Coop pronta a lasciare la Campania

22/03/2013

É crisi aperta nel mondo cooperativo. Il calo dei consumi ha messo a nudo, a iniziare dal Mezzogiorno, le debolezze strategiche delle catene distributive che ruotano intorno alle grandi Coop. Prima il default della rete siciliana di Coop 25 Aprile e Coop Primo Maggio tamponata con la nascita di Supercoop in partnership con Despar; poi il tentativo (fallito) di cessione della rete campana di Unicoop Tirreno a un socio esterno e infine la repentina uscita dai discount conio "scambio" dei 342 negozi Dico con i supermercati laziali Despar e Ingrande del gruppo Tuo. A livello nazionale Coop, con 13 miliardi dl vendite, tiene le quote di mercato ma la redditività caratteristica è al lumicino, lo 0,5%. In realtà soffrono tutte le insegne: nel 2012 non è bastata una pressione promozionale del 26% per impedire che i volumi scendessero dell`1%. Al Sud poi il calo ha raggiunto il 2,5% con punte a due cifre nei centri commerciali.
Tuttavia, in `generale, catene come Esselunga e Conad hanno dimostrato di difendersi meglio e di puntare ancora allo sviluppo della rete. Mentre nel canale discount (+5 delle vendite l`anno scorso) i leader hanno consolidato le loro posizioni. Per esempio, nel triennio 2009/11 il gigante dei discount Eurospin (90o negozi) ha spinto il fatturato da 2,5a 3,1:miliardi realizzando 21.1 milioni di profitti. Dico invece nel triennio ha visto i ricavi crollare da 702 a 552 milioni ,e sempre con il rosso lampeggiante, tanto che la perdita totale ha sfiorato i 6o milioni. Insomma il mondo delle cooperative non è riuscito dagli anni Novanta a individuare un modello di business per il canale low cost. E alla
fine ha preferito gettare la spugna nonostante in cabina di regia ci fossero i pesi massimi della distribuzione "rossa": Estense, Tirreno, Nordest, Liguria, Lombardia, Adriaticae Nova. «Purtroppo i numeri dicono questo dichiara Fernando Pellegrini, direttore finanza e bilancio di Unicoop Tirreno -. Nei discount non abbiamo mai guadagnato, in qualche esercizio ci siamo avvicinati al pareggio, ma nulla di più. Forse è stata una questione anche di management. Lunedì voteremo la delibera per avallare la lettera d`intenti cori il gruppo Tuo». Entro Pasqua Coop dovrebbe chiudere il fronteDico ma rimane aperto quellodella Campania. Unicoop Tirreno aveva individuato un sodo, Catone Group, a cui cedere la gestione di 5 punti vendita, gli iper di Afrag;ola e Quarto, il superstore di Avellino e i super napoletani di Santa Maria e Arenaccia. «In un primo tempo – racconta Pellegrini- i sindacati avevano avallato il nostro progetto ma poi sono rimasti spiazzati dal referendum dei lavoratori che, a grande maggioranza, ha bocciato l`accordo».
E Catone Group si è defilato. Negli ultimi 5 anni in Campania Unicoop Tirreno ha perso 8o milioni «una situazione insostenibile dice Pellegrini -. Spero le persone si rendano conto della gravità». Dal fronte sindacale- Luana Di Tuono, segretario Filcams di Napoli, si lamenta: «Siamo al buio. C`erano stati rurnor su un possibile intervento di altre cooperative, ma ora tutto tace». Pellegrini però stronca tutto: «Il tentativo con le altre cooperative l`abbiamo compiuto a cavallo del 2011-12 ma è fallito. Ora lavoriamo su altre ipotesi. Se ne riparla in aprile
».