Coopservice: i soci dicono sì al rientro del tesoretto

18/05/2007
    venerdì 18 maggio 2007

      Pagina 15 – Cronaca

        Assemblee concluse: la maggioranza ha votato a favore

          Tesoretto, i soci dicono sì al rientro

            Domenica le assise a Sabbioneta con tutti i delegati

              Coopservice ha terminato ieri le assemblee dei soci in giro per l’Italia: assemblee nelle quali si è formata una solida maggioranza a favore del rientro delle plusvalenze in cooperativa. Infatti su 1.550 votanti, circa 1.300 soci hanno detto sì all’«operazione rientro». Unica eccezione: l’assemblea di Roma che si è detta contraria con 131 voti contro 120 favorevoli. Ora la cooperativa terrà domenica a Sabbioneta (in provincia di Mantova) l’assemblea con tutti i delegati delle assemblee parziali che si sono tenute in questo periodo. L’assise dovrà ratificare il verdetto favorevole al rientro. Da lunedì, poi, inizieranno gli incontri con gli azionisti della holding lussemburghese Fsh per sottoporre loro il documento da firmare e già siglato dal presidente di Coopservice Pierluigi Rinaldini e dalla vice presidente Barbara Piccirilli. Documento che se firmato da più di metà dei soci dovrebbe garantire il rientro in cooperativa delle plusvalenze.

              Dalla forte indignazione per la vicenda Fsh, intanto, i dipendenti di Coopservice escono allo scoperto. E reclamano una maggiore dignità del lavoro. E’ questo uno dei temi affrontati l’altro ieri nell’assemblea delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) della cooperativa, riunione che si riaggiornerà domani per individuare le proposte concrete di cambiamento dello statuto e del regolamento. Si tratta di incontri preparatori all’appuntamento con i vertici della coop di Cavriago, che potrebbe tenersi anche la prossima settimana. Uno dei punti più controversi è l’orario di lavoro dei soci. E’ «il responsabile» di Coopservice «che definisce le ore di lavoro del socio – dice Bruno Sassi, della Fisascat Cisl – quindi eventuali incapacità organizzative dell’impresa vengono scaricate sul lavoratore». Ma questo può diventare anche uno strumento di pressione sui lavoratori, perché si può trasformare in una sorta di lavoro a chiamata, senza garanzie quindi per il salario mensile. «Ora hanno mano libera – prosegue Sassi – ma noi vogliamo garantire al socio la certezza delle ore e quindi dello stipendio». Anche per Fulvio Camellini della Filcams-Cgil quella dell’orario di lavoro è una questione centrale. Comunque in attesa dell’incontro con la proprietà i sindacati si rincontreranno per mettere a punto una strategia e una piattaforma comune.

              Sul versante Servizi Italia, invece, l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2006 della società che si è chiuso con un utile di 4,6 milioni di euro (+23,2%). L’assise ha inoltre nominato Ad Luciano Facchini, già direttore generale di Servizi Italia, «in sostituzione» di «Enea Righi che, in qualità di amministratore, manterrà le specifiche deleghe direttive relative al settore commerciale e alle aree dell’innovazione e sviluppo». Facchini e Righi sono noti alle cronache di queste settimane per aver partecipato entrambi all’operazione Fsh, il primo con 4mila azioni, il secondo con mille.