Coop: Italia sotto la media Ue

10/09/2010

Per i consumi la ripresa è lontana: nel primo semestre dell’anno le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2009 (quando erano crollate dell’1,6%), con uno speculare calo dello 0,3% per la grande distribuzione, appesantita dallo scivolone degli alimentari (-1,1%). Sulle famiglie italiane pesa l’eredità della crisi: una spesa imprevista di 1000 euro è in grado di mettere in difficoltà i due terzi di loro, mentre il 21% (a
fronte di una media Ue che non supera il 12%) ammette di avere problemi a sostenere spese necessarie come la cura dei propri bambini. Molti indicatori parlano di un impatto della crisi peggiore in Italia rispetto alla media europea, ed ora paesi come Francia e Germania si stanno rialzando con ritmi ben diversi dai nostri: il gap, quindi, è destinato ad ampliarsi. E i più colpiti, come sempre, sono i più deboli: donne, giovani e abitanti del sud. Secondo il consueto rapporto Coop su consumi e distribuzione in Italia, persiste un quadro problematico. I consumi nell’intero 2010 dovrebbero confermare il limitato rialzo dello 0,3% del primo semestre, a fronte di un aumento del Pil annuo all’1,2%. Nel 2011 la crescita dei consumi dovrebbe essere dello 0,6%, contro un Pil in aumento dello 0,6%. «Attenzione all’inflazione: la tensione sulle materie prime – dice Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia – in parte
riconducibile a fattori oggettivi di calo della produzione come incendi in Russia e alluvioni in Pakistan, India e Cina, rischia di attivare una spinta speculativa che potrebbe portare i prezzi alimentari sui livelli massimi del 2008», cioè a una crescita complessiva del 5% rispetto agli attuali. Aldo Soldi, presidente di Coop consumi, parla delle liberalizzazioni comediun importante motore per favorire la domanda interna (un serio programma potrebbe generare una maggiore capacità di spesa di 3mila euro l’anno a nucleo familiare, 250 al mese), mentre ricorda: «Senza occupazione, altro fattore che sollecita i consumi, la ripresa non c’è». Invece: gli ultimi due anni hanno segnato una caduta netta dell’occupazione (-817mila gli occupati italiani), con giovani, autonomi e lavoratori a termine a pagare di più. Decisiva la componente territoriale, con un calo dell’occupazione del4%al sud, dell’ 1% del centro-nord.
MENO PANE, PIU’ SMARTPHONE
Per la prima volta calano i consumi alimentari e in quantità prodotti di base come la pasta di semola (-,8%), le conserve a base pomodoro (-2,3%), l’olio d’oliva (-1,7%) e gli olii di semi (-5%). Coop va meglio del mercato, recupera quote e cresce nello stesso periodo del 2%.Tra i prodotti che invece hanno continuato a crescere anche nel primo semestre 2010 spicca l’elettronica (televisori a schermo piatto e smartphone su tutti) che da sola fa segnare un +16%. Apparecchiature e servizi per la telefonia (a partire dall’ipad), computer, audiovisivi continueranno a crescere. In prospettiva riemergono i consumi di nuova necessità come servizi ricreativi e culturali, vacanze, pasti fuori casa. Coop stima di chiudere il 2010 con un fatturato complessivo superiore ai 13 miliardi (12,8 nel 2009) e di portare la propria quota di mercato al 18,1% (al 20% nei prossimi tre anni). I piani di sviluppo 2010-2020 prevedono l’apertura di 55 nuovi punti vendita (40 supermercati e 15iper), con oltre 700 milioni di investimento e l’assunzione di 4mila addetti.