Così il governo cambia l´articolo 18

14/03/2002


La Stampa web






scenari
Mario Sensini


(Del 14/3/2002 Sezione: Economia Pag. 8)
PRONTO IL TESTO CON TRE IPOTESI. MOLTI CENTRISTI E ESPONENTI DI AN PREOCCUPATI DALLA ROTTURA
Così il governo cambia l´articolo 18
Niente stralcio. Berlusconi: «Se non si ragiona, la colpa non è mia»

CAMBIA la forma, non la sostanza. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è convinto di aver fatto «tutto il possibile per evitare il conflitto», nella sua maggioranza resistono sacche di insoddisfazione, ma la scelta sulla riforma del mercato del lavoro è ormai fatta. Al Consiglio dei ministri di oggi il titolare del welfare, Roberto Maroni, presenterà un testo che conferma, con una sola vera modifica, le tre ipotesi di deroga all´articolo 18 che impone il reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa. Il governo, dice Berlusconi rivolto ai sindacati che ormai di nuovo compatti viaggiano insieme verso lo sciopero generale, ha tentato il dialogo, rimesso mano alle sue proposte, ma «se dall´altra parte si issano bandiere ideologiche e non si vuole ragionare, questo non è colpa mia». Si va avanti, dunque, sulla linea dura emersa lunedì notte nel corso del vertice di maggioranza. La nuova delega sulla riforma del mercato del lavoro che il ministro Maroni presenterà oggi conterrà tre deroghe applicabili per un periodo sperimentale di quattro anni all´articolo 18. Confermata la deroga per tutti i lavoratori che emergono grazie alle agevolazioni per l´uscita dal sommerso, e per le assunzioni che comportano per le aziende il superamento della soglia dei 15 dipendenti, al di sotto la quale lo statuto dei lavoratori già non si applica (e che viene spostata a 19 dipendenti), l´unica vera novità rispetto al testo originario riguarda le assunzioni che prevedono la trasformazione di un contratto a tempo determinato con uno a tempo determinato. In questi casi la deroga dagli obblighi dell´articolo 18, che sarebbero sostituiti da una forma di indennizzo economico, si applicherebbe solo ad alcune regioni del mezzogiorno, in base a una serie di parametri che terranno conto del tasso di disoccupazione. Dal testo che Maroni porterà al Consiglio è sparito anche il riferimento al nuovo Statuto dei Lavori, inserito nella delega nel vano tentativo di ammorbidire le posizioni sindacali coinvolgendoli in una discussione più ampia. Del nuovo Statuto dei Lavori, che dovrebbe ricostruire tutto l´impianto del diritto del lavoro tenendo conto anche dell´atipico, si occuperà una commissione tecnica del ministero che Maroni affiderà alla guida di Marco Biagi. «Il governo è deciso e oggi approverà il nuovo testo della delega che partirà sempre dalla necessità di modificare in alcuni casi l´articolo 18» ha detto il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini. «Non abbiamo accettato lo stralcio perché avrebbe significato l´impossibilità di legiferare, offrendo un diritto di veto a soggetti che non lo hanno» ha aggiunto Fini, augurandosi che la Cisl non segua la Cgil sulla strada dello sciopero generale: «Spero fino all´ultimo – ha detto – che Pezzotta non si appiattisca sulle posizioni della Cgil». Pur ribadendo l´appoggio alla linea scelta dalla maggioranza molti centristi ed esponenti di Alleanza Nazionale, preoccupati della rottura del dialogo sociale, non disperano di poter ancora modificare il testo del provvedimento. «Spero che sull´articolo 18 la giornata di oggi non sia definitiva» ha detto Francesco Storace di An. «Per adesso la questione dell´articolo 18 è ancora aperta, almeno fino alla conclusione del Consiglio dei ministri. Resto convinto dell´opportunità di una profonda revisione della delega» ha detto il ministro dell´Agricoltura, Gianni Alemanno. «Alemanno ha ragione ma si dialoga in due. Dobbiamo renderci conto – ha detto Ignazio La Russa, capogruppo dei deputati di An – che abbiamo di fronte un interlocutore la cui capacità di ascolto è pari a zero e quando le cose stanno così, quando si ragiona per dogmi e si seguono obiettivi ben diversi dalla tutela dei lavoratori, allora è inutile cercare un dialogo a senso unico». Critico anche il Nuovo Psi: «proseguire nella modifica dell’articolo 18 nonostante la contrarietà di tutto il mondo sindacale – ha detto Bobo Craxi – è una scelta francamente pericolosa ed è una strada che prepara ulteriori lacerazioni politiche». Sulla necessità di attenuare lo scontro con i sindacati rimuovendo le ipotesi di modifica dell´articolo 18 insiste anche Luca Volontè, capogruppo dell´Unione di Centro alla Camera, ma Carlo Giovanardi, ministro dei Rapporti con il Parlamento del Ccd, lo riporta nei ranghi. «Sulle modifiche all´articolo 18 non ci sarà nessuna battaglia, anche se serve comunque un approfondimento. L´unica cosa da fare oggi in Consiglio – ha detto Giovanardi – è un approfondimento serio nella logica dell´accordo raggiunto collegialmente al vertice della Casa delle Libertà».