Corsa alle alleanze nel largo consumo

27/11/2000

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Lunedì 27 Novembre 2000
italia economial
Corsa alle alleanze nel largo consumo

Il processo di concentrazione tra i grandi gruppi della distribuzione va a pieni giri, come sottolinea un’analisi dell’istituto di ricerca tedesco M+M Eurodata. In pratica nel corso di quest’anno i primi cinque gruppi della distribuzione di largo consumo in Europa (considerando anche le attività dei centri all’ingrosso, i cosiddetti cash & carry) hanno raggiunto, a livello consolidato, un fatturato globale di 226 miliardi di euro, poco meno di 450mila miliardi di lire. In particolare — sottolineano i ricercatori di Eurodata — la quota del mercato in Europa nei prodotti di largo consumo confezionato (grocery), che fa capo ai primi cinque gruppi leader per fatturato, è salita a livello aggregato al 26,1%, ossia più di un quarto del totale.

Pertanto nell’arco dell’ultimo decennio — mette in evidenza l’indagine — la quota di mercato dei top five è praticamente raddoppiata. Nel 1990 la quota di mercato aggregata dei top five non superava il 13,8 per cento. L’accelerazione della concentrazione è avvenuta nell’ultima parte degli anni 90. Infatti tra il ’90 e il ’95 la quota i mercato aggregata è passata dal 13,8 al 17,3% con un guadagno di appena 3,5 punti percentuali. Tra il ’95 e quest’anno, invece, la stima aggragata è passata al 26,1% con un guadagno di circa nove punti percentuali.

Alla base di questi risultati ci sono due macrotendenze. Anzitutto occorre tener conto del fatto che tra i grandi gruppi è scattata la corsa alle alleanze. La necessità di competere sui mercati globali e di ristrutturarsi in Europa di fronte all’ingresso di grandi gruppi d’Oltreoceano, Wal-Mart in prima fila, ha posto le alleanze come condizione obbligata. Così si è assistito alla grande operazione di concentrazione tra Carrefour e Promodès, preceduta dalle intese tra Metro e Makro, o tra Rewe e Billa.

Nello stesso tempo si sono via via aperti in misura sempre più conveniente i mercati di Paesi dell’Est europeo. In altre realtà, come l’Italia, la struttura distributiva nazionale si è aperta ad alleanze con gruppi esteri. Il risultato è stato una notevole espansione della rete di vendita moderna in Paesi (come Polonia, Ungheria e Repubblica ceca) che accusavano un grave deficit strutturale e un allargamento sostanziale del raggio d’azione dei grandi gruppi europei in mercati ricchi.

Per quanto riguarda i singoli gruppi è stato Carrefour, sull’onda della operazione Promodès, a mettere a segno il maggior incremento di fatturato (+257%) tra ’95 e 2000. Nei cique anni precedenti si erano invece distinti l’inglese Tesco (78%) e la francese Intermarché (+102%).

Il gruppo ingrese Tesco resta ancora oggi sugli scudi, grazie anche a una politica commerciale che ha dato ottimi frutti sul mercato domestico, consentendo di parare la sfida di Asda (Wal—Mart) e accentuare la debolezza dell’eterno rivale Sainsbury. Rewe e Intermarché stanno invece marciando sì ma con ritmi inferiori alle attese.

V.Ch.