“Cooperative” Servizi Italia: Rinaldini si difende

17/05/2007
    giovedì 17 maggio 2007

    Pagina 43 – Finanza & Mercati

      Cooperative

      Servizi Italia, Rinaldini si difende

        Emilio Bonicelli

        PARMA
        dal nostro inviato

        «Ho firmato l’atto di cessione. La mia quotain Fsh è già in mano alla cooperativa. Il primo luglio poi, nell’assemblea dei soci, chiederò un giudizio sulla legittinità a rimanere come presidente». Così Pierluigi Rinaldini indica, attraverso sofferte scelte personali, il percorso individuato da Coopservice, su pressione di LregaCoop, per uscire dallo scottante caso del tesoretto lussemburghese realizzato, violando le regole della mutualità, in occasione della quotazione di Servizi Italia. Primo, riportare nella cooperativa e quindi a vantaggio di tuttti, le plusvalenze realizzate da soli 260 degli oltre 4.000 soci di Coopservice tramite la finanziaria Fsh. Rinaldini, che è stato l’ideatore della discussa operazione e che è presidente sia di Coopservice che di Servizi Italia, ha dato il buon esempio rinunciando a un guadagno consistente. La speranza è di convincere la grande maggioranza dei soci coinvolti a rinunciare spontaneamente alla propria quota di tesoretto «per il bene comune della coop».

          Il secondo passo per uscire dal tunnel sarà una profonda revisione della governance in capo a Coopservice che, tramite Aurum, controlla Servizi Italia con una quota del 53,5 per cento. La svolta avverrà domenica 1 luglio nell’assemblea della coop quando Rinaldini, insieme al cda, si presenterà dimissionario. Il caso del discusso tesoretto e i cambiamenti in atto però «non toccheranno Servizi Italia», assicura Rinaldini che rimane presidente della società di Parma acquisita da Coopservice alcuni anni fa, poi ristrutturata e recentemente quotata in Borsa.