“Così avrete lo scontro sociale”

13/03/2002



 
 
Pagina 8 – Economia
 
 
"Così avrete lo scontro sociale"
Cisl e Uil con Cgil. Confindustria mette fretta al governo
          Il leader degli imprenditori non canta vittoria e anzi accusa i ministri di ritardi
          I sindacati si ricompattano nel respingere il piano Berlusconi e si preparano allo sciopero
          Cofferati: "L´esecutivo è responsabile di una rottura pesantissima. Unità sindacale, obiettivo importante"

          VITTORIA SIVO


          ROMA – L´ultima mossa del governo ha spiazzato tutti, sindacati e imprenditori. Salvo la Cgil che, dopo la decisione dell´esecutivo di procedere alla modifiche dell´art.18, ha confermato e rafforzato la decisione della mega-manifestazione a Roma per il 23 marzo e dello sciopero generale il 5 aprile, le altre parti in causa hanno incassato la novità con reazioni più che mai contrastanti.
          Ufficialmente l´uno e l´altro fronte aspettano di conoscere la proposta definitiva del governo. La Confindustria sta ben attenta a non cantare vittoria in una battaglia dagli esiti ancora parzialmente aperti, mentre la Cisl e Uil traducono la loro delusione in minacce concrete di sciopero generale. Ed è probabile che lo scontro con il governo ricompatterà il fronte sindacale. Di sicuro il 23 marzo sarà la sola Cgil a scendere in piazza, per lo sciopero generale si vedrà. Gli ambienti della stessa Cgil fanno capire che se Pezzotta e Angeletti si pronunceranno formalmente per lo sciopero generale, proponendo una iniziativa unitaria magari in una data diversa dal 5, la protesta potrebbe essere convergergente. Anche il segretario dell´Ugl, Stefano Cetica, si dichiara pronto allo sciopero generale.
          Sergio Cofferati accusa il governo di praticare «politiche neoliberiste», cercando a volte di attenuarle con «populismo d´accatto», e se come è prevedibile confermerà i provvedimenti su mercato del lavoro, pensioni, scuola e Mezzogiorno «finirà con l´avere una rottura sociale pesantissima della quale è diretto responsabile». La scelta di lotta della Cgil non significa però «mettere in soffitta l´unità sindacale», ha detto il leader della Cgil invitando Cisl e Uil a continuare assieme la battaglia contro il governo.
          Al momento però i sindacati marciano divisi. La Uil per esempio conferma per il 16 marzo un work day, assieme ad altre iniziative di mobilitazione, con Luigi Angeletti che minaccia «una lunga stagione di conflitto sociale» se il governo sceglierà di «governare con la Confindustria e non con la maggioranza dei cittadini». In attesa del Consiglio dei ministri di domani con le ultime proposte sull´art.18, i soli contatti di Cisl e Uil con la maggioranza di centro destra sono con l´ala morbida (ieri Pezzotta e Angeletti hanno visto a pranzo il presidente del Ccd Follini e il capogruppo dei centristi alla Camera Volontè). Per la Confindustria, invece, la svolta del governo apre prospettive confortanti. Ieri il suo direttore generale Stefano Parisi ha avuto un incontro con il ministro e il sottosegretario al Lavoro, Maroni e Sacconi. E il presidente degli industriali Antonio D´Amato, pur senza sbilanciarsi in giudizi sugli ultimi sviluppi, ha parlato di «centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro» che potrebbero crearsi con una maggiore flessibilità. «Aspettiamo di vedere le proposte del governo, l´importante è che le riforme vadano avanti con decisione, purtroppo siamo in ritardo, il Paese non può aspettare». Sulla stessa lunghezza d´onda Confagricoltura, Confesercenti e Confartigianato. Mentre la Confcommercio avrebbe preferito che la questione dell´art.18 fosse stata affrontata dal governo in un secondo tempo.