Corte dei Conti: «Meno spese per ridurre le tasse»

03/05/2007
    giovedì 3 maggio 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    «Meno spese per ridurre le tasse: agite sulle pensioni»

      Allarme della Corte dei Conti. Ma Damiano assicura: lo «scalone» è iniquo e va corretto

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        ALLARME della Corte dei Conti sulla spesa pubblica, con tanto di richiamo su pensioni e pubblico impiego. Quanto basta per far ripartire il dibattito sui tavoli di concertazione. Sulla previdenza si entrerà nel merito tra una settimana, ma già si registra un’apertura dei sindacati sull’età pensionabile. Sembra quindi a portata di mano quel passaggio dallo «scalone» agli «scalini» molte volte evocato da Cesare Damiano, che è tornato sul tema anche ieri. No deciso invece delle sigle sindacali sulla revisione dei coefficienti: la discussione su questo punto potrebbe essere «congelata». Le risorse da distribuire restano a 2,5 miliardi, e «il mucchietto più grande andrà alla previdenza», spiega Damiano. Che vuol dire rivalutazione delle pensioni in essere e la totalizzazione dei contributi. Le risorse per la revisione dello «scalone», invece, riguardano il prossimo anno fiscale,

        Sul fronte dei conti, la magistratura contabile avverte: l’extragettito è tutto da verificare. E ancora: la correzione è centrata sulle maggiori entrate (circa il 67% della manovra), mentre sulle spese permangono forti elementi di incertezza. Come quella sul patto di stabilità interno, che potrebbe portare a un ulteriore inasprimento della pressione fiscale. Ecco perché per i magistrati solo un contenimento della spesa «può consentire una graduale riduzione della pressione fiscale nel rispetto rigoroso degli impegni derivanti dal patto di stabilità e crescita europea». Il contenimento della spesa, per la Corte, si traduce in una correzione della spesa pensionistica e di quella destinata al pubblico impiego. La magistratura contabile, invita anche a «una attenta e severa rivisitazione delle esenzioni e delle agevolazioni fiscali».Per quanto riguarda in particolare le pensioni, «al di là del già previsto aumento dei coefficienti di trasformazione», per la Corte occorre metter mano alla questione dell’innalzamento dell’età pensionistica. «Un tale obiettivo resta cruciale», si legge nella relazione sulle leggi di spesa e di copertura, pubblicata il 30 aprile scorso. Ma le osservazioni della Corte finiscono sotto il fuoco di fila di parte della maggioranza. «Paradossale parlare di tagli alla spesa – commenta il ministro Paolo Ferrero – vista la situazione di disagio in cui si trovano oggi molti pensionati». Elena Cordoni, presidente della commissione bicamerale sugli enti previdenziali, replica che «la Corte dei conti fa il suo mestiere di controllo e segnalazione ma rispetto alle soluzioni il compito di trovarle va lasciato al parlamento e al governo». FI, con Giulio Tremonti, «spara» ad alzo zero, parlando di «fallimento del trasferimento del Tfr all’Inps», cosa che per la verità la Corte non rileva, anche se i giudici definiscono la misura «prestito forzoso» o «entrata impropria».

        Nel frattempo il Tesoro rende pubblici i dati sul fabbisogno, che sale in aprile a 10 miliardi (circa 2 miliardi in più rispetto a un anno fa) e nei primi 4 mesi a 33,8 (600 milioni in più). Anche qui sono le maggiori entrate e fare la differenza: il disavanzo sarebbe stato di 8 miliardi – dovuti a pagamenti anticipati – in gran parte riassorbiti proprio dalle entrate.