Corte Conti: Inps a rischio, riforma subito

05/06/2003

giovedì 5 giugno 2003
 
 
    Pagina 33 – Economia
 
 
    IL CASO
    Slitta il vertice governativo. Udc e An per i disincentivi. La Lega: "Ci torna in mente il ’94"

    Corte Conti: allarme pensioni
    "Inps a rischio, riforma subito"
          I magistrati contabili chiedono l´estensione a tutti del sistema contributivo

          ROMA – L´ultimatum dell´8 giugno posto al governo dai sindacati sulle pensioni slitterà di qualche giorno: l´appuntamento tra il ministro del Welfare, Roberto Maroni, e i sindacati è infatti subordinato alla «verifica» chiesta dallo stesso Maroni della linea del governo sulla previdenza con il premier Berlusconi e il ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, «verifica» che potrebbe essere fissata all´inizio della prossima settimana, quindi dopo l´8 giugno.
          La convinzione del ministro Maroni è che gli eventuali disincentivi a lasciare il lavoro anzitempo non entreranno nella delega. La partita verrebbe poi eventualmente giocata da Berlusconi nell´ambito del semestre di presidenza italiana del consiglio europeo italiano con tempi più lunghi. Lo scenario, tuttavia, non è così semplice. Le prese di posizione a favore di un ricorso immediato ai disincentivi nell´ambito della maggioranza sono più numerose di quelle contrarie: l´Udc, An e Forza Italia (quest´ultima con molte contraddizioni interne) fanno pressing; soltanto la Lega – compatta – respinge l´attacco: «Mi torna in mente il ’94», dice il leghista Roberto Calderoli, che evoca il fantasma della caduta del primo governo Berlusconi.
          Nel frattempo, però, entra in campo anche la Corte dei Conti, che sollecita una riforma strutturale: «È sempre più indifferibile l´adozione di misure» che incidano sui «disavanzi del sistema previdenziale», dicono i giudici contabili nella relazione inviata alla Camera sulla gestione finanziaria dell´Inps. La Corte dei Conti sottolinea «una transizione» che «è in generale considerata troppo lunga» e che condiziona le politiche di riduzione delle tasse. «Non ci si può esimere – dice – dall´esprimere una certa preoccupazione in ordine alla tenuta, anche nel breve periodo, degli equilibri economici e finanziari della gestione Inps.

          I dati previsionali del 2003 mostrano un disavanzo finanziario di competenza di 470 milioni e un disavanzo economico di esercizio di 282 milioni, con una situazione patrimoniale netta che alla fine del 2003 dovrebbe attestarsi sui 14.789 milioni di euro. Il consiglio dei giudici contabili? L´estensione del sistema contributivo pro-rata. E i tecnici del Tesoro suggeriscono che l´allargamento (oggi vale soltanto per coloro che hanno 25 anni di contributi) arrivi fino ai 30 anni di contributi.
          La risposta dei sindacati è netta. «L´Italia ha già dato», dice il leader della Cgil Guglielmo Epifani alla Corte dei Conti. «Il nostro è l´unico Paese – spiega – che le riforme le ha già fatte: abbiamo unificato i pubblici e i privati, cosa che in Francia stanno facendo adesso. Abbiamo innalzato a suo tempo l´età pensionabile e introdotto per le pensioni di anzianità un periodo transitorio. Tutto questo aveva l´obiettivo di stabilizzare la crescita del rapporto spesa/pil. Mi pare che stia avvenendo». E il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, parla esplicitamente di sciopero «se il governo non accoglierà le nostre proposte sulla delega». A maggior ragione sarà sciopero se assumerà concretezza l´ipotesi dei disincentivi.
          (r.d.g.)