Coop: «Parole denigratorie di un uomo ricco e potente»

24/09/2007
    sabato 22 settembre 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    La replica: «Parole denigratorie
    di un uomo ricco e potente»

      di Laura Matteucci

      LA RISPOSTA Dura replica della Coop alle accuse lanciate da Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, durante l’inedita conferenza stampa di ieri. La Coop bolla come denigratorie le parole di Caprotti, che «lamenta soprusi ma è uno degli uomini più ricchi d’Italia», si legge in una nota. «Un atteggiamento che non abbiamo mai riscontrato in altre situazioni e con altri interlocutori e che data ormai da tempo». «Fuori luogo tanto più se pensiamo che Esselunga, la “baracca” che ancora il suo patron si diverte a far girare, come ha affermato, è in realtà non solo un concorrente diretto di Coop, ma un’azienda importante, forte di una quota di mercato che sfiora il 9%, 132 punti vendita e utili di tutto rispetto».

      Di conseguenza: «Cifre alla mano risulta difficile credere al lamento incessante che arriva da Caprotti: un imprenditore dalle mani legate in un’Italia che assomiglierebbe all’Unione Sovietica dove le amministrazioni complici avrebbero impedito ad Esselunga di aprire mentre per Coop avrebbero fatto carte false».

      Qualche riflessione in merito: a Milano-città, un territorio a lui familiare, sono 27 i punti vendita Esselunga contro i 12 di Coop (gestiti peraltro da 3 cooperative diverse), oltre al fatto che Esselunga ha una ramificata rete di vendita in regioni storicamente sorrette da amministrazioni di centrosinistra. «Né le nostre cooperative – continua la nota – che stanno procedendo a un duro e impegnativo sviluppo nel Mezzogiorno hanno avuto modo di incontrare Esselunga in Campania, in Puglia o in Sicilia, territori ancora poveri di grande distribuzione organizzata».

      Poi, c’è la questione dei presunti privilegi fiscali, e su questo le Coop ricordano che una cooperativa non è un’impresa di capitali e soggiace quindi ad una serie di vincoli oltre che ad un diverso trattamento fiscale. Esiste una legislazione particolare che riguarda le cooperative e che trae origine dai principi costituzionali. La stessa legislazione che limita fortemente la divisione degli utili fra i soci e favorisce la creazione di un patrimonio indivisibile anche in caso di cessazione o scioglimento dell’azienda.

      Quanto ai prezzi praticati – conclude la nota – Coop sottolinea che «negli ultimi dieci anni, e non negli ultimi mesi, i nostri prezzi sono sempre stati al di sotto dell’inflazione e più bassi rispetto alla concorrenza (come certificato da enti esterni)».

      La commissione europea continua intanto ad analizzare il dossier sui vantaggi fiscali alle cooperative di distribuzione, in particolare il materiale informativo inviato dal governo italiano a fine agosto che contiene i dati relativi a tutte le coop di distribuzione, agli istituti di credito cooperativo e alle banche popolari, come richiesto della commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes.