Così l´antico borgo si trasforma in hotel

09/02/2007
    venerdì 9 febbraio 2007

    Pagina 31 – Cronaca

      Turismo consapevole a contatto con la comunità locale. Un fenomeno in ascesa che ora interessa anche i grandi gruppi internazionali

        Così l´antico borgo si trasforma in hotel

          Boom degli "alberghi diffusi", una nuova vita per 200 paesi d´Italia

          CHIARA DINO

          MILANO – Se ne è parlato poco ma, potete giurarci, presto, forse già quest´estate, l´albergo diffuso diventerà il tormentone del viaggiatore che detesta farsi chiamare turista. Un buon dizionario della lingua italiana lo definisce "struttura ricettiva orizzontale", situata nel centro storico di un borgo di notevole interesse artistico, dotata di una reception e di stanze ricavate in antiche dimore lì intorno. Qualcuno lo chiama anche paese albergo. Anche se in realtà non proprio a ragione: quest´ultimo, in genere, è un antico borgo disabitato, trasformato interamente in struttura ricettiva. «L´albergo diffuso – ci tiene a sottolineare Gianfranco Dall´Ara, che poi è quello che in Italia ha lanciato l´idea – è un modello di sviluppo globale del territorio, perché inserisce le strutture ricettive all´interno di un paese abitato e ne rilancia l´economia. È un luogo adatto a chi vuole inserirsi in una comunità, vivere a stretto contatto con la sua gente, diventare, anche se solo per pochi giorni, un vero abitante del luogo».

          Il risultato è bizzarro, nulla a che vedere con l´ormai vecchio agriturismo né con il più recente bed and breakfast. Provate ad andare nel centro storico di Specchia, in pieno Salento. L´arrivo de La residenza in, dentro al dedalo di viuzze d´impianto medioevale, ha creato una strana commistione di lingua e costumi. In prima battuta le vecchine del luogo facevano fatica a parlare con inglesi e francesi: adesso vendono loro prodotti locali e conserve. Insomma, l´idea non è male. Tanto che oggi in Italia di progetti per far nascere luoghi così ne sono stati avviati almeno 200, mentre 52 sarebbero quelli che più si avvicinano all´idea originaria. Quelli accreditati ufficialmente, però, per il momento sono solo 35. Una lista completa è pubblicata sul sito www.albergodiffuso.com: costantemente aggiornato sulle new entry è il punto di partenza per chi vuole organizzarsi un tour. Con un´avvertenza però: in genere (per esempio fa eccezione Martina Franca, in Puglia, con il suo Villaggio In) posti così non sorgono mai in mete turistiche già accreditate, piuttosto in borghi che quasi mai compaiono in guide ufficiali. «L´idea, che era già nata negli anni ‘80 per ridar vita, in Friuli, ad alcuni centri quasi del tutto distrutti dal terremoto, è partita quando nel 2001 è stato inaugurato il Sas Benas di Santulussurgiu, a pochi chilometri da Alghero – aggiunge Dall´Ara – Fu sancito il principio che per essere tale un albergo diffuso deve avere almeno due spazi comuni, uno al coperto e uno all´aperto, come fosse una sorte di corte comune, e distribuire i suoi ospiti in edifici che non distino tra loro più di 200 metri».

          Per il momento a investire sull´idea sono stati piccoli gruppi di privati. Ma ora si muovono anche gruppi internazionali. Primo fra tutti il Four Season, che insieme ad alcuni imprenditori locali sta per avviare il recupero del borgo umbro di Antognollo, vicino Perugia.