Coop, previdenza armonizzata

02/11/2001

Il Sole 24 ORE.com

Varate dal Consiglio dei ministri le norme attuative della legge 142/2001

    Coop, previdenza armonizzata
    Il regime dei soci lavoratori equiparato a quello dei dipendenti d’impresa

    ROMA. Per i soci lavoratori delle coop si apre una nuova era con l’equiparazione dei contributi a quelli dei dipendenti delle imprese. Ma con un "passaggio" che, secondo le cooperative, rischia di essere troppo oneroso a fronte di un recupero, fissato entro il 2007, di scarso respiro. È questo quanto è stato deciso dal Consiglio dei ministri di ieri, con l’emanazione di un decreto legislativo che reca disposizioni «in materia di contribuzione previdenziale ed assistenziale per i soci di cooperative», in base a quanto disposto dall’articolo 4, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n.142.
    Con questa legge pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 94 del 23 aprile scorso, si sono messe le basi per la revisione della legislazione in materia cooperativistica, con riferimento alla posizione dei soci lavoratori che trova una nuova dimensione in materia di diritto del lavoro, fisico e previdenziale.
    In particolare, l’articolo 4 della legge 142 prevede l’emanazione di un decreto legislativo – quello approvato ieri dal Governo – per equiparare la contribuzione previdenziale e assistenziale dei soci lavoratori di coop a quella dei lavoratori dipendenti di impresa. Il tutto con una certa gradualità, quantificata in un tempo non superiore ai cinque anni, tenendo anche conto delle differenze settoriali esistenti tra il Sud e il Nord dell’Italia.
    «Ma per la riforma del Dpr 602/70 approvata ieri – spiega Massimo Stronati, presidente di Federlavoro-Confcooperative – si è introdotta una certa onerosità nell’equiparazione contributiva delle cooperative. Infatti, tenendo conto che la committenza è rappresentata in gran parte da enti pubblici con gare di appalto, in molti casi ancora al massimo ribasso, come faranno le nostre cooperative da una parte a equipararsi e dall’altra a spuntare prezzi che consentano di sostenere i costi?».
    Dalle prime simulazioni fatte a settembre da Confcooperative il costo contributivo in più per le imprese a basso valore aggiunto oscillerebbe tra il 45-50% per il Centro-Nord e il 150% per il Sud. Un onere troppo alto, quindi, per le numerose cooperative che operano in settori a basso valore aggiunto. Una mossa per attenuare questi nuovi oneri in più – secondo Stronati – potrebbe arrivare già dalla prossima Finanziaria «prevedendo un’ulteriore riduzione dell’Irap o introducendo un credito d’impposta ad hoc per le cooperative». Provvedimenti necessari, questi, «per evitare il rischio di ottenere fenomeni di irregolarità e di immersione».
    La figura del socio lavoratore di cooperativa emersa con la nuova disciplina, comunque, coincide con il soggetto che concorre alla gestione dell’impresa, mettendo a disposizione le proprie capacità lavorative. Partecipazione che può assumere diverse forme: all’atto dell’adesione o successivamente dovrà, infatti, essere formalizzato il rapporto di lavoro tra il socio e la cooperativa sia come lavoro subordinato sia come lavoro autonomo.
    Marcello Frisone
    Giovedì 1 Novembre 2001
    Norne e Tributi pagina 21

 
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