“Coop” Intervista a Giuliano Poletti

08/03/2007
    giovedì 8 marzo 2007

    Pagina 8 – CAPITALE & LAVORO

    «Civilizzare il mercato
    e sconfiggere il pensiero unico»

      La cooperazione è anche la difesa
      del lavoro per la via dell’impresa.
      Intervista a Giuliano Poletti,
      presidente della Lega delle Cooperative

        Galapagos

          Grandi numeri, quelli presentati ieri al 37° congresso nazionale della Lega delle cooperative. da Giuliano Poletti, presidente di quelle che un tempo si chiamavano coop rosse. Poletti è orgoglioso di quei numeri maturati in 120 anni di vita: 15 mila cooperative aderenti, 50 miliardi abbondanti di fatturato, di fatturato complessivo, quasi 415 mila occupati, oltre 7,7 milioni di soci. L’Auditorium della tecnica è stracolmo di cooperatori. Colpisce però una cosa: le donne presenti sono poche. Non è un buon modo per festeggiare l’8 marzo. Poletti ne è convinto e nella relazione introduttiva ha affrontato il problema. «In ogni caso ce ne sono molte di più rispetto a tutti gli altri congressi. Abbiamo fatto un lavoro intenso per aumentare la partecipazione femminile. I risultati sono stati avvertiti soprattutto a livello di assemblee regionali. L’assenza di donne nei consiglio di amministrazione e ai vertici della Lega è un ‘deficit di democrazia’ per sanare il quale stiamo lavorando».

          Legacoop ha un fatturato simile a quello della Fiat, ma scarsa visibilità. L’impressione è che contiate poco. Perché

          La Fiat è una azienda unica, Legacoop è composta da oltre 15 mila aziende che operano in una cinquantina di mercati diversi. Ma non lo ritengo negativo. Siamo una struttura complessa, caratterizzata imprese che operano a livello multinazionale; da grandi cooperative di consumo, di produzione e lavoro. Ma l’elemento di forza della cooperazione è la grande varietà. La cooperazione è uno strumento in mano alla società e la cooperazione crescerà se e in quanto la società apprezzerà questo strumento e penserà di utlizzarlo. Altrimenti siamo come una zappa appoggiata al muro che non è buona, né cattiva, ma sta li e non è niente: è il nulla appoggiato al muro.

          Che fare per avere maggiore visibilità?

          Una grande battaglia culturale per far capire che la cooperazione può dare risposte ai bisogni della società. Se ce la facciamo vinciamo la gara, altrimenti vince il pensiero unico, cioè l’impresa capitalistica. In questa ottica sono d’accordo con quanto affermato nel suo intervento da Bertinotti: il pluralismo dell’impresa ha una assonanza col tema del pluralismo politico e quindi della pluralità delle forme della rappresentanza. Questo nostro congresso lancia una battaglia per sconfiggere il pensiero unico: se vinciamo la battaglia culturale, dopo dimostreremo sul piano imprenditoriale come d’altra parte facciamo da 120 anni che si può fare molto e bene. Il problema che abbiamo è di riuscire a farlo nelle dimensioni moderne, nuove, tecnologiche e globalizzate. Per noi il mercato è un ambiente civilizzabile.La cosa importante è che noi difendiamo il lavoro per la via dell’impresa.

          In che settori pensate di espandervi?

          In tutte quelle attività dove vale molto la qualità di relazione e nelle quali la forma cooperativa è vincente. Chi entra in cooperativa per fare attività di servizio alle persone, ad esempio, realizza una relazione fiduciaria migliore. Chi deve affidare la propria madre anziana è può scegliere se puntare su una società che ha come finalità la massimizzazione del profitto o su una che ha come idea di dare un buon lavoro a chi accudisce l’anziano, credo che non ci siano dubbi sulla scelta.

          State lavorando anche legislativamente sui servizi agli anziani.
          Si, e pensiamo anche le mutue possano avere un grande futuro nei settori della previdenza, della sanità integrativa, della riforma del welfare.Se fiscalmente si decidesse di aiutare il cittadino che vuole autotutelarsi, queste forme sarebbero eccezionali, perché hanno bassi soprattutto di intermediazione. W periamo anche che le professioni possano essere esercitate da società costituite in forma cooperativa.

          Il caso Unipol: pensate ancora di allargarvi nel settore finanziario?

          Su finanza e banca bisogna continuare a tenere l’attenzione. Per lo sviluppo abbiamo bisogno di finanza. L’importante è definire in termini molto chiari le modalità di relazioni e le alleanze.