Coop Italia vince il premio negli Usa per l’attività «socialmente responsabile»

19/06/2001


    Coop Italia vince il premio negli Usa per l’attività «socialmente responsabile»

    Alessandro Plateroti

    New York. In un mercato globale sempre più pressato dalle esigenze di competitività, l’investimento di un’impresa sul "sociale" rischia spesso di passare inosservato, se non addirittura si essere bollato come un’astuta trovata di marketing.
    Ma non è sempre così: negli Stati Uniti il rapporto corretto e responsabile tra un’impresa, i suoi dipendenti, i fornitori e l’ambiente circostante è diventato un vantaggio competitivo, riconosciuto e persino premiato in Borsa dai fondi che investono solo sulle imprese «socially responsible». Ebbene, per la prima volta in 15 anni, un’azienda italiana – la Coop Italia – è entrata a far parte delle 6 aziende internazionali che ogni anno vengono premiate a New York nell’ambito del Corporate Coscience Award, un premio assegnato da 18 giudici indipendenti che valutano l’impegno delle grandi imprese per migliorare l’ambiente, la qualità della vita sul posto di lavoro, il riconoscimento dei diritti sindacali e le relazioni con le comunità circostanti.
    Per l’edizione 2001, insieme a Coop Italia, la centrale d’acquisto dell’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumo, sono state premiate aziende come Canon, la Toyota, la Sbc Communications, la finanziaria Fannie Mae e la Wainwrite Bank: «Il premio – ha detto Giuseppe Fabbretti, vicepresidente dell’Associazione delle Cooperative di Consumo – è il riconoscimento di un impegno di lungo periodo: il sistema cooperativo si è battuto per la tutela dei diritti dei lavoratori e soprattutto dei minori, tanto in Italia quanto all’estero, come dimostra la campagna lanciata due anni fa contro lo sfruttamento dei giovani pakistani impegnati nella produzione di articoli sportivi. Ma questo è solo un esempio: ci siamo battuti per il rispetto dei diritti associativi in tutte le aziende nostre fornitrici».
    Il costo di questo impegno non è di poco conto: «La Coop – ha aggiunto Riccardo Bagni, vicepresidente di Coop Italia che ha ritirato il premio a New York – investe alcune decine di miliardi l’anno nei controlli di qualità e di sicurezza alimentare e il costo non è mai stato trasferito sui prezzi pagati dai consumatori. Questo impegno è destinato a proseguire».

    Martedí 19 Giugno 2001

 
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