Coro di no per i mini-assegni Venturi: «Sono inutili e dannosi»

30/01/2003




Giovedí 30 Gennaio 2003


Coro di no per i mini-assegni Venturi: «Sono inutili e dannosi»


ROMA – «Non siamo ancora a Carnevale». E’ una dura stroncatura quella pronunciata dal presidente della Commissione Attività Produttive della Camera, Bruno Tabacci, nei confronti della proposta di introdurre dei mini-assegni fatta ieri dal presidente della Confcommercio, per fronteggiare le spinte inflazionistiche. Sulla stessa linea il presidente della commissione Industria del Senato, Franco Pontone, secondo il quale i mini-assegni «si dovevano fare con l’avvio del l’euro e non ora. Dopo un anno sono alquanto inutili». In mattinata durante l’audizione presso le commissioni Industria del Senato e Attività produttive della Camera(che stanno svolgendo un’indagine conoscitiva sull’inflazione) si era espresso in questo senso anche il presidente di Confesercenti, Marco Venturi: «I mini-assegni sono inutili, anzi dannosi». Per Venturi è un «passo indietro» anche il doppio prezzo euro-lire ma, ha detto, «visto che ci è stato chiesto e si è aperta una polemica esasperata sui prezzi, diamo la nostra disponibilità ad un eventuale periodo fino a giugno e su base volontaria». Durante l’audizione, Venturi ha difeso la sua categoria che, da più parti, viene indicata come responsabile degli aumenti dei prezzi dopo l’avvio dell’euro, lo scorso anno. Tra l’altro ha aggiunto che per il comparto ortofrutticolo, che ha subito i maggiori incrementi «la dinamica al rialzo dei prezzi ha riguardato sostanzialmente l’intera filiera produzione-ingrosso-dettaglio e non solo quest’ultima fase». Sul versante della rilevazione dei prezzi, Venturi ha detto di ritenere «perfettibile ma credibile» l’attività svolta dall’Istat. Quindi è «utile una revisione del paniere Istat,però non a partire da una generale sfiducia nello strumento ma per un suo migliore utilizzo». Dal canto suo nell’audizione Sergio Billé, presidente di Confcommercio, ha messo in evidenza la necessità di «interventi diretti di stimolo ai consumi».Il presidente dei commercianti, spiegando che la bassa crescita della domanda interna «è tra le cause del contenuto sviluppo economico italiano» perché «pregiudica le intenzioni di investimento delle imprese e le dinamiche occupazionali», ha sottolineato come sia «evidente la necessità di attivare tutte le misure necessarie alla ripresa di questa componente». R.BOC.