“Così i lavoratori non vivono e resistono solo i grandi iper”

12/03/2012

Milano

Graziella Carneri, sindacalista della Filcams Cgil

GRAZIELLA Carneri, della Filcams Cgil, centri commerciali e negozi sempre aperti, anche la domenica.
Va bene o no? «No, questa legge è una liberalizzazione totale, qualsiasi punto vendita può rimanere aperto 365 giorni l`anno teoricamente anche 24 ore al giorno. La norma del decreto Salva-Italia è una cosa tupida». Perché? «Favorisce come al solito i più forti che possono permettersi di rimanere aperti anche senzaguadagnare, ma peri piccoli commercianti è veramente un guaio p erché non avranno più respiro. Inoltre si è tolta ai Comuni e alle Regioni qualsiasi possibilità di intervenire diversamente». Federdistribuzione sostiene che nessuno sarà obbligato a lavorare tutte le domeniche. «La grande distribuzione ha finalmente trovato quello che cercava: far passare il lavoro straordinario delle domeniche e i festivi come ordinario. Hanno assunto molte persone solo con contratti part time, o solo per i week-end: ma così i lavoratori non vivono, e anzi si trovano esasperati dai turni nei festivi». Non esiste la rotazione sul lavoro domenicale? «Nelle favole, forse. Solo dove c`è una buona contrattazione e le domeniche sono alterne. Nella realtà stiamo combattendo per salvare i lavoratori: nelle aziende dicono che non fanno nuove assunzioni perché i consumi calano, e quindi anche i fatturati». I sindacati quindi che cosa propongono? «Chiediamo a Federdistribuzione di trovare una giusta via di mezzo, utile alle imprese ma anche ai lavoratori. E magari alla città: aperture straordinarie, ad esempio in occasione di Fiere, di eventi. Ora abbiamo davanti le feste di Pasqua, il 25 Aprile e il Primo Maggio: diano un segno di rispetto, in quei giorni tengano chiuso».

Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione

"Noi offriamo un servizio i clienti sono più contenti"

GIOVANNI Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, ha sentito la riflessione del cardinale Scola sull`importanzadelriposo festivo per poter stare con la famiglia? «Ho sentito. I valori dei quali parla il cardinale sono importanti e nessuno li nega. Ma biso gna anche considerare che i tempi sono cambiati, e anzi chiedo un incontro proprio a Scola, per spiegargli il nostro punto di vista». In che senso? «Non pretendo di convincerlo, ma le aperture domenicali sono un servizio alla clientela. I consumatori, i cittadini italiani e le famiglie sono contente delle aperture dei negozi della grande distribuzione. Perché potendo andarenei fine settimana nei centri commerciali hanno il tempo per scegliere con calma e confrontare le offerte dei prodotti». I lavoratori possono trovarsi costretti a lavorare di domenica? «Non sono obbligati. La liberalizzazionenon significa aprire 24 ore su24 tutti i giorni. Questo è il primo grosso equivoco: le aperture si possono programmare in funzione dell’ esigenze dei consumatori e si possono assumere persone per lavorare nei week-end. Poi si può chiudere in altri giorni. Ma la domenica si può anche decidere di aprire la mattina e di tenere chiuso al pomeriggio». In realtà sembra che non sempre si possa scegliere, se il centro commerciale è aperto sono costretti ad aprire anche i titolari dei piccoli negozi che ci sono all`interno.
«E loro sono ben contenti. Questa legge è nata proprio su stimolo dell`Antitrust. Le aperture festive prevedono una maggiore retribuzione e i contratti dei dipendenti tutelano i genitori con figli fino a 3 anni: a loro non può essere richiesto di lavorare la domenica».