Così le liberalizzazioni si sono arenate

30/11/2007
    venerdì 30 novembre 2007

      Pagina 4 – Economia e Politica

        Dossier

        Benzina, banche, polizze e professioni
        così le liberalizzazioni si sono arenate

          Ma le riforme hanno funzionato su farmaci e commercio

            Le tre lenzuolate di Bersani hanno toccato oltre 20 settori economici Mutui, nella manovra ribadita la gratuità del passaggio dei contratti

              LUCA IEZZI

              ROMA – «Le liberalizzazioni sono come una bicicletta, sta in piedi solo se continui a pedalare tutti i giorni. Solo così riesci a parare i contraccolpi che trovi lungo la strada e soprattutto a combattere, la convinzione, sempre vincente nella testa degli italiani, che per quanto si dica che si vuol cambiare non si cambia niente» lo dice Pierluigi Bersani, autore di tre "lenzuolate" di liberalizzazioni, di cui due approvate e una terza presto all´ultima prova del Senato.

              Il ministro per lo Sviluppo Economico, con la metafora della bicicletta ha ricordato come continua è anche la fatica. Ben sintetizzata anche dal fatto che mentre lui riceveva gli applausi in un convegno organizzato dall´Unione consumatori, a poche centinaia di metri i tassisti paralizzavano il centro di Roma. Segno che più che una questione di leggi o di economia è una questione culturale. Le tre lenzuolate hanno toccato oltre 20 settori economici, coinvolgendo sia i piccoli dettaglianti come panifici, parrucchieri e tassisti, sia le grandi multinazionali del credito, delle assicurazioni e delle tlc.

              Le tre ondate hanno avuto effetti diversi nel tentativo di "erodere" lo scoglio delle lobbies: intuizioni azzeccate come la vendita dei farmaci da banco o l´abolizione dei costi fissi per il credito telefonico dei cellulare. Effetti misurabili da un giorno all´altro sia dal cittadino comune, sia a livello macroeconomico. L´effetto discontinuità è stato netto: l´indice dei prezzi nelle tlc è sceso del 14% rispetto all´anno scorso, i farmaci da banco, quelli che non necessitano di ricetta, sono comparsi in 1150 negozi in più di cui l´80% parafarmacie e il 20% nella grande distribuzione. Quanto il quadro sia cambiato lo dimostra che Federfarma per scongiurare l´ulteriore allargamento ai medicinali con ricetta ha proposto di rendere più facile l´apertura delle farmacie. Risposta impensabile solo un anno fa.

              Non ovunque c´è stato l´atteso terremoto: sono aumentati parrucchieri e panettieri (+5mila nel corso del 2007), ma su benzina, banche e assicurazione gli effetti sono modesti. Le leggi sulla liberalizzazione della vendita dei carburanti c´erano già da anni e avrebbero dovuto realizzate i seguenti effetti: meno distributori, con aree di servizio più grandi e orari più ampi, vendita di prodotti "non oil" a sostenere le entrate e soprattutto reti di vendita alternative quelle dei società petrolifere. Poco di tutto questo si è avverato e l´ultima liberalizzazione, contenuta nella terza lenzuolata potrebbe lasciare alle regioni il potere regolatorio decisivo. Così nel tentativo di contenere i prezzi del carburante ha pesato più la "moral suasion" del ministero verso l´Eni e le altre compagnie che non il meccanismo di mercato.

              Un vero percorso ad ostacoli è stato il rapporto con le banche e il miglior segnale di "resistenza" ai cambiamenti lo offrono i bilanci degli istituti che hanno disatteso le previsioni fosche di calo degli utili a causa del crollo di molte commissioni, come quella sul massimo scoperto o sulla chiusura conto. La "portabilità" dei mutui, cioè la possibilità di rinegoziare a tassi migliori con un altro istituto, è ancora inapplicabile. Abi, associazioni dei consumatori e Antitrust stanno definendo le procedure, ma nel frattempo i tassi e le rate salgono.

              «La legge non è entrata in funzione bene – ha ammesso il presidente dell´Autorità della concorrenza Antonio Catricalà – le banche possono fare molto di più». Comunque il governo ha già previsto un emendamento in Finanziaria per ribadire la gratuità del passaggio dei contratti di mutuo tra una banca e l´altra.

              Ma il "fuoco" liberalizzatorio non si accende facilmente nemmeno nella pubblica amministrazione. Proprio i Taxi sono un buon esempio: Roma è alla paralisi solo all´ipotesi di 500 nuove licenze (7000 sono le macchine bianche nella capitale) e in generale l´aumento del parco circolante è una strada che piace poco ai sindaci proprio per le reazioni dei tassisti. A Milano, Genova e Torino l´accordo si è trovato concordando tariffe su percorsi standard e riorganizzando i turni piuttosto che farli concorrere su prezzi e servizi. A Bologna s´ipotizzavano 70 licenze, più probabilmente se ne bandiranno 43 e i nuovi entranti dovranno pagarle per risarcire in parte i vecchi.