Cortei, dopo il daspo gli arresti preventivi. L’opposizione attacca: siamo al fascismo

20/12/2010

ROMA (19 dicembre) – Continuano le polemiche dopo la proposta dell’istituzione di un daspo anche per le manifestazioni, lanciata da Alfredo Mantovano e fatta sua ieri dal ministro Maroni. Polemiche rese incandescenti da un’uscita del senatore Maurizio Gasparri, che ha parlato della necessità di arresti preventivi.

Gasparri: «Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile. Mi riferisco a quel giorno del 1978 in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo. Qui serve una vasta e decisa azione preventiva – attacca il capogruppo del Pdl al Senato – Si sa chi c’è dietro la violenza scoppiata a Roma. Tutti i centri sociali i cui nomi sono ben noti città per città. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza. Chi protesta in modo pacifico e democratico va diviso dai vasti gruppi di violenti criminali che costellano l’area della sinistra. Solo un deciso intervento può difendere l’Italia».

«Bisogna stare molto attenti – ha detto Massimo D’Alema, presidente del Copasir, a Che tempo che fa – perchè l’interesse alla violenza è un interesse dei gruppi violenti, ma potrebbe diventare anche un modo di chi è al potere di rafforzare il proprio potere. È un gioco che abbiamo già visto anche nel passato. È sbagliato che il governo non apra un dialogo con gli studenti, sarebbe un modo per isolare violenza».

«Quello che propone Gasparri è contro la nostra Costituzione. Le sue sono parole pericolose. Se Gasparri conosce nomi e cognomi li faccia. Sennò lasci lavorare e rispetti le autorità competenti senza avvelenare il clima con dichiarazioni provocatorie e parafasciste», ha commentato la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. Per il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, le parole di Gasparri «confermano soltanto la volontà del governo e di questa maggioranza di imporre il modello fascista».

Gasparri «con la consueta finezza argomentativa propone una riesumazione dell’arresto preventivo che è annuncio di fascismo», ha osservato il leader di Sel Nichi Vendola. «Gasparri fascista era e fascista è rimasto», ha chiosato il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, mentre Articolo21 si chiede «perchè Maurizio Gasparri fomenta con dichiarazioni irresponsabili gli animi già tesi?».

Critici anche i finiani: «Tra fantasiose proposte di daspo per i manifestanti e farneticanti ipotesi di arresti preventivi, Pdl e Lega rischiano di creare – ha dichiarato Fabio Granata – dinamiche sudamericane in Italia». «Il Pdl prenda ufficialmente le distanze dal suo capogruppo al Senato – dice Adolfo Urso, coordinatore di Futuro e Libertà – E’ sbagliato soffiare sul fuoco e alimentare divisioni e contrapposizioni, anzi occorre agire insieme con responsabilità per evitare che la protesti degeneri in violenza, isolare i teppisti e punire in modo esemplare chi commette reati». «Fascismo da sceriffi» l’accusa di Mario Staderini, segretario di Radicali italiani.

Con l’ex ministro delle Comunicazioni si schierano le colleghe di partito Jole Santelli e Isabella Bertolini. Alle parole di Maurizio Gasparri «non viene data risposta politica ma solo – ha osservato Santelli – inutili e sterili insulti». «C’è da chiedersi – ha aggiunto Bertolini – se tutti questi indignati dell’ultim’ora vogliano davvero un rigoroso rispetto della legge durante le manifestazioni». E Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, assicurando che «nessuno vuole ledere il diritto di manifestare liberamente» ricorda che a Firenze qualche anno fa, ministro degli Interni Pisanu, nei fatti l’azione preventiva fu portata avanti d’intesa fra le forze dell’ordine, il Comune e i sindacati e passò sotto il nome di monitoraggio preventivo.

Cerca di placare le acque il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini: «Alla vigilia della manifestazione annunciata dagli studenti contro la riforma universitaria è necessario mantenere i nervi saldi ed evitare di esacerbare preventivamente gli animi. Maggioranza e opposizione non facciano le ennesime polemiche sulle spalle degli studenti e diano prova di serietà e capacità di dialogo». Per Casini, i protagonisti degli scontri di Roma «vanno ricondotti su una strada di consapevolezza. Questa è una generazione di spaventati dal futuro, che cominciano ad avere terrore e disagio nei confronti del futuro». Le tensioni degli ultimi giorni, secondo Casini, dimostrano che «nel nostro Paese sta maturando un’emergenza sociale» dettata anche dalla mancanza di «equità sociale. Questo paese non si salverà se non c’è un armistizio, una pacificazione. Il nostro polo nasce per pacificare».

Veltroni: il prefetto convochi gli studenti. «Dopo gli incidenti gravissimi della scorsa settimana c’è un clima difficile e teso in vista dei nuovi appuntamenti e delle proteste previste per i prossimi giorni. Io torno a ribadire la necessità di garantire la legittima protesta degli studenti e insieme la sicurezza dei cittadini e il difficile lavoro delle forze di polizia – dice l’ex sindaco di Roma – È grave che anche nel mondo politico ci sia chi, penso a Gasparri, sembra voler esasperare il clima. Propongono che il Prefetto convochi i responsabili dell’ordine pubblici e gli studenti, per fare in modo che le manifestazioni legittimamente convocate si svolgano in un clima civile, isolando provocatori e violenti».

Zingaretti: Gasparri spera nei disordini. «Il senatore Gasparri passa il suo tempo a inventare e sostenere leggi per sottrarre potenti personaggi alla giustizia e oggi vorrebbe far arrestare dei giovani in forma preventiva per quello che forse, secondo lui, faranno. È inevitabile che il pensiero corra ai metodi delle dittature latinoamericane e al riproporsi di una cultura del ventennio – dice il presidente della Provincia di Roma – Esprimo la mia solidarietà alle forze dell’ordine a tutti quegli agenti che nei prossimi giorni dovranno, per le strade garantire l’ordine pubblico, obiettivo sempre più difficile anche per colpa di questo irresponsabile che gli scontri molto probabilmente se li augura».

La Russa: bastano le leggi esistenti. «Penso che Gasparri voglia dire che se ci sono delle responsabilità penali, non bisogna avere tolleranza per nessuno – dice il ministro della Difesa – Non credo proprio che invochi leggi speciali, lo conosco bene a Gasparri. Bastano le leggi che ci sono, basta solo farle rispettare».

Gasparri contrattacca. Nel tardo pomeriggio Gasparri commenta le reazioni al suo affondo: «È molto grave che in molti invece di condividere la prevenzione contro la violenza, preferiscano insultare e fiancheggiare chi ha devastato Roma. Vendola è solito dire sciocchezze per protagonismo e difende i violenti per le sue contiguità e la sua storia politica. Sono sempre stato contro ogni violenza e proprio per questo dico che chi protesta pacificamente va ascoltato, chi lo fa con violenza va arrestato. Lo dico e lo confermo. La scarcerazione lampo è stata una vergogna. Il fatto che chi ha assalito o linciato le forze dell’ordine sia a piede libero è una vergogna. Perchè non viene identificato e arrestato il manifestante che ha quasi ucciso un altro manifestante con un colpo di casco? Alcuni hanno mentito parlando di infiltrati, altri hanno inventato i black bloc. Ma si sa quali centri sociali hanno organizzato la violenza e decine di persone che marciavano con il casco sono state intervistate in tv. Manifestazioni pacifiche sono espressione della democrazia. Mettere le città a ferro e fuoco dovrebbe causare la reazione di tutte le persone per bene. E siccome la violenza non viene praticata da marziani, chi ha elementi per intervenire lo faccia».

Onida: proposta assurda e fuori luogo. «Nel nostro sistema costituzionale l’arresto può essere legato solo alla già avvenuta commissione di un reato e quindi può essere un arresto preventivo al giudizio, ma non certo alla commissione del reato – dice Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, a CNRmedia – Gasparri sembra riferirsi a casi di persone già coinvolte in atti cospirativi o in concrete preparazioni di fatti delittuosi. Considerare, faccio un esempio, tutti i frequentatori dei centri sociali come coinvolti in atti cospirativi, mi sembra una ipotesi assurda. E comunque ipotesi di questo tipo al limite dovrebbe farle la magistratura, non un politico. Trovo inoltre che il richiamo a tempi in cui c’era una regressione di tipo militare, con le Br e via dicendo, oggi sia del tutto fuori luogo».

Sulla proposta di estendere il daspo interviene Antonio Di Pietro, che parla di misura fascista. «È sempre quando vedono avvicinarsi la propria fine – dice l’ex pm – che i dittatori diventano più pericolosi. Daspo significa Divieto di accedere alle manifestazioni sportive. Farlo diventare Dapo, Divieto di accedere alle manifestazioni politiche, significa adottare una misura fascista che nessuno Stato democratico al mondo si sognerebbe neppure di immaginare. Sarebbe come istituire la Tessera del manifestante che presto diventerebbe la Tessera del manifestante filogovernativo: non credo che la Corte costituzionale potrebbe mai sottoscrivere una disposizione che fa a cazzotti con lo spirito e con la forma della nostra Costituzione. Bisogna dialogare: chi si rifiuta di farlo e pensa di discutere solo con i divieti lo fa per provocare. Lo fa, temo, non per evitare le violenze ma, al contrario, le agevola e le usa per riconquistare un po’ della popolarità e del consenso che ha perso. Insomma lo fa per riportare il Paese allo Stato fascista».

Alemanno: percorsi autorizzati o si rischia. Il sindaco di Roma ha parlato di nuovo delle manifestazioni in programma per la prossima settimana: «Bisogna convincere gli studenti a fare un percorso autorizzato che abbia un obiettivo diverso dalle sedi istituzionali perchè altrimenti la situazione potrebbe ricreare tensioni. Dobbiamo fare grande attenzione; gli studenti devono sapere che serve una autorizzazione altrimenti è reato».

Camusso: sbagliata la logica della zona rossa. Dichiarazioni come quelle del ministro dell’Interno rischiano di «incentivare più il comportamento di pochi violenti che non il diritto democratico degli studenti a manifestare – ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – Non si può impedire agli studenti né a nessun altro di mobilitarsi, di avere iniziative, e io trovo la logica della zona rossa sbagliata, perchè è come indicare degli obiettivi. Vorrei dire che ci vuole un grande rispetto delle istituzioni. Non utilizzerei mai parole d’ordine come "assediare il Parlamento", perchè io rispetto questo luogo, che esprime il democratico voto dei cittadini e della rappresentanza. Però è evidente che chi è più grande e responsabile dovrebbe assumersi le proprie responsabilità».