Coop verso il divorzio dal Conad

09/06/2003



        Sabato 07 Giugno 2003
        Commercio
        Coop verso il divorzio dal Conad

        Commercio – Sempre più distanti le strategie dei due gruppi a base cooperativa, alleati nella centrale acquisti «Italia distribuzione»


        MILANO – Divorzio in vista per Italia distribuzione, la principale centrale acquisti italiana nata nel 2001 dall’intesa tra due gruppi distributivi cooperativi, Coop (consumatori) e Conad (dettaglianti). Un fatto che contribuirà ad ammorbidire le polemcihe sulla eccessiva "forza" congiunta dei due gruppi.
        Non ci sono annunci ufficiali, ma tra gli operatori della grande distribuzione e dell’industria di beni di largo consumo il divorzio tra Coop e Conad è dato ormai per scontato. Nel frattempo Coop, leader italiano della grande distribuzione con una quota nei canali moderni intorno al 17%, è sempre in pista per un’alleanza internazionale.
        Dopo il raffreddamento delle ipotesi legate ai gruppi transalpini Leclerc, da un lato, e Casino, dall’altro, il gruppo Coop (la cui ossatura è costituita da nove grandi cooperative di consumatori e dal consorzio acquisti Coop Italia) sta guardando con interesse agli sviluppi dell’intesa su scala europea tra la spagnola Eroski e la francese Intermarchè, che nel settembre del 2002 hanno dato vita a una centrale acquisti internazionale da oltre 50 miliardi di euro. Del resto Coop vanta anche una partecipazione diretta all’interno di Eroski, e accordi di tipo commerciale e di marketing con le cooperative spagnole.
        Per quanto riguarda il nostro Paese, dunque, per Italia distribuzione nei prossimi tempi si profila una «attenta verifica, dopo tre anni molto buoni» sottolinea Vincenzo Tassinari, leader di Coop Italia. Secondo voci sempre più insistenti – non confermate ufficialmente – nell’ambito dei protagonisti del mercato grocery si potrebbe arrivare all’autunno per formalizzare il divorzio, prima dell’avvio della nuova tornata di contratti tra distribuzione e industria, e con un anno di anticipo rispetto alla scadenza ufficiale dell’autorizzazione in deroga concessa nel 2001 dall’Antitrust.
        Secondo le stime Iri-Infoscan i due gruppi distributivi messi insieme raggiungono quote del 65% circa in Emilia-Romagna, del 64,2% in Liguria, del 57% in Umbria. Altre aree di forza per l’intesa Coop-Conad sono Friuli-Venezia Giulia (35,4%), Puglia (28,3%), Abruzzo (28% circa), Trentino-Alto Adige (25,9%) e Lazio (24,5%). A livello provinciale – come sottolineato dall’Antitrust – ci sono realtà come Siena, Modena e Livorno, dove la quota di mercato di Coop-Conad oscilla tra il 70 e l’81 per cento. Negli ipermercati a Foggia e Lecce ci si attesta sul 90% e oltre quota 80% a Reggio-Emilia.
        L’Antitrust nel 2001 aveva acceso i riflettori sulle quote dominanti di Coop e Conad nel Centro Italia e altre aree della Penisola, accordando una autorizzazione in deroga fino al 2004. Pertanto, una volta formalizzato il divorzio tra i due gruppi sarà anticipato rispetto alla naturale scadenza dell’intesa. Per quanto riguarda lo sviluppo, i piani delle maggiori cooperative Coop prevedono l’apertura entro il 2005 di 65 punti vendita, tra cui 24 Ipercoop (compresi altri tre in Croazia) per un’area di vendita complessiva di circa 230mila metri quadrati. Nel 2002 sono stati aperti 11 ipermercati: Ascoli Piceno, Vignale, Novara, Barletta, Roma Casilino, Carasco, i primi due Ipercoop di Zagabria, più tre grandi strutture a Prato, Trento e Bologna. Il gruppo Coop ha chiuso il 2002 con 1.265 punti vendita (1,2 milioni di metri quadrati) e oltre 47mila addetti.
        I soci hanno toccato i cinque milioni. Le vendite sono salite a quota 9,8 miliardi di euro (+7,4%); la crescita 2003 si aggira sul 12 per cento. Il Conad (circa sei miliardi di euro di giro d’affari alla vendita) ha invece siglato una alleanza con il gruppo transalpino Leclerc, costituendo la società comune Conalec per lo sviluppo di ipermercati in Italia (il programma ne prevede una trentina in totale) ed entrando nella centrale acquisti internazionale Lucie. Il Conad ha poi subito dei contraccopli nel Sud per la crisi del partner Cedi Puglia: tra lunedì e mercoledì il Tribunale di Bari deciderà sul futuro di una realtà che ha avuto un ruolo di leadership nell’area, in corsa per l’acquisto ci sono Conad e Carrefour.

        VINCENZO CHIERCHIA