Corte conti rilancia l’allarme sulle pensioni

22/07/2005
    venerdì 22 luglio 2005

    NORME E TRIBUTI – pagina 30

      SQUILIBRI FINANZIARI

      Corte conti rilancia l’allarme sulle pensioni

        Indispensabile promuovere lo sviluppo della previdenza integrativa

          VALENTINA MAGLIONE

          MILANO • A rischio la tenuta dei conti Inps nel breve medio periodo. Nella relazione sulla gestione dell’ente, relativa all’esercizio 2003, la Corte dei conti ha espresso preoccupazione per gli equilibri economici e finanziari.

          La preoccupazione nasce anche dalla consapevolezza che i risultati raggiunti nel 2003 dipendevano non solo dai massicci interventi dello Stato, ma anche da variabili di natura straordinaria non facilmente replicabili negli anni a venire, come le cartolarizzazioni degli immobili e dei crediti.

          Quello della Corte è più un richiamo che un vero e proprio grido d’allarme. Se nel 2003 la situazione dell’Inps appariva «grave e preoccupante » , un significativo miglioramento, scrive la Corte, «sia della gestione finanziaria di competenza che della redditività globale dell’Ente» , pare emergere dai preventivi aggiornati degli esercizi 2004 e 2005. Così, il bilancio 2004 dell’Inps, come scritto su «Il Sole 24 Ore» del 14 luglio, presenta un avanzo di esercizio di oltre cinque miliardi. Un segnale positivo, certo, ma non basta. I conti, secondo la Corte, sono migliorati anche grazie agli interventi di riforma già realizzati. E proprio alla luce dei risultati ottenuti, i magistrati contabili definiscono «indispensabile» un’organica riforma del sistema previdenziale. Che dovrà promuovere lo sviluppo della previdenza integrativa, oggi ancora inadeguato, se è vero che gli aderenti sono poco più di 2 milioni su 22 milioni di occupati.

          I numeri. Si assesta a 897 milioni il disavanzo finanziario dell’esercizio 2003. Un risultato peggiore rispetto a quello degli esercizi precedenti, tutto imputabile alla parte in conto capitale del bilancio.

            Sono infatti aumentate, rileva la Corte, le uscite connesse al deposito in tesoreria dei fondi derivanti dalla cartolarizzazione degli immobili.

            Scomponendo i risultati economici dell’esercizio 2003 nelle singole gestioni, emerge quanto abbiano inciso le gestioni dei trattamenti economici temporanei ai lavoratori dipendenti e quella dei parasubordinati. Due voci che, con i loro avanzi, sono riuscite a coprire i deficit strutturali delle altre gestioni: nel mirino della Corte finiscono il fondo pensioni lavoratori dipendenti (-5.076 milioni), la gestione coltivatori diretti, mezzadri e coloni (-752 milioni) e artigiani (-2.167 milioni).

            La Corte sottolinea in particolare come il risultato negativo del fondo di previdenza dei lavoratori dipendenti abbia risentito dello squilibrio dei soppressi fondi trasporti, elettrici, telefonici ed ex Inpdai, che, con i loro disavanzi di esercizio (- 3.418 milioni), rappresentano il 60% dell’intero deficit del fondo.

              Le criticità. Un’organizzazione troppo complessa e una proliferazione quasi patologica degli organi. Sono questi i mali che secondo la Corte dei conti affliggono la macchina dell’Inps e ne rallentano il lavoro. Non solo: costano troppo, circa 10 milioni nel 2003. La relazione della Corte mette anche sotto accusa la sempre crescente mole di contenzioso, che si traduce in ulteriori spese per l’ente. L’accumulo delle cause, rileva la Corte, è sintomo di « carenze funzionali e operative nel processo produttivo » . Un fenomeno che può essere contenuto coinvolgendo le parti sociali nell’interpretazione delle norme e dando agli uffici la possibilità del riesame, così da introdurre un filtro prima che il contenzioso s’inneschi. «Il miglioramento dell’ultimo biennio è un buon segnale ma non basta»