Cooperative: il riordino arriva a metà strada

26/01/2001

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Venerdì 26 Gennaio 2001
norme e tributi
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Soci-lavoratori: il riordino arriva a metà strada

ROMA È passato in Senato dopo più di due anni di dibattito parlamentare, il provvedimento sul socio-lavoratore. L’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera in prima lettura al testo varato nel ’98 dal Governo Prodi a firma dell’allora ministro del Lavoro, Tiziano Treu. Un disegno di legge che è stato trasformato nel corso dell’esame, prima in commissione Lavoro e poi dell’Aula. La maggioranza ha votato compatta un testo su cui c’è stato uno sforzo di mediazione e di equilibrio vista la particolarità giuridica della figura di socio di cooperative.

Quello che è rimasto inalterato, che è poi la vera novità del Ddl, è la doppia anima di questa figura: da un lato socio, dall’altro lavoratore nelle diverse tipologie di subordinato, parasubordinato o autonomo. Accanto alla costituzione del rapporto associativo nasce, quindi, contestualmente anche un rapporto di lavoro, che può essere di natura diversa e che condiziona vari passaggi giuridici. Uno di questi, su cui c’è stato un lungo dibattito, è stata la questione del licenziamento, cioè dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. La mediazione a cui si è arrivati è stata quella di riconoscere il diritto alla reintegra tranne in un caso, quando, cioè, insieme al rapporto di lavoro si sia risolto anche il rapporto associativo. Anche sui diritti sindacali, la doppia natura ha suggerito una soluzione ad hoc: viene riconosciuta la titolarità dei diritti, salvo affidare alla contrattazione la definizione delle modalità di esercizio.

«Il provvedimento — ha commentato Carlo Smuraglia, presidente Ds della commissione Lavoro al Senato — non persegue solo un obiettivo di equità e trasparenza tra soci e cooperative ma anche quello di una sana concorrenza tra cooperative e tra imprese. Attraverso un sitema di vigilanza rafforzato, perché è previsto un controllo anche sulla correttezza e regolarità del rapporto istaurato, le cooperative sane potranno essere distinte da quelle spurie, che sono la minoranza ma che fanno un uso improprio dello strumento associativo».

Anche l’aspetto del trattamento economico è rimasto ancorato ai minimi salariali previsti dai contratti: anche in caso di crisi della cooperativa non si potrà scendere sotto questo livello tranne che chiedere ai soci un contributo per ripianare i conti. La doppia anima dei soci-lavoratori si esprime anche in un altro aspetto, strettamente giurisdizionale: nel caso di vertenze attinenti il rapporto di lavoro il giudice sarà quello del lavoro, nel caso invece di controversie sul rapporto associativo la competenza è del giudice civile.

A questo punto l’unico rischio, dopo più di due anni di lavoro del Senato, è che il Ddl non veda la luce in questa legislatura. «So che in questi giorni sono in corso incontri tra tutte le forze politiche per valutare quali provvedimenti sono più vicini al traguardo dell’approvazione e dare loro una corsia preferenziale in Parlamento. Credo — ha concluso Smuraglia — anche alla luce delle dichiarazioni del ministro del Lavoro, che sia il Ddl sul socio-lavoratore che quello sugli "atipici" possano puntare al varo definitivo».

—firma—Lina Palmerini