Coopservice, comunicato sindacale mancato accordo 11/03/2013

COMUNICATO SINDACALE
Alle lavoratrici e ai lavoratori di COOPSERVICE Soc. Coop. P.A.

L’11 marzo 2013 si è svolto il secondo incontro al Ministero del Lavoro con Coopservice S.C.P.A. relativo alla procedura di licenziamento collettivo avviata in data 23.01.2013, per 289 lavoratrici e lavoratori occupati presso aziende ospedaliere e sanitarie di diversi territori regionali, a seguito dei tagli prodotti dalla spending review.

La trattativa si è chiusa con un mancato accordo nonostante si sono svolti da dicembre 2012 all’11 u.s., quattro incontri in sede sindacale nazionale e svariati appuntamenti a livello territoriale.

Il confronto con Coopservice si è avviato per effetto di una prima apertura delle procedure di licenziamento collettivo sui singoli territori, tra settembre e novembre 2012, che sono state contestate in quanto coinvolgendo più regioni doveva essere aperta un’unica procedura a livello nazionale.

La necessità di raggruppare in un’unica procedura quanto attivato sui singoli territori, oltre che a rispondere correttamente al piano normativo, è stato rivendicato dalle Organizzazioni Sindacali essere più rispondente alla possibilità di gestire in modo uniforme la vertenza e trovare un ventaglio di soluzioni maggiori a tutela e garanzia della continuità occupazionale e di reddito dei lavoratori coinvolti.

Infatti, dal confronto successivamente sviluppatosi negli incontri svolti a livello nazionale tra le parti sin dal mese di dicembre u. s., è scaturito un percorso, di fatto condiviso e, degli interventi, in cui con chiarezza è stato sempre dichiaratamente escluso il ricorso al licenziamento del personale, lasciando solo aperta l’opzione dell’uscita volontaria incentivata e l’attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per il mantenimento dell’occupazione e del reddito dei lavoratori interessati.

Coerentemente con questi scopi, durante tutto il periodo della fase sindacale della procedura si sono tenuti, incontri a livello territoriale per l’analisi dettagliata sulla composizione degli esuberi e per valutare, altresì, interventi sull’organizzazione del lavoro che permettessero il recupero integrale o di una parte degli stessi.

Dunque è necessario evidenziare che nonostante Coopservice, in prima battuta ha sostenuto che per recuperare gli esuberi registrati intendeva intervenire sulla riduzione strutturale dei contratti individuali di lavoro, la stessa azienda successivamente, ed in ogni caso, si è resa disponibile ad attivare il citato percorso individuato e condiviso.

Su questi presupposti, comunemente individuati i confronti al tavolo nazionale sono proseguiti fino a definire di chiudere anticipatamente la fase sindacale della procedura per spostare il confronto al Ministero del Lavoro al fine di attivare gli ammortizzatori sociali in deroga per la gestione degli esuberi ancora risultanti.

Il primo incontro presso il Ministero, del 28.02.2013, aveva impostato poi, anche con lo stesso Ministero del lavoro, le condizioni per un possibile accordo e infatti in quella sede la Coopservice ha confermato la volontà di attivare la Cassa Integrazione in deroga, così come definito. Vista comunque la necessità di attendere i risultati degli incontri che si stavano svolgendo su alcuni territori con le stazioni appaltanti, ed ulteriori passaggi interni alla cooperativa, si è concordato un breve rinvio.

All’incontro dell’11 u. s. Coopservice, differentemente da quanto definito negli incontri precedenti, ha smentito completamente gli affidamenti presi, tra l’altro senza chiarire e motivare efficacemente le ragioni di tale decisione, dichiarando che il ricorso alla Cig in deroga non era più praticabile e l’unica soluzione per loro percorribile era la riduzione dei contratti individuali in via definitiva e sostenendo che a questo scopo avrebbe attivato tavoli territoriali ponendo detto vincolo in tutti i confronti. Questo atteggiamento dunque sanciva di fatto la volontà dell’azienda di chiudere il confronto con il mancato accordo.

La posizione assunta dalla Coopservice risulta non solo un passo indietro sulle posizioni concordate è, nei fatti, un ricatto ed una ingiustificata forzatura nei confronti delle lavoratrici, dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali.

Sulla base di ciò le OO. SS. hanno contestato la decisione assunta dall’azienda denunciando un inaccettabile comportamento della stessa, ed inoltre hanno affermato che non è pensabile incontrarsi a livello decentrato per gestire una vertenza sotto il ricatto dei licenziamenti, opponendosi a tale soluzione.

Va rilevato inoltre che Coopservice ha rifiutato anche la proposta avanzata dal Ministero del Lavoro di concedere la Cassa Integrazione in deroga per sei mesi, quando normalmente questa al massimo viene riconosciuta per quattro mesi, proposta avanzata al fine di far usufruire di un lasso di tempo più lungo per permettere all’azienda e alle Organizzazioni Sindacali di poter trovare soluzioni più rispondenti alle diverse esigenze.

Di estrema gravità è stata, altresì, la valutazione sul piano politico delle scelte fatte da Coopservice, essendo un’impresa cooperativa che si vanta di non aver mai messo in atto licenziamenti ma di tenere in modo particolare al rapporto con i propri soci e dipendenti.

Le Organizzazioni Sindacali, infatti, hanno fatto rilevare che con imprese private, che non hanno l’obbligo mutualistico di tutelare l’occupazione, viceversa si sono definiti accordi sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali proprio per evitare che i tagli determinati dalla spendig review si scaricassero direttamente sui loro dipendenti, ma attraverso il ricorso alla Cig in deroga si mantenesse la piena occupazione e la garanzia del reddito.

Pertanto a fronte delle decisioni assunte da Coopservice di non voler chiudere la procedura di licenziamento collettivo, di non voler attivare soluzioni alternative alla riduzione dei contratti individuali di lavoro per assorbire un esubero di 289 lavoratori su una platea di 11.644 tra soci e dipendenti, del rifiuto alla proposta del Ministero del Lavoro, le Organizzazioni Sindacali hanno dichiarato l’apertura dello stato di agitazione sull’intera azienda e nei prossimi giorni si procederà a definire le iniziative sindacali conseguenti.

                          FILCAMS-CGIL UILTRASPORTI-UIL NAZIONALI