Così i negozi si rifanno il trucco

06/10/2003



      Lunedí 06 Ottobre 2003

      ITALIA-ECONOMIA


      Così i negozi si rifanno il trucco

      Business della bellezza – Si punta su una maggiore gamma di prodotti e ampie superfici di vendita


      Nuove esperienze polisensoriali per conquistare i clienti, un ampliamento del numero dei prodotti per la bellezza e la cura del corpo insieme a una crescita dell’offerta merceologica. Questi i fattori che stanno portando a un aumento della superficie degli spazi di vendita e a una maggiore presenza delle catene (come le insegne Douglas, Limoni e Marionnaud) nei grandi centri commerciali e nei centri storici. Questo è il nuovo negozio di profumeria, uno store dove la professionalità delle vendeuse coinvolge la donna e fa sentire a suo agio l’uomo che vuole prendersi cura del proprio corpo. Benessere mischiato con la voglia di esprimere la propria creatività e il piacere di divertirsi. «Dai 12-14 anni in poi, per le donne il momento del trucco è un gioco, un attimo ludico – nota Claudio Gabbai, vicepresidente della catena Marionnaud Italia -. Un momento di divertimento prima di andare in discoteca». Ma è l’uomo il nuovo protagonista degli acquisti e per lui ecco sempre più linee di prodotti specifici. «Quello che entra nelle nostre profumerie è un uomo più maturo di quanto si pensi – commenta Silvia Bassignani, direttore marketing dell’insegna Limoni profumerie -, con un’età tra i 35 e i 50 anni». Nuove tendenze, un pubblico più ampio ed ecco il ripensamento dei punti vendita delle catene: per le nuove aperture ora si investe su superfici sempre più ampie, la media passa a 350-400 metri quadrati, ma si arriva fino a 800, puntando su un aumento dello scontrino medio grazie al nuovo mix di vendita ottenuto da un più elevato numero di referenze (oltre 15mila) e studiando l’ampliamento dell’offerta, con prodotti collaterali e complementari come abbigliamento, intimo, oggetti per la casa, il tempo libero. «Esploriamo le nuove aree polisensoriali – fanno sapere da Douglas – ambientando i negozi per stimolare tutti i sensi oltre a migliorare il servizio al cliente». Maggiori attenzioni per il cliente ma anche per chi vende. Selective beauty gestisce la distribuzione internazioale di alcuni marchi del lusso come Elizabeth Arden, Lolita Lempicka, L’Or de Torrente, Fendi Profumi. «I negozianti sono sempre più professionali e richiedono sempre più professionalità ai loro partner» dice Corrado Brondi, presidente e direttore generale di Selective beauty. Una necessità soddisfatta con la verifica sul punto vendita dello spazio e del posizionamento dei prodotti, una somma di informazioni qualitative condivise con i responsabili delle marche. Perché i clienti sono sempre più attenti a quanto spendono: soffrono le grandi case selettive mentre, secondo Gabbai, i consumatori preferiscono i prodotti di fascia intermedia e quelli mass market. Da qui il successo di brand come Collistar, opinione condivisa da Bassignani e Gabbai mentre, aggiunge Gabbai, «L’Oréal ha alzato molto il livello qualitativo».Sul fronte commerciale il valore dello scontrino medio è in aumento mentre premiano le attività fatte al traino delle «carte fedeltà» e le attività di promozione. «Le donne vanno meno nelle profumerie specializzate e preferiscono gli spazi dove trovano un pacchetto di prodotti, dall’oggetto d’arredamento, al libro o il vestito – commenta Francesco Morace, presidente di Future Concept Lab – e la cura del corpo è l’unico settore in cui la spesa non è diminuita». «La dimensione della cura del corpo è la nuova priorità rispetto a quelle degli anni 80 e 90 – continua Morace – in cui dominava l’immagine e la moda. Oggi prevale l’autenticità del corpo e questo spiega il successo di hamman e centri benessere per la gratificazione personale da condividere con il partner, la famiglia o gli amici».

      ENRICO NETTI