Coop: «Sgravi fiscali per la ripresa dei consumi»

07/09/2007
    venerdì 7 settembre 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    «Sgravi fiscali per la ripresa dei consumi»

      Rapporto Coop: situazione preoccupante per la spinta al rialzo di prezzi e tariffe

        di Laura Matteucci / Milano

        ALLARME – «È importante che il governo approvi sgravi fiscali mirati a sostegno delle famiglie, che servono anche a favorire la ripresa dei consumi, e continui il percorso avviato delle liberalizzazioni, che contribuiscono a muovere l’economia». Aldo Soldi, presidente di Coop-Ancc, presenta il Rapporto Coop 2007 su prezzi e consumi. Definisce la situazione «preoccupante», a partire dall’allarme inflazione che, a causa del lievitare dei prezzi delle materie prime, nel 2008 rischia di portarsi al 5,2% solo per il comparto alimentare. Ancora Soldi: «Occorre anche un intervento sulle tariffe, perchè la ripresa economica in atto non vada solo a gonfiare ulteriormente i portafogli di Eni ed Enel».

        Soldi ricorda che il governo è già intervenuto a favore delle imprese, e si augura quindi che «i prossimi provvedimenti possano destinare risorse alle famiglie».

        Altra misura da adottare, i «controlli su possibili speculazioni – continua Soldi – e un ruolo attivo sia del governo italiano sia di Bruxelles per controbattere ai fenomeni globali», citando l’esempio della Cina dove un aumento vertiginoso della domanda di latte sta avendo effetti a cascata sulla produzione di Parmigiano Reggiano. Il gioco è sempre lo stesso: la domanda nei paesi emergenti esplode, l’offerta scarseggia e i prezzi (complici le immancabili manovre speculative) si impennano, da quello dei cereali (per il grano siamo in media sul 50% in più rispetto all’anno scorso) fino a quello del latte (circa il 15% in più).

        Di fatto, come dice Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, «se nessuno interviene, l’inflazione del settore alimentare salirà al 5,2% nel 2008, e entro fine anno raggiungerà il 3%». Quanto all’inflazione generale, l’osservatorio Coop prevede un aumento dell’1,7% nel 2007, del 2% nel 2008 e del 2,1% nel 2009.

        Per contribuire a mettere un freno alla corsa, Coop ha deciso di bloccare dal primo settembre alla fine dell’anno i prezzi di tutti gli alimentari confezionati a marchio Coop, circa mille prodotti di largo consumo, con un investimento a favore del consumatore che supererà i 7 milioni di euro nei 4 mesi da qui a fine anno.

        L’iniziativa, riprende Soldi, «vuole essere anche un monito politico per una situazione che si prefigura alquanto preoccupante». Tanto che sulla questione prezzi «il governo ha chiesto a Coop e ad altre realtà di creare dei tavoli di confronto».

        Oltre agli alimentari, a rischio anche i prezzi di servizi finanziari ed energia elettrica, i comparti che hanno subìto i maggiori aumenti già negli ultimi anni.

        I consumi delle famiglie, intanto, aumentano: +1,9%, dice il Rapporto Coop, che però segnala anche il rafforzamento del divario tra ricchi e poveri e del numero delle persone che si sentono «escluse» dalla società.

        Anche perchè «i salari reali si sono attenuti sui valori del 1991, il che significa che non crescono da oltre 15 anni», come spiega Enrico Migliavacca, vicepresidente Coop-Ancc .

        Infatti, nonostante il calo della disoccupazione (oltre 24 milioni gli occupati in Italia contro i 21 milioni del 1995), circa il 74% degli italiani continuano a sentirsi poveri. E il 21% si considera escluso dalla società. Un’impressione che sembra avvalorata dal dato sulla disuguaglianza sociale: il 20% della popolazione con un reddito elevato guadagna quasi sei volte di più rispetto all’identica quota di persone con il reddito più basso.

        Nonostante questo sono cambiati i comportamenti di spesa: nel carrello, ci sono sempre di più beni durevoli (auto, mobili, elettrodomestici) e prodotti tecnologici rispetto agli alimentari. I beni di prima necessità, infatti, oggi pesano meno del 15% della spesa totale contro il 33% del 1970.