferati è nero, rottura aperta con Fassino e maggioranza. Con i suoi, Sergio si è sfogato: «Mi hanno sbattuto la porta in faccia. Da venti anni i rapporti con il mio partito non erano scesi così in basso: è proprio il momento peggiore». Imperdonabile sgarbo politico, personale anche, quel no all´odg che chiedeva solidarietà alla Cgil. Cofferati ha fornito, a caldo con i fedelissimi, la chiave di lettura dell´affronto: «Il segretario ds si illude. Pensa, in questo modo, di tenere il filo con la Uil, di non rompere con la Cisl, di recuperarli. Ma è un calcolo del tutto sbagliato. Angeletti è pronto, firmerà sull´articolo 18. Lo stesso Pezzotta. E il partito invece che fa? Sbatte la porta in faccia al segretario della Cgil».
Non figurano, in queste prime confidenze del Cinese furioso, interpretazioni più maliziose dello scontro in direzione. Che invece affiorano nel day after del Botteghino: nel correntone c´è chi vede la longa manus dei dalemiani dietro il no a Cofferati, per sbarrare il passo alla corsa del leader sindacale verso i vertici dell´Ulivo. Quercia spaccatissima. Dello scontro in direzione, circolano versioni diametralmente opposte. Vannino Chiti, il coordinatore della segreteria, fornisce la ricostruzione del dietro le quinte. Eravamo d´accordo su un unico documento, poi all´improvviso è saltato fuori quel testo sulla Cgil della minoranza. «Eppure noi ci siam messi a trattare lo stesso, abbiamo chiesto in pubblico e in privato di ritirare l´odg, invece niente di niente: loro fermi, inchiodati». La Buffo smentisce: nessuno ci ha chiesto un bel niente, e una minoranza del 35 per cento avrà pur diritto di presentare un proprio punto di vista, «niente di meno che di solidarietà alla Cgil…». Ma, replicano dal quartier generale del Botteghino, innescando così un effetto-boomerang. Perché, assicurano i colonnelli del segretario, Fassino era riuscito a ricompattare l´Ulivo attorno a Cofferati: adesso la minoranza ha rovinato tutto, provocando di fatto l´isolamento del leader Cgil. Macché, spiega Pietro Folena. Fassino è finito prigioniero della pattuglia Uil confluita sotto la Quercia ai tempi della Cosa 2. In direzione, ricostruisce l´ex coordinatore, il clima è bruscamente cambiato dopo il "no" dell´esponente Uil Lotito. Con calembour finale: «Se Fassino guarda Lotito perde di vista la luna…».