Corrida al supermarket

11/09/2006
    N.36 anno LII – 14 settembre 2006

      Pagina 138/139 – Economia

        COMMERCIO / LO SBARCO DEGLI SPAGNOLI

          Corrida al supermarket

            Arriva in Italia El Corte Ingl�s, colosso iberico della distribuzione. Con un modello di vendita globale che terrorizza i piccoli negozianti. E non solo

              di Alessandro Oppes da Madrid


                Quando Fernando Abril Martorell, vicepremier spagnolo alla fine degli anni Settanta, telefonava a Ram�n Areces, all’epoca presidente dei grandi magazzini El Corte Ingl�s, questi rifiutava regolarmente di rispondere. Solo in un’occasione, dopo molte insistenze e qualche minaccia, il politico riusc� a parlare con l’imprenditore. Il quale, si racconta, al termine della telefonata sbott�: "Perch� questi qua vogliono comandare su di me? Che governino il loro Stato, che quest’altro � mio e lo governo io". Da allora, ‘l’altro Stato’ del commercio e dei servizi, nato negli anni Trenta con appena sette impiegati dall’acquisto di una piccola sartoria di abiti per bambino, non ha fatto che crescere, e l’erede di Areces, suo nipote Isidoro �lvarez, guida oggi una corazzata che, con 75 mila dipendenti, � la quinta pi� grande impresa non finanziaria spagnola (dopo Repsol, Telef�nica, Endesa e Cepsa). � il leader europeo nel settore dei grandi magazzini, secondo gli ultimi dati diffusi pochi giorni fa: con un incremento dell’8,5 per cento, ha raggiunto un fatturato di 15 miliardi e 855 milioni di euro, scavalcando per la prima volta il gruppo tedesco Karstadtquelle e prendendo il largo rispetto ad altri colossi come Marks&Spencer, Galeries Lafayette o Kaufhof, che soffrono da anni la crisi del settore. Altri celebri marchi, come Harrods e Selfridge, sopravvivono grazie al prestigio del loro nome, ma occupano ormai porzioni di mercato sempre minori, restando lontani dal miliardo di fatturato.

                Leader europeo, El Corte Ingl�s per� non ha quasi mai varcato i confini spagnoli: unica eccezione, due grandi magazzini pi� uno di prossima apertura in Portogallo. E Isidoro �lvarez, che un anno fa � stato premiato a New York come ‘miglior commerciante del mondo’, preferisce andare cauto quando si parla di espansione internazionale. Ma la prossima mossa � gi� decisa, e l’ha confermata nell’ultima assemblea degli azionisti: aprir� in Italia, con ogni probabilit� entro il 2007. Un’idea che a Madrid coltivavano gi� da tempo (le prime indiscrezioni sull’avvio dell’attivit� a Roma sono dell’estate dello scorso anno), ma che non si � ancora potuta concretizzare per lentezze burocratiche e difficolt� amministrative. Per questo non esiste ancora una data sicura, ma fonti della compagnia assicurano che "si tratta di aspettare solo qualche mese". Ancora incerta la dislocazione del primo grande magazzino: se non sar� a Roma (si vociferava del tentativo di acquistare un grande edificio a via Veneto), l’alternativa logica � Milano. Il problema di El Corte Ingl�s � sempre quello di trovare grandi spazi nelle zone commercialmente pi� appetibili, meglio se nei centri storici. Cosa che nelle grandi citt� italiane presuppone non poche difficolt�.

                �lvarez � sicuro di aver fatto bene i propri calcoli ed � pronto alla nuova sfida. La risposta agli scettici � nel tipo di offerta globale che El Corte Ingl�s propone ai propri clienti e che lo differenzia da tutti i suoi principali concorrenti a livello continentale. � la formula ‘dalla culla alla tomba’ (o quasi: in Spagna si scherza proprio sul fatto che nei grandi magazzini l’unica cosa che manca � un servizio di pompe funebri). In effetti, si va dalla compagnia di assicurazioni all’agenzia di viaggi, dall’ufficio postale alla societ� di servizi finanziari che concede prestiti e gestisce fondi di investimento. A El Corte Ingl�s si pu� acquistare un’automobile o una casa e stipulare un contratto con la sanit� privata. Oltre a usufruire, naturalmente, di tutti gli altri servizi offerti dai normali centri commerciali, compresi supermercati e ipermercati. Un tipo di business ‘complessivo’ che ancora manca in Italia e che, giurano a Madrid, ha tutte le prerogative perch� possa funzionare da noi.

                Le dimensioni che il fenomeno di El Corte Ingl�s ha raggiunto in Spagna, con la sua presenza capillare in tutti i capoluoghi di provincia, dove spesso esercita una posizione quasi monopolistica, hanno fatto s� che diventasse oggetto di studio da parte dei sociologi. Il grande magazzino come ‘seconda casa’: che ti avvolge, ti seduce, ti rassicura, ti risolve uno a uno i piccoli problemi della vita quotidiana. Sono pochi quelli che si limitano a passeggiare, curiosare e poi andar via. Quasi tutti i clienti diventano, giorno dopo giorno, sempre pi� fedeli, fino a trasformarsi in ‘corteingl�s-dipendenti’. Con le disastrose conseguenze sul commercio al dettaglio che si possono immaginare: dove � presente la portaerei di Isidoro �lvarez, le piccole imbarcazioni che navigano nelle vicinanze rischiano di affondare. E se ci sono settori commerciali nei quali non riesce ancora a primeggiare, il gigante spagnolo fa di tutto per entrare in forze nella competizione. Per esempio con la recente creazione di una nuova catena di magazzini di abbigliamento giovanile, Sfera, creata con il difficile proposito di fare concorrenza a un altro colosso iberico, Zara.

                In qualche caso, pi� che sbaragliare i rivali, El Corte Ingl�s li previene e li ostacola. Di recente, il Comune di Madrid aveva appena annunciato la nascita di un nuovo quartiere super moderno a nord della citt�, Sanchinarro, nel quale sorgeranno 12 grattacieli affidati a grandi nomi dell’architettura mondiale, ed ecco il centro commerciale prendeva gi� corpo in mezzo al deserto, anticipando o scoraggiando l’apertura di altri negozi.

                Sono talmente grosse le dimensioni raggiunte dal gruppo in Spagna che, oltre ad aver sbaragliato gli avversari nel settore della grande distribuzione, � in grado di competere ai pi� alti livelli in quasi tutti i campi di attivit� nei quali � impegnato. L’agenzia di viaggi Viajes El Corte Ingl�s � una delle prime in Spagna; sugli scaffali dei supermercati, la marca Superco (cio� il private label dell’azienda) si consolida e cresce a un ritmo del 28 per cento l’anno. Cos� come sono in forte espansione (pi� 64 per cento di utili nel 2005) le filiali finanziarie del gruppo.

                  Merci, mobbing e maschilismo

                  Dopo 65 anni, le lavoratrici del Corte Ingl�s sostituiranno la gonna con i pantaloni. Nessuna concessione alle rivendicazioni delle dipendenti: la nuova divisa � stata decisa dai manager dell’azienda, dovranno indossarla a partire dal 2007. Singolare il fatto che da sempre le dipendenti di El Corte Ingl�s devono comunque vestire in uniforme, a differenza degli uomini, ai quali non � stata mai imposta. La condizione femminile all’interno del colosso del commercio spagnolo � da anni oggetto di polemica anche se, per ragioni pubblicitarie, sono pochi i giornali che hanno il coraggio di schierarsi contro ‘la Casa’, come la chiamano i suoi dipendenti. Unica eccezione che si ricordi in tempi recenti, una clamorosa prima pagina del quotidiano ‘El Economista’, che titolava con grande evidenza ‘El Corte Ingl�s discrimina le donne’. Secondo i dati diffusi dal giornale, in centri commerciali nei quali le donne rappresentano il 65 per cento dell’organico, la loro presenza in posti di responsabilit� � limitata al 15 per cento. I principali sindacati spagnoli, Comisiones Obreras e Ugt, non si stancano di presentare denunce, ma la loro eco � fortemente attutita dalla presenza di due ‘sindacati gialli’, Fasga e Fetico, maggioritari all’interno dell’azienda. Un’indagine compiuta di recente da Comisiones Obreras, analizzando 90 buste paga in un grande magazzino madrileno, rivela, ad esempio, che in media una commessa guadagna 500 euro in meno rispetto a un collega di sesso maschile. La discriminazione salariale colpisce anche i rappresentanti sindacali critici con l’azienda, mentre premia i boss del ‘sindacato giallo’: questi ultimi arrivano a guadagnare fino a 60 mila euro l’anno, il triplo di un impiegato medio.
                  Un tribunale di Madrid, tre anni fa, ha riconosciuto invece l’esistenza di una discriminazione salariale contro 15 delegati di Ugt e Comisiones Obreras, per il semplice fatto della loro militanza sindacale.