Rassegna Stampa

Corriere della Sera -Bar e ristoranti, arriva il primo contratto

12/02/2018

Per la prima volta i lavoratori della ristorazione hanno un contratto di categoria ad hoc. È stato firmato ieri e riguarda un milione di addetti. Che lavorano per le imprese iscritte a Fipe Confcommercio, a Legacoop (per esempio Cir e Camst) e ad Angem (qui tra le associate anche Sodexo ed Elior che gestisce la ristorazione su Trenitalia). L’accordo ha una durata di quattro anni (e non tre). Prevede a regime 100 euro lordi in più in busta paga. In precedenza ai lavoratori della ristorazione era applicato il contratto del turismo. Quando l’accordo venne a scadenza, nel 2013, venne rinnovato senza la firma delle associazioni che rappresentano mense e pubblici esercizi. Le trattative — durate quattro anni — sono state lunghe e complesse. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto — dice Lino Stoppani, presidente di Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi all’interno di Confcommercio —. La decisione nel 2013 di non continuare ad applicare il contratto del turismo era inevitabile. Il settore alberghiero ormai dà gran parte dei servizi in outsourcing. La stessa cosa non accade da noi. Per di più le nostre imprese sono state duramente colpite dalla crisi, come dimostra l’altissimo tasso di mortalità. Da qui l’esigenza di un contratto più vicino ai bisogni del settore». Per quanto riguarda la parte normativa, i nuovi assunti d’ora in poi dovranno aspettare quattro anni per maturare lo stesso numero di riposi dei senior. È stata introdotta la banca delle ore per «scontare » i periodi di lavoro aggiuntivo nei momenti in cui c’è minore esigenza di presenza del personale. Gli scatti di anzianità si matureranno ogni quattro anni invece che ogni tre e non incideranno ai fini del calcolo del tfr e della quattordicesima. Adeguati al rialzo i valori dei buoni pasto. In compenso le aziende aggiungeranno 2 euro al mese sulla sanità integrativa (da 10 a 12). «Il contratto è un passo avanti ma non basta, ora rilanciamo un settore che non ha sempre l’attenzione che merita — rivendica Stoppani —. In particolare, l’eccesso di offerta porta a dequalificare il settore». Il presidente di Fipe ce l’ha in particolare con la concorrenza di circoli privati e agriturismi che godono di condizioni fiscali più favorevoli. Oltre che con le gare d’appalto per le mense al massimo ribasso. C’è poi la questione degli incentivi fiscali per i distretti del cibo. «Non si capisce perché anche il nostro settore non sia inserito tra quelli agevolati», si irrigidisce Stoppani. Tornando al contratto, soddisfatti anche i sindacati. «È un fatto importante oggi la firma del contratto molto innovativo per i lavoratori dei pubblici esercizi, ristorazione collettiva, commerciale e turistica», ha scritto su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Per la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso «ci sono voluti più di quattro anni di lotte e un confronto difficile per riconsegnare al settore regole e certezze. Ora la parola passa ai lavoratori». Carmelo Barbagallo alla guida della Uil guarda oltre: «A questo punto, non ci sono più alibi: si può e si deve procedere anche alla riforma del sistema contrattuale con Confindustria».