Corsa contro il tempo sulla riforma del lavoro

18/10/2002

            18 ottobre 2002

            Ddl al rallentatore – Sacconi assicura: disco verde entro Natale
            Corsa contro il tempo
            sulla riforma del lavoro

            MILANO. Non si chiama più Ddl 848
            ma per il testo di riforma del mercato del
            lavoro, ribattezzato 3193 con il passaggio
            dal Senato alla Camera, l’iter a Montecitorio
            potrebbe essere non meno a ostacoli di
            quello a Palazzo Madama. E se la maggioranza
            e il Governo sono intenzionati a presentare
            un numero esiguo di emendamenti, l’opposizione
            invece di emendamenti ne ha già presentati
            300. L’estenuante braccio di ferro a Palazzo
            Madama, che ha visto maggioranza e opposizione
            affrontarsi a colpi di numero legale e di accuse
            di ostruzionismo, fa ipotizzare poi come
            probabile un percorso tutto in salita anche a
            Montecitorio, mettendo così a rischio la tabella
            di marcia inizialmente prefissata dal Governo.
            Stando, infatti, all’attuale calendario, la
            commissione Lavoro finirà l’esame del testo
            martedì prossimo «in ogni caso — spiega il
            sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi
            — anche se non saranno approvati
            tutti gli articoli».
            Di conseguenza il Ddl arriverà in Aula lunedì
            28 ottobre. Si delinea pertanto una vera e propria
            lotta contro il tempo, dal momento che il testo
            dovrà tornare in terza lettura al Senato e che il
            Governo rimane fermo sull’intenzione di arrivare
            al varo definitivo entro Natale, «perché se si
            verificasse uno slittamento — chiarisce Sacconi —,
            essendo il provvedimento collegato alla legge
            Finanziaria del 2002, si creerebbe un corto circuito,
            ovvero una sovrapposizione con i collegati della
            Finanziaria 2003».
            Quanto agli interventi introdotti dal Governo,
            ritorna l’emendamento sul trasferimento del ramo
            d’azienda, dichiarato inammissibile dal Senato,
            e quello sulla razionalizzazione delle funzioni
            ispettive, anch’esso giudicato inammissibile.
            Mentre tra gli emendamenti di rilievo della
            maggioranza figurano quello sui consulenti del
            lavoro, sui «benefici alle imprese artigiate,
            commerciali e del turismo subordinati al rispetto
            integrale degli accordi» e sul socio lavoratore.
            Intanto si avvicina il varo definitivo del decreto
            legislativo di riforma del collocamento pubblico.
            Formalmente il testo non è all’ordine del giorno
            del Consiglio dei ministri di oggi, ma dal momento
            che è pronto, dopo essere stato approvato dalla
            Conferenza Stato-Regioni e aver avuto il parere
            favorevole della commissione Lavoro del Senato,
            il provvedimento potrebbe comunque finire in coda
            ai lavori dell’Esecutivo.
            In previsione dell’apertura ai privati dell’attività di
            intermediazione, prevista dal Ddl 3193, vengono
            così definite le funzioni del servizio pubblico,
            partendo dalla razionalizzazione delle procedure
            di collocamento e dal rafforzamento degli
            strumenti informatici.
            Ma la vera novità del decreto è l’introduzione di
            misure finalizzate a prevenire la disoccupazione
            di lunga durata e soprattutto il collegamento tra
            lo status di disoccupazione e la partecipazione
            ad attività formative.
            E se alcune riforme si avviano, anche se a singhiozzo,
            verso la realizzazione, altre considerate altrettanto
            importanti sembrano, almeno per il momento,
            scomparire dalle priorità dell’Esecutivo.
            È quello che è accaduto al tavolo per lo Statuto
            dei lavori, previsto dal Patto per l’Italia e il cui avvio
            era fissato entro la fine del 2002. Se non fosse che con
            l’avvicinarsi della fine dell’anno il progetto, voluto da
            Marco Biagi, non figura più in agenda. Nessuna data
            ma tempi certamente lunghi dal momento
            che per avviare il confronto con le parti sociali bisognerà
            insediare una commissione ministeriale, che dovrà
            formulare una proposta da tradurre in articolato normativo.

            SERENA UCCELLO

            COME CAMBIANO LE REGOLE
            Le novità introdotte dalla riforma

            Collocamento.
            Via libera alla liberalizzazione dei servizi
            all’impiego con l’ingresso dei privati nell’attività di
            intermediazione. Viene eliminato per le imprese di
            fornitura di lavoro interinale il vincolo dell’oggetto
            sociale esclusivo.
            Contratti atipici.
            Si punta a razionalizzare una serie di
            istituti che vanno dal lavoro a chiamata, a quello
            occasionale e accessorio. Viene introdotto lo staff
            leasing, ovvero la possibilità di affittare manodopera a
            tempo indeterminato.
            Formazione.
            Il governo viene delegato affinché proceda
            al riordino dei contratti a contenuto formativo
            (apprendistato e contratti di formazione), in modo da
            collegare la formazione ai sussidi di disoccupazione e
            sostenere quindi la ricerca effettiva di lavoro.
            Part time.
            Le norme che lo regolamentano saranno
            riscritte così da rendere il contratto a tempo parziale
            più "elastico".