Coop, la vigilanza incassa lo stralcio

07/02/2002





Cade l’ipotesi di sottrarre i controlli alle centrali
Coop, la vigilanza incassa lo stralcio
G.Ne.
ROMA – Sui poteri di vigilanza le cooperative strappano un primo successo. Dal collegato alla Finanziaria con le misure per favorire lo sviluppo che approder� la settimana prossima nell’aula della Camera � stato stralciato l’articolo 21. Una decisione presa pressoch� all’unanimit� e con il consenso del relatore, Bruno Tabacci (Ccd). Il largo consenso raccolto tra le forze politiche si spiega anche con l’orientamento comune che vede nella commissione Vietti la sede deputata a sciogliere il nodo dei poteri di controllo, come del resto di tutti gli aspetti civilistici. Non ci dovrebbe essere bisogno di aspettare molto: la commissione ha tempo fino ad aprile per concludere i lavori, anche se sembra che il decreto legislativo con la nuova normativa per le cooperative sar� l’ultimo a vedere la luce tra i molti che ancora si affollano sul tavolo della commissione. Intanto per� svanisce dall’orizzonte il fantasma della sottrazione a Legacoop e Confcooperative dei poteri di controllo sul rispetto delle finalit� mutualistiche da parte dei soggetti iscritti. Poteri che l’articolo 21 del collegato voleva invece fare rientrare nelle mani del ministero del Welfare cancellando quelle disposizioni della recente legge sul socio lavoratore (la 142 del 2001) che esplicitamente li delegavano all’esterno. Insomma una sorta di nuova statalizzazione che per il Governo era giustificata dalla curiosa coincidenza della figura di controllato e controllore. �Una posizione per� che non ha giustificazione nell’attuale assetto normativo della cooperazione – precisa Luigi Olivieri, deputato Ds del Trentino, componente della commissione Attivit� produttive che ha esaminato e autore di uno degli emendamenti che ha condotto poi allo stralcio -. Le cooperative sono sottoposte a una pluralit� di controlli a partire da quella della Guardia di Finanza per finire a quelli del collegio sindacale. Inoltre sono proprio le verifiche effettuate dalle centrali cooperative a funzionare meglio. Almeno gli iscritti – conclude – vengono effettivamente sottoposti ad accertamenti. Cosa che non avviene, o avviene in misura decisamente minore, per chi invece � sottoposto ai poteri di ispezione del ministero�. Nelle settimane scorse si era assistito a una mobilitazione del mondo della cooperazione che era sceso in campo per contrastare quello che appariva un nuovo attacco a tutto il settore dopo le polemiche seguite al varo della legge delega sulla riforma del diritto societario. In particolare era stato sottolineato come le cooperative anche dopo la verifica da parte della centrale potesse comunque essere sottoposta a ulteriori accertamenti da parte del ministero delle Attivit� produttive (al quale sono state devolute le competenze in materia). Inoltre, a rafforzare le argomentazioni delle cooperative veniva sottolineato come la stessa Costituzione all’articolo 45 riconoscesse l’importanza e il peso delle organizzazioni cooperativistiche.

Gioved� 07 Febbraio 2002