Corsa agli iscritti con prezzi discount

16/09/2003

      Martedì 16 Settembre 2003

      Chi difende gli utenti / Tante organizzazioni, troppi paradossi
      Corsa agli iscritti con prezzi discount

      MILANO - Basta un euro per entrare nell’esercito delle associazioni dei consumatori,
      per avere una tessera e rafforzare una sigla. Gli enti che rappresentano i consumatori
      conoscono bene le regole del mercato e in qualche caso ricorrono al sottocosto per acquistare quote, per conquistare «clienti». L’iscrizione a prezzi stracciati è stata lanciata dall’Acu, l’Associazione consumatori e utenti, una dei tredici membri nazionali (l’altro è un associazione altoatesina) del Cncu, il Consiglio nazionale
      consumatori e utenti, riunito negli uffici del ministero delle Attività produttive.
      Insieme dichiarano, anzi autodichiarano, oltre 736mila iscritti ma sul numero di tessere
      le polemiche non sono mai finite. E per aumentarle e diventare più forti a Roma e sul
      territorio, non rinunciano alla guerra dei prezzi. La campagna dell’Acu è iniziata a luglio: per invogliare i consumatori ad associarsi le complicazioni sono state ridotte
      al minimo. Chi non ha voglia di andare fino alla sede più vicina con una monetina
      da un euro, basta inviare francobolli per lo stesso valore. Con l’iscrizione si ha diritto
      ai servizi dell’Acu: si può andare allo sportello, ottenere «il miglior consiglio possibile
      per una soluzione stragiudiziale alla sua controversia» e tornare a casa con in tasca il
      consiglio e trenta euro in meno a titolo di «rimborso spese».
      In altre associazioni, la tessera si paga un po’ di più ma dà diritto a servizi gratuiti.
      La voglia di acquisire iscritti con poche monete è comunque diffusa e certe volte l’aiuto di strutture più forti, come i sindacati, aiuta a trovare proseliti.
      Agli iscritti Uil per entrare nell’Adoc basta versare due euro e mezzo, Adiconsum
      chiede 15 euro a chi fa parte della Cisl e 31 a tutti gli altri, mentre per federconsumatori il rapporto è con la Cgil e in questo caso la quota per la tessera è di 9,2 euro contro i 25,82 chiesti a chi non fa parte del sindacato.
      Proprio Federconsumatori, insieme ad Adoc, Adusbef e Codacons, fa parte di Intesa consumatori, l’alleanza che ha proclamato lo sciopero di ieri. L’iniziativa è stata bocciata da Altroconsumo, l’associazione con più iscritti, oltre 270mila a fine 2002. Il reclutamento di Altroconsumo è centrato sulla rivista mensile di consigli ai consumatori: l’abbonamento annuale costa 63,25 euro, di cui 10,33 sono
      per la quota d’iscrizione.
      Le associazioni si finanziano anche con le consulenze e con i contributi pubblici, a livello nazionale e locale, e le iscrizioni sono una chiave per entrare nei comitati, per essere riconosciuti. «Si è appena chiuso un bando del ministero — spiega Daniela Primicerio, presidente del Cncu — con 24 milioni di finanziamento:
      li assegneremo soltanto ai progetti con un metodo di valutazione molto rigoroso che tiene conto di diversi parametri».